F1, Codacons all’attacco di Ferrari e Mission Winnow. Presentato esposto all’Antitrust

A poche ore dal via dei test 2019 di Barcellona, che cominceranno domattina al Montmelò, continua a tener banco la questione ‘Mission Winnow’, title sponsor della Scuderia Ferrari. E no, non parliamo delle autorità australiane, già al lavoro per capire eventuali pubblicità indirette del marchio di Philip Morris International (così come dell’iniziativa ‘A Better Tomorrow’, comparsa sulla McLaren e patrocinata dalla British American Tobacco).

La nuova Ferrari SF90. In nero il marchio Mission Winnow, sotto attacco da parte di Codacons e Unione Nazionale dei Consumatori (foto da: twitter.com)

In questo caso parliamo delle italiane Codacons ed Unione Nazionale Consumatori le quali, nella giornata di ieri, sono partite lancia in resta contro la Ferrari ed il suo sponsor, presentando un esposto all’Antitrust ed arrivando a paventare addirittura di richiedere il sequestro delle monoposto del Cavallino nel caso che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato dovesse appurare un legame, sia pur indiretto, tra Mission Winnow e le ‘bionde’ del marchio statunitense.

Di seguito, il testo integrale del comunicato del Codacons: “Falsa partenza per la nuova Ferrari, che rischia di rimanere ferma ai blocchi di partenza. Il Codacons deposita infatti un esposto all’Antitrust sulla monoposto presentata ieri, denunciando quella che sembra una forma di pubblicità indiretta al tabacco, vietata dal nostro ordinamento. Tra gli sponsor che compaiono sulla Ferrari che gareggerà nel prossimo campionato di Formula 1, appare in bella vista “Mission Winnow”, marchio direttamente legato alla Philip Morris, nota multinazionale del tabacco. Com’è noto la legislazione vigente in Italia vieta in modo categorico qualsiasi forma di sponsorizzazione del tabacco e dei prodotti da fumo.

Il rischio concreto, quindi, è che attraverso lo sponsor “Mission Winnow” si realizzi una forma di pubblicità indiretta al tabacco, considerata l’immagine della nuova Ferrari che farà il giro del mondo a partire dal prossimo campionato di Formula 1. Per tale motivo il Codacons presenta un esposto all’Antitrust affinché apra una indagine sulla nuova Ferrari verificando l’eventuale violazione delle norme vigenti, ed è pronto a chiedere il sequestro della monoposto se sarà accertata la sponsorizzazione ai prodotti da fumo“.

Vista frontale della nuova Ferrari SF90 (foto da: twitter.com)

Ci va giù dura anche l’Unione Nazionale Consumatori: “Abbiamo presentato un esposto all’Antitrust e al Ministero della Salute per accertare la regolarità della scritta e la sua conformità rispetto alla normativa vigente” – ha spiegato il presidente, Massimiliano Dona – “Non è la prima volta che si utilizza la Formula 1 o le gare di moto per far rientrare dalla finestra quello che la legge vieta, ossia pubblicizzare il tabacco ed i prodotti del tabacco. Per questo chiediamo alle due Authority di accertare i fatti e cosa sia realmente Mission Winnow“.

Queste le affermazioni di Codacons e Unione Nazionale Consumatori. Ma cos’è Mission Winnow? Per spiegarlo, ci rifacciamo alle dichiarazioni rilasciate al momento del lancio dell’iniziativa, durante il weekend del Gran Premio del Giappone 2018, da Riccardo Parino, Vice President Global Event di PMI: “Dopo 10 anni nei quali non abbiamo posto alcun marchio sulle vetture di Formula 1, torniamo con un nuovo progetto. La nostra partnership con Ferrari dura da 45 anni e ci confrontiamo spesso. Questa iniziativa non riguarda un nostro prodotto, ma la nostra stessa azienda, riguarda il modo in cui stiamo trasformando, il modo in cui prepariamo il nostro futuro basato su scienza, innovazione e tecnologia“.

Michael Schumacher, al volante della bellissima F300, durante il Gran Premio del Brasile 1998 (foto da: reddit.com)

È molto importante sottolineare che il logo e la campagna non sono correlati a nessun prodotto del tabacco, ma lancia un’iniziativa che seguirà l’evoluzione della nostra azienda” – aggiungeva – “È molto importante essere con la Ferrari, perché questa squadra è un esempio unico di passione e capacità che convergono al fine di perseguire un costante miglioramento, ciò che costituisce la base del nostro futuro“.

