Esclusiva Stadiosport-Franco Semioli:” Avrei potuto giocare ancora, ma ho scelto di allenare. Del Neri mi ha dato tanto. L’unico mio rammarico? Il Mondiale del 2006″

In esclusiva ai microfoni di Stadiosport.it, Franco Semioli, ex centrocampista di scuola Torino, con ottimi trascorsi in A e B, dove ha indossato diverse maglie importanti. A 37 anni, Semioli ha scelto di intraprendere la carriera d’allenatore da circa un anno, iniziando a guidare la Juniores del Chieri e da questa stagione guiderà la Prima squadra piemontese.

Per Franco Semioli inizia questa nuova avventura da allenatore e la vuole affrontare in maniera graduale, facendo un percorso con i tempi dovuti senza fretta di arrivare per poi correre il rischio di perdersi come è successo ad alcuni suoi colleghi. In questa intervista l’ex centrocampista di Sampdoria, Fiorentina e Chievo, ha parlato delle differenze che ha trovato passando da giocatore ad allenatore, senza dimenticare Luigi Del Neri, al quale deve molto durante gli anni di Chievo e soprattutto del rapporto speciale che c’era tra loro due.

L’unico rammarico di Semioli nel corso della sua carriera, è quello di non essere riuscito a prendere parte di quella Nazionale Azzurra guidata nel 2006 da Marcello Lippi, che poi vinse il Mondiale in Germania. Lui insieme a Bonera e Marchionni furono convocati per il ritiro pre mondiale, ma poi rimasero fuori dalla lista dei convocati dall’ex ct azzurro. In ogni caso la carriera di Semioli si può considerare ottima, essendo stato uno dei migliori centrocampisti del nostro campionato e siamo certi che farà grandi cose anche come allenatore.

Ciao Franco,sei passato in poco tempo da calciatore ad allenatore come stai vivendo il tutto ?

“Avrei potuto giocare ancora per qualche anno a livello professionistico, ma quando poi ti vengono a mancare gli stimoli ti rendi conto che forse è ora di smettere. Mi è capitata l’occasione al balzo di poter intraprendere la carriera da allenatore e ho iniziato quest’anno guidando la juniores del Chieri, poi ho toccato con mano la differenza tra essere giocatore e allenatore. Ora sto finendo il corso per conseguire il tesserino da allenatore professionista categoria Uefa A che mi abilita ad allenare formazioni giovanili e squadre fino alla Lega Pro oltre a fare l’allenatore in seconda in Serie A e B”.

La tua è stata un’ottima carriera, hai girato parecchie piazze, ma qual’è quella a cui sei rimasto più legato ?

“Sono stato bene ovunque giocato anche perché ho un carattere estroverso che mi ha agevolato nel corso della mia carriera, ma se devo dirne una tra le piazze in cui ho giocato è sicuramente quello del Chievo, dove sono cresciuto molto grazie a Luigi Del Neri,con il quale ho avuto un rapporto stupendo sia dal punto di vista umano che professionale, per me è stato come un padre”.

       

Ripensando alla tua carriera hai qualche rammarico ?

“Sinceramene uno soltanto ed è quello di non essere riuscito a prendere parte ai mondiale del 2006 con la Nazionale Azzurra, che poi si laureò meritatamente campione del mondo. Siamo rimasti fuori dalla lista dei convocati del ct Lippi, io, Bonera e Marchionni, i quali prendemmo parte al ritiro pre mondiale, ma poi fummo esclusi. Il mio unico rammarico dunque è questo anche se poi ebbi la possibilità di esordire in azzurro subito dopo quel mondiale, venendo convocato dal nuovo ct che all’epoca era Roberto Donadoni”.

Visto che siamo nel periodo del calciomercato, volevo chiederti di questo Milan scatenato che ha messo a segno tanti colpi importanti in entrata, facendo una vera e propria rivoluzione. Pensi che Montella riuscirà ad assemblare tutti questi nuovi giocatori?

“Montella ha dimostrato ampiamente il suo valore da tecnico, quindi sono certo che riuscirà ad assemblare la squadra, più che altro dovrà essere altrettanto bravo a trasmettere la mentalità Milan, far capire ai nuovi arrivati cosa significa vestire la maglia rossonera. In ogni caso credo che il Milan farà un campionato importante piazzandosi per lo meno nelle prime posizioni”.

Restando in tema Milan, ti aspettavi l’arrivo in rossonero di Leonardo Bonucci ?

“Sinceramente no, inizialmente pensavo fosse fanta mercato e avrei immaginato Bonucci via dalla la Juventus solo per andare all’estero magari al Chelsea,invece a sorpresa di tutti è andato al Milan. Bisogna dire che i rossoneri comunque hanno fatto un gran colpo assicurandosi uno dei più forti difensori europei in circolazione”.

Come vedi dunque la nuova Serie A, che tra non molto avrà inizio e chi potrà essere l’anti Juventus ?

“Non vedo l’ora che inizi, perché quest’anno ci divertiremo e non credo che la conquista dello scudetto da parte della Juventus sia scontata, sono certo che sarà una lotta fino alla fine. Vedo molto bene il Napoli perché è molto ben amalgamata e quest’anno potrebbe avere ottime chance di farcela. L’Inter non si sa nonostante abbia preso un bravo tecnico come Spalletti, la Roma invece si manterrà ai suoi livelli e come ho detto prima c’è anche il Milan pronto a insediarsi”.

Caro Franco, quali sono i tuoi progetti futuri e soprattutto su quale panchina ti vedremo in questa stagione ?

“Quest’anno allenerò la Prima squadra del Chieri in Serie D e voglio fare il mio percorso da allenatore senza fretta, ma in maniera graduale poi vedremo più avanti quali opportunità si presenteranno per la mia carriera”.

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Rocco Calandruccio

Informazioni sull'autore
Docente e opinionista radiofonico, collaboro con StadioSport da maggio 2016. Il calcio è la mia filosofia di vita, pratico Calcio a 5 con amore e passione, ma adoro scrivere tutto ciò che riguarda lo sport più bello del mondo.
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