F1, anche la Red Bull attacca la Ferrari sul caso Mekies

Alla vigilia dello start del Mondiale 2018, il paddock continua a discutere sulla querelle riguardante Laurent Mekies, l’ex responsabile della sicurezza in tutti i campionati FIA, oltre che vice-direttore di gara in Formula 1 da marzo 2017, accordatosi pochi giorni fa con la Ferrari, con la quale comincerà a collaborare dal prossimo 20 settembre.

Laurent Mekies, ormai ex responsabile sicurezza di tutti i campionati FIA e vice-direttore di gara in Formula 1, accordatosi con la Ferrari (foto da: redbull.com)

Nell’immediato, erano piovute sul Cavallino Rampante le forti critiche di Eric Boullier, il quale aveva fortemente stigmatizzato l’operato della Ferrari, accusandola di aver violato un gentleman agreement stretto tra i vari team, in seguito al ben più spinoso caso Budkowski, passato lo scorso ottobre alla Renault.

Ad attaccare la Ferrari è adesso il team principal della Red Bull, Chris Horner: “Eravamo d’accordo con tutti che ci sarebbe dovuto essere un periodo di gardening di 12 mesi. Avevo anche proposto che tutto ciò sarebbe dovuto essere accompagnato da una donazione di un milione di euro alla FIA Road Safety Foundation, cosa che Todt aveva molto apprezzato” – ha spiegato Horner a Motorsport.com – “Invece, a sole sei settimane da quell’incontro, c’è un tecnico che se ne va, con un grande bagaglio di conoscenze e di know-how“.

Appena pochi mesi fa, il nostro staff tecnico era seduto con lui a parlare di sospensioni e simili. Questo è il suo valore. E’ sbagliato quindi che possa andare a lavorare per un nostro concorrente” – continua Horner – “Mekies è bravo nel suo lavoro, ma il suo valore principalmente consiste dal fatto nelle informazioni privilegiate che possiede. Non possiederà disegni e quant’altro. Ma ha ancora tante informazioni nella sua testa… Questo è quello su cui non siamo d’accordo“.

Horner, quindi, va contro la ricostruzione della Ferrari, che ha negato l’esistenza di quest’accordo tra i team: “Tutto ciò è molto deludente, dato che ci eravamo accordati solo un paio di mesi fa. E’ vero, l’ambito del diritto del lavoro è complicato dal ricadere tra varie legislazioni diverse. Ma la Ferrari, che era stata la più critica e desiderava un periodo di gardening addirittura di tre anni, si è comportata in questo modo. Sono sicuro che questo sarà uno degli argomenti all’ordine del giorno del prossimo incontro“.

Gianluca Zippo

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Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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