Emergenza Coronavirus, ipotesi ripresa Serie A: 3/5 con modifica format

L’ipotesi più calda per la ripresa del campionato è quella del 3 maggio, come confermato anche dal ministro Spadafora. Intanto la Uefa chiede di terminare le competizioni entro il 30 giugno. Tra Champions League, Europa League e Coppa Italia, il calendario è sempre più intenso. Ecco tutte le ipotesi.

Con l’emergenza Coronavirus, il campionato italiano è ormai fermo da settimane. Proprio in queste ore la Lega Serie A ha ipotizzato delle date per la ripresa della competizione, che però devono per forza di cosa tener conto di tanti fattori.

La UEFA si è posta come obiettivo quello di arrivare alla conclusione delle competizioni non oltre il 30 giugno. In virtù di questo, ha già ufficializzato il rinvio di Euro2020 all’estate 2021, in modo da rendere più leggero il calendario delle squadre nel mese di giugno. In seguito a questa decisione, anche la CONMEBOL ha deciso di rimandare la Copa America al prossimo anno.

Nonostante questo, però, il calendario delle squadre europee rimarrebbe comunque molto fitto, considerando anche le coppe. Tra Champions League ed Europa League, infatti, per disputare tutti i turni in programma serviranno 5 o 6 giornate per la prima e 7 per la seconda. Questo crea inevitabilmente dei vincoli che molti campionati europei devono tener conto.

Per quanto riguarda la Serie A:

Quello italiano è sicuramente il campionato più colpito dall’emergenza sanitaria, che ha visto molte gare disputate a porte chiuse prima della sospensione provvisoria. A conti fatti sono 12 le giornate complete da recuperare, sommate al recupero della 25esima giornata.

L’ipotesi più concreta è quella di una ripresa prevista per il 3 maggio, così da terminare la stagione il 28 giugno, nei termini chiesti dalla UEFA. Iniziando invece nei due weekend successivi, ossia 9-10 e 16-27 maggio, si arriverebbe a luglio inoltrato, considerando anche che tra coppe e campionato si giocherebbe ogni 3 giorni.

Il caso più singolare è quello dell’Inter: se i nerazzurri dovessero arrivare in finale di Europa League, servirebbero 20 date nel calendario, non considerando la Coppa Italia. In questo caso, anche giocando ogni 3 giorni sarebbe quasi impossibile trovare spazi.

Posizione della FIGC:

Per rendere il tutto più fluido possibile, la FIGC può ipotizzare 3 soluzioni:

  • comprimere ulteriormente il calendario, recuperando altre 2 giornate, giocando però non più ogni 3 giorni ma ogni 2;
  • inserire playoff e playout per decretare il vincitore dello scudetto e le squadre che retrocedono;
  • slittare il termine di fine campionato al 15 luglio, ipotesi che però porta con sé i problemi legati ai bilanci delle società e ai contratti dei giocatori, molti dei quali in scadenza il 30 giugno.

E’ quindi plausibile un cambio di format per consentire la conclusione della Serie A. Il presidente della FIGC Gabriele Gravina è intervenuto anche in merito ad un possibile taglio di stipendi dei calciatori, specificando che in questo periodo di emergenza siamo tutti chiamati ad un gesto di responsabilità, e sacrificare parte degli stipendi più importanti non sarebbe un’idea remota.

Posizione del Governo:

Proprio in queste ore è intervenuto il ministro dello Sport, ipotizzando la ripresa della Serie A per il 3 maggio. Vincenzo Spadafora ha inoltre specificato che ripartire da questa data è la speranza del Governo e che solo in un secondo momento verrà valutato se a porte aperte o chiuse. Il tutto è chiaramente condizionato dall’evolversi dell’emergenza legata alla diffusione del Coronavirus.

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Andrea Pennacchi

Informazioni sull'autore
Laureato presso il Conservatorio "Santa Cecilia" di Roma. Appassionato di giornalismo sportivo, in particolare a tutto ciò che riguarda il calcio
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