Emergenza Coronavirus, anche il Cagliari taglia gli stipendi: i giocatori rinunciano ad una mensilità

Emergenza Coronavirus: il Cagliari del presidente Giulini segue l’esempio della Juventus e rinuncia ad un mese di stipendio per far fronte ai disagi economici della società.

Con la ripresa degli allenamenti posticipata al 17 aprile, vista l‘emergenza Coronavirus, le squadre di Serie A pensano ora a contenere i danni dal punto di vista economico. Lega Serie A e AIC non hanno ancora trovato un accordo sul taglio degli stipendi dei calciatori, quindi tocca ai club, dove possibile, adottare le giuste misure per far fronte alle difficoltà economiche.

La Juventus del presidente Andrea Agnelli, nella giornata di sabato, ha fatto sapere che rinuncerà ai pagamenti di marzo, aprile, maggio e giugno così da permettere al club di risparmiare almeno 90 milioni di euro. La stessa strada molto probabilmente la seguirà il Napoli, anche se nulla è ancora stato deciso dalle parti di Castel Volturno.

Emergenza Coronavirus: il Cagliari rinuncia ad un mese di stipendio

Tra chi aspetta e chi pensa di attuare le giuste misure, c’è, per fortuna, anche chi, seguendo il sopramenzionato esempio della Juve, ha deciso di tagliarsi lo stipendio del mese di marzo. È quello che hanno fatto i giocatori del Cagliari che, data l’emergenza Coronavirus, hanno deciso di aiutare il proprio club rinunciando ai compensi per il mese appena terminato.

Il sodalizio sardo dovrebbe così risparmiare almeno 4 milioni di euro. Il presidente Giulini ha quindi ringraziato i suoi tesserati dicendo:

Sono stati alcuni giocatori e tesserati a cercarmi per chiedere in che modo poter dare una mano e tutti hanno mostrato un grande senso di responsabilità e appartenenza rinunciando a una mensilità. Questo ci aiuta a coprire le perdite, esclusi i diritti televisivi perché speriamo di poter recuperare le partite”.

Restando sempre sul piano economico, il comandante in capo rossoblu ha poi aggiunto:

La stima dei quattro milioni di danni per la società si avvicina alla realtà. Questa stima non include i diritti televisivi. Se si dovesse perdere anche quelli sarebbe una catastrofe, non basterebbe certo quella mensilità. Non so cosa la Juventus possa spostare nel prossimo bilancio… Vedremo in quel caso cosa fare per aprile e maggio, con molta serenità.

Il patron cagliaritano ha quindi concluso aggiungendo:

La speranza è che prima di luglio e agosto si possa tornare alla normalità. Mi auguro più di tutto di rivedere lo stadio pieno con i tifosi ad esultare per i gol del Cagliari. Da una parte vorrei rigiocare domani, dall’altra penso alle tante vittime. Difficile dare un giudizio, lo lascio in mano ai tifosi che diranno se vogliono terminare la stagione o pensare direttamente alla prossima.

Nicola Patrissi

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"Non è tanto chi sei, quanto quello che fai che ti qualifica". Giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Basilicata. Laureato in Lettere Moderne. Amo la scrittura, la fotografia e il calcio.
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