F1, Black Lives Matter: Hamilton ed Ecclestone vs razzismo

Il sei volte campione del mondo Lewis Hamilton e l’ex capo della FOM Bernie Ecclestone fanno fronte comune contro il razzismo. Gli ultimi eventi della cronaca mondana hanno infatti visto un assassinio spietato di George Floyd, un uomo di colore da parte di un agente bianco, un atto vile e vergognoso che ha riportato l’attenzione sul razzismo. Pensavamo già da tempo che l’Umanità si fosse evoluta e avesse smesso di essere così bieca ma purtroppo non è così, e il mondo ce lo ricorda ogni volta. La Formula 1, per quanto sia “solo” uno sport ha abbracciato questa causa grazie proprio ad Hamilton e ad Ecclestone, i quali hanno,individualmente, raccontato come un assurdo senso di superiorità per il colore della pelle abbia condizionato loro e il nostro sport.

Lewis Hamilton è da sempe attivo per cause umanitarie. Fonte: Lewis Hamilton proilo Twitter ufficiale

Hamilton e Ecclestone: la F1 contro il razzismo

Nonostante si siano visti su Instagram diversi piloti che hanno pubblicato , come Kevin Magnussen, il loro dolore per l’assassinio di Floyd, Lewis Hamilton si era detto deluso per la mancanza di impegno sociale da parte della Formula 1. Solo la Mercedes ha, infatti, pubblicamente esposto la sua vicinanza al proprio pilota di colore, che fra l’altro è la stella indiscussa della loro squadra, senza che il colore della pelle abbia mai avuto nessun ruolo nella scelta.

Se in pista l’inglese non ha mai avuto nessun tipo di problema per la propria pelle scura, lo stesso non si può dire per la vita fuori dal circuito. Hamilton ha infatti reso noto di essere stato a sua volta vittima di bullismo quando era a scuola, proprio perchè era nero e all’epoca era l’unico bambino di colore della sua classe. Aveva iniziato a prendere lezioni di karate proprio per potersi difendere da quei ragazzini bianchi e violenti che si scagliavano ottusamente contro di lui. Cosa c’entra con la Formula 1? Il successo del pilota Mercedes è stato, in realtà, forgiato proprio dalla sua vita difficile. é nel suo passato che Hamilton ha imparato a lottare.

“La maniera in cui guido è aggressiva anche per questo mio background– ha dichiarato l’inglese – Io ho imparato allora a lottare ed è proprio per questo che in pista sono così aggressivo: combatto ancora, ogni giorno“.

L’Apartheid e la Formula 1

Bernie Ecclestone, invece, racconta il ruolo che il razzismo ha avuto proprio nella Formula 1 in maniera diretta. Ricordiamo, infatti, che prima la formula maggiore delle ruote scoperte si correva nel Gran Premio del Sudafrica. Poi è arrivata l’Apartheid.

È positivo che Lewis sia uscito allo scoperto, così come i calciatori. È un bene che abbiano parlato di questo argomento e che continuino a farlo. Per quanto mi riguarda, è sorprendente che ci sia voluto tanto per portare l’attenzione degli sportivi sul razzismo“. L’ex leader della FOM ha spiegato anche che è colpa del razzismo che ha cancellato la gara in Sudafrica nel 1986: “Lo tolsi dal calendario quando c’era l’apartheid, era qualcosa di disgustoso e sbagliato. Non credo che il razzismo sia mai scomparso“.

In fin dei conti, Hamilton è diventato il primo pilota nero in F1- e che pilota!- vincendo e stravincendo nello sport che ama e per fortuna, nel mondo non tutti sono così ignoranti da fare distinzioni a seconda del colore della pelle. Il problema però è che questa distinzione esiste ancora, come l’omofobia e la misoginia. Quando si capirà che l’unica categoria che conta è quella delle persone, a prescindere dagli altri dettagli?

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