Il punto focale della questione è capire, nel caso di specie, se si tratti di pubblicità diretta/indiretta di prodotti legati al tabacco oppure di iniziativa che, seppur facente capo ad una multinazionale del tabacco, sia consentita essendo slegata dall’attività principale della stessa. C’è da dire che in Italia la pubblicità di prodotti legati al fumo è vietata in base alla legge 165 del 1962, la quale in articolo unico recita, nel parafrago iniziale: “La propaganda pubblicitaria di qualsiasi prodotto da fumo, nazionale od estero, è vietata…“.

Ancora, il decreto legislativo 300 del 2004, recependo la direttiva 2003/33/CE, ha vietato pubblicità e sponsorizzazioni aventi lo scopo o l’effetto, diretto od indiretto, di promuovere un prodotto del tabacco. Quest’ultimo decreto legge, tra le altre cose, portò dal 2005 ad impedire l’uso del marchio di prodotti del tabacco durante i Gran Premi di Formula 1 e del Motomondiale d’Italia e di San Marino.

Alain Prost, al volante della 641, vettura Ferrari della stagione 1990. Si nota il marchio Marlboro sulla parte alta del cofano motore (foto da: pinterest.com)

Torniamo al presente. E’ risaputo che la partnership tra Ferrari e Philip Morris abbia radici lontanissime (nel 2019 si toccherà il 46.esimo anno). Dopo l’avvio nel 1973, è a partire dalla 126C4 del 1984 che il logo del marchio più famoso riferito a PMI, Marlboro, compare in modo ben visibile sulla livrea delle monoposto del Cavallino, andando a racchiudere nomi e cognomi dei piloti. Logo che diventa più grande sul finire degli anni ’80 (a cominciare in pratica dalla F187/88C del 1988), per poi giungere alla F93A del 1993, piena di riferimenti alla Marlboro e, dalla 412T1 della stagione successiva, la scritta fa bella mostra di sé anche sul flap principale dell’ala posteriore, sostituendo quella della Goodyear.

Dal 1997 con la F310B, la scritta Marlboro compare anche di lungo sulla parte terminale del muso verso l’abitacolo; situazione che rimane pressoché identica fino all’ultima Ferrari guidata da Michael Schumacher, quella 248 F1 con la quale il tedesco sfiorò l’ottavo iride nel 2006. A partire dal 2007, per evitare i divieti ormai sussistenti in vari paesi, ecco la trovata del codice a barre, che esordisce sulla fortunata F2007 con la quale Kimi Raikkonen conquistò l’ultimo titolo piloti per la Rossa, per poi terminare la sua ‘corsa’ sulla F10 del 2010.

Kimi Raikkonen al volante della F2007, con la quale debutta il ‘codice a barre’ come sostituto della scritta esplicita Marlboro (foto da: it.wikipedia.org)

Dalla 150° Italia in poi, ogni riferimento a PMI è scomparso da livrea, tute e quant’altro, ma non il rapporto tra le due realtà, proseguito seppur con un profilo più basso. Questo fino al 4 Ottobre 2018, quando è stata presentata l’iniziativa Mission Winnow, in quel di Suzuka. E arriviamo ai due aspetti che non tornano riguardo l’iniziativa di Codacons ed Unione Nazionale Consumatori. Innanzitutto, come mai solo ora si prende un’iniziativa del genere? Praticamente a quattro mesi e mezzo dal lancio dell’iniziativa e dopo che la Rossa, con il logo di Mission Winnow ben presente ovunque, ha disputato cinque gare tra Estremo e Medio Oriente, Nord e Sud America.

E ancora, come mai quest’iniziativa non è stata presa nei riguardi della Ducati, a sua volta presentante il logo Mission Winnow sia sulle carene della GP19 (presentata tra l’altro un mese prima) che sulle tute dei piloti? Senza contare che nulla è stato nemmeno ipotizzato davanti all’ipocrisia di avere un marchio di alcolici, la Heineken, come main sponsor del campionato, continuamente propinato di fianco a scritte varie inneggianti la guida sicura.

Danilo Petrucci ed Andrea Dovizioso, in posa con la Ducati GP19. Il logo’Mission Winnow’ si nota, in bella vista… (foto da: motogp.com)

La puzza di un’azione intrapresa solo per strumentalizzare e sfruttare la cassa di risonanza che offre il binomio Ferrari-Formula 1 si sente da chilometri di distanza. Vedremo dove porterà tutto ciò, con l’aggiunta che le due parti che vanno all’attacco avrebbero potuto render meno assurda la loro richiesta, auspicando nel caso la rimozione dei loghi di Mission Winnow da monoposto, tute e quant’altro.

Detto ciò, in barba a tutto questo, fatemi sottolineare quanto belle (e nostalgiche) erano le monoposto rivestite dalle livree dei marchi tabagisti, probabilmente tra le più belle di sempre. Di seguito, ne propongo una carrellata (Ferrari non compresa). Buona visione.

 

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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