DPCM 7-30 aprile 2021: restrizioni, norme, regole anti Covid-19 e zone

L’esecutivo ha approvato il nuovo Decreto contenente le restrizioni in vigore dal 7 al 30 aprile prossimi. Resta la suddivisione in zone arancioni e rosse, così come il divieto di spostamento tra regioni. Chiusi gli esercizi di ristorazione, ma con possibili deroghe che dipenderanno dall’andamento della curva epidemiologica. La novità più importante riguarda i vaccini per il personale sanitario, che diventano obbligatori come già dichiarato dal Premier.

Approvato il testo del nuovo DPCM che entrerà in vigore dal 7 al 30 aprile. Il nuovo decreto andrà a sostituire quello promulgato dal Premier Mario Draghi in data 6 marzo ma, di fatto, conterrà molte delle disposizioni anti Covid già in essere. Tra queste, la suddivisione dell’Italia in zone rosse ed arancioni, a seconda dell’intensità dei contagi (si scatta in zona rossa se l’incidenza del virus è di 250 casi ogni 100.000 abitanti). Rimane sospesa, fino al 30 aprile, la zona gialla.

Mario Draghi
Dichiarazione del Prof Mario Draghi al termine del colloqui con il Presidente Sergio Mattarella,al Quirinale.(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Nuovo DPCM: scatta l’obbligo vaccinale per il personale sanitario

La novità più importante riguarda l’inserimento dell’obbligo vaccinale per tutto il personale sanitario fino al 31 dicembre 2021. Chi non dovesse rispettare quello che viene definito un “requisito essenziale all’esercizio della professione sanitaria” rischia la sospensione dall’Ordine professionale. Viceversa, qualora il caso lo consenta, il refrattario verrebbe demansionato con conseguente decurtazione dello stipendio. Se non vi fosse possibilità di assegnare, a chi si astenga dalla vaccinazione, un incarico che non rischi di mettere a repentaglio la salute dei pazienti, l’interessato verrebbe sospeso dal lavoro. In tal caso non si prevede retribuzione.

e linee guida alla vaccinazione del personale sanitario sono contenute nel decreto legge appena approvato e prevedono che gli Ordini professionali trasmettano alle Regioni gli elenchi di tutti gli iscritti entro 5 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Le Regioni hanno tempo 10 giorni per, una volta accertata la situazione vaccinale di tutti gli iscritti, fare comunicazione all’ASL territoriale di residenza i nomi degli inadempienti. Sarà dunque l’azienda sanitaria a trasmettere comunicazione formale a tutti gli interessati affinché producano il certificato vaccinale o si sottopongano alla somministrazione entro cinque giorni. Scaduto questo ulteriore termine