Emergenza Coronavirus: dalle polemiche all’ipotesi ritorno ad una Serie A a 18 squadre

In mezzo al mare di polemiche, scatenate per il rinvio di alcune partite di questo turno di campionato (Juventus-Inter su tutte), tra le varie frasi di velate polemiche, ne emerge una piuttosto particolare e interessante dell’Ad dell’Inter Beppe Marotta: “Bisogna tornare a una Serie A a 18 squadre”.

Non è la prima volta che alcuni dirigenti si espongono e danno l’idea di essere favorevoli al ritorno al campionato a 18 squadre. L’ultima volta che la Serie A si disputò a 18 squadre, si trattava della stagione 2003/04, con il Milan di Ancelotti che trionfa sulla Roma di Capello.

Da allora sono passati sedici anni e il nostro calcio ha vissuto varie vicende negative: Calciopoli, squadre penalizzate e retrocesse, oltre che al fallimento del Parma nel 2015 ecc. Molti avvalgono tale soluzione per poter avere un calendario più libero, in previsione di situazioni di emergenza.

La Serie A a 18 squadre è stata il simbolo dell’Italia del pallone in pieno boom economico, quel magico periodo tra la fine degli anni 80 e i primi anni 2000, dove in Serie A c’erano le famose “7 sorelle“, tutte pronte a darsi battaglia alla pari per la lotta scudetto.

La Serie A non solo era ricca e spettacolare, ma mieteva successi internazionali in serie tra Coppa Campioni/Champions League, Coppa Uefa e Coppa delle Coppe. Secondo molti le 18 squadre garantirebbero un campionato molto più competitivo.

Serie A
Logo ufficiale della Serie A

Anche se c’è da scontrarsi con la realtà, i maggiori campionati come la Liga e la Premier sono con 20 squadre, sarebbe qualcosa da attuare, ma non tutti condividerebbero. Nel frattempo l’Europa si sta preparando per la terza competizione Europea:

dalla stagione 2021/22 infatti dopo 22 anni, il calcio Europeo potrà contare nuovamente su 3 competizioni calcistiche, si darà il benvenuto alla UEFA Europa Conference League, alla quale parteciperanno 32 squadre, quelle squadre immediatamente sotto alla zona Europa League. Chi vincerà questa competizione andrà in EL la stagione successiva (a meno che non sia già qualificato in Champions League).

Secondo alcuni si tratta di un tentare di riproporre la Coppa delle Coppe in una nuova veste. Ma se in realtà tutto questo rappresentasse qualcos’altro? Se tutto ciò fosse un simbolo di un calcio che negli ultimi 16 anni ha fallito in pieno il suo imput principale?

Non prendiamoci in giro, con il FPF il calcio è sempre meno democratico e a vincere sono sempre le stesse. L’appeal diminuisce e in molti casi come nel calcio Italiano diminuiscono gli introiti. Un salto nel passato per costruire un calcio del domani migliore potrebbe essere l’unico modo per ricreare un calcio più credibile e democratico?

Ai posteri l’ardua sentenza…

Luca Meringolo

Informazioni sull'autore
Laureato in Comunicazione e Dams, collaboratore di Klichè e StadioSport. Tifoso del Milan, ma sa riconoscere gli errori della sua squadra e loda anche gli avversari per i loro meriti. Obiettivo: giornalismo imparziale!
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