Empoli-Milan, le dichiarazioni della vigilia di Gennaro Gattuso:”Conta solo il gruppo e tornare a vincere”

Vi riportiamo le dichiarazioni del tecnico rossonero alla vigilia della trasferta di Empoli.

La sfida di Empoli- “Sarà una partita molto difficile, l’Empoli sa palleggiare, non cerco una gara perfetta ma una vittoria che ci serve come il pane”.

La squadra-“Oggi non siamo una grande squadra, siamo una squadra che gioca bene, ma ha ancora tanti difetti da correggere. Purtroppo abbiamo poco tempo. Quando Leonardo dice che bisogna cambiare la mentalità non ha tutti i torti, forse la mentalità è di giocare meno bene ma di andare a cercare la vittoria anche con ciò che non ci appartiene. Per diventare grande squadra abbiamo bisogno di tutto questo, possiamo diventare una squadra che può dar fastidio a tanti. Abbiamo poco tempo, dobbiamo fare di necessità virtù e dare una lettura veloce, dobbiamo metterci qualcosa in più a livello personale.Stiamo lasciando tanti punti per strada, dobbiamo continuare a credere nella nostra forza, sono d’accordo con la società che l’obiettivo sia migliorare il sesto posto. Dobbiamo correggere quello che non ci permette continuità. Siamo belli da vedere, ma sarebbe meglio essere meno belli ma più concreti”.

 Higuain (poi non convocato, ndr)-“Ha un piccolo problema, è da due giorni che ha un fastidio al flessore, una vecchia cicatrice. Domani lo valutiamo e decideremo (la non convocazione è arrivata nel tardo pomeriggio, ndr)”.

Mentalità-“C’era un periodo con Ancelotti in cui prendevamo sempre gol su calcio piazzato. Poi c’è stato un periodo in cui vincevamo solo 1-0, 7-8 partite, e poi giocavamo in contropiede. Ce lo chiedeva Ancelotti. Ci manca la convinzione, sono convinto che ci viene il braccino e subentra una paura pazzesca di non portare il risultato a casa. L’anno scorso le partite in cui andavamo avanti le vincevamo. Ora prendiamo sempre gol. Quando passiamo in vantaggio sembra che non vogliamo più la palla, c’è grande preoccupazione, se aggiungiamo tutte queste problematiche poi vengono fuori tutte le altre problematiche”.

I cali di tensione-Sono stato calciatore, è capitato anche a me di prendere batoste incredibili, come a La Coruna e Istanbul. Dobbiamo pensare in un modo, quando abbiamo la palla sappiamo cosa dobbiamo fare, non è la fase di possesso ma di conquista della palla. Non siamo ordinatissimi nella prima pressione, quando non abbiamo palla dobbiamo cominciare a giocare in maniera diversa”.

La rosa giovane:Non siamo la sola squadra giovane, dobbiamo migliorare, non dobbiamo cercare gli alibi, in questo momento non si può aspettare, dobbiamo capire cosa fare per non subire gol e creare le occasioni. In questo momento non mi sento tranquillo neanche sul 2-0, alla prima occasione può succedere qualcosa”.

Il pugno duro – “Quando una squadra si allena con grande impegno e professionalità, quando rispetta le regole e sta bene insieme non serve. Calhanoglu ieri ha scritto che siamo una famiglia, questo ti fa capire che ambiente c’è nello spogliatoio. Non mi piace fare le sceneggiate altrimenti non divento più credibile. Se ci sono ragazzi che si comportano male, come l’anno scorso con Kalinic, intervengo, ma ora non posso dire nulla. Fanno qualsiasi cosa che gli dico, non vedo per quale motivo usare maniere forti. Manca un po’ di rabbia ma è difficile da spiegare, bisogna capire se ce l’hanno nelle loro caratteristiche. Con la rabbia devi stare attento, se non lo sanno fare rischi di rimanere in dieci e fare solo dei danni. A oggi, il Gattuso calciatore forse non giocava nemmeno, per il modo in cui vedo ora il calcio”.

Cutrone-È il primo giorno che si allena con la squadra, stamattina ha provato a fare dei cambi di direzione, sono andati bene. Si è allenato con noi e siamo molto contenti, averlo o non averlo cambia”.

Caldara-“Abbiamo fatto una risonanza, ha un principio di pubalgia, ha un problema al pube e non è pubalgia. Ha solo una piccola infiammazione”.

Le prestazioni di Susos- “Mi è sempre piaciuto per come ha interpretato le partite. Domenica ha fatto due assist, se lo vedete in campo è perché mi convince. Non fa gol, ma firmerei perché facesse due assist a partita. Lui la vive un po’ male, ma penso che il gol arriverà. Deve continuare così”.

Bonaventura-“Jack se non si chiamava Bonaventura ma aveva un cognome brasiliano aveva più valore. Ha il gioco dentro di sé, è una mezzala che sa attaccare lo spazio e ha grande tecnica. Sa come posizionarsi e sa dove va la palla. Non è un caso che faccia gol”.

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Rocco Calandruccio

Informazioni sull'autore
Docente e opinionista radiofonico, collaboro con StadioSport da maggio 2016. Il calcio è la mia filosofia di vita, pratico Calcio a 5 con amore e passione, ma adoro scrivere tutto ciò che riguarda lo sport più bello del mondo.
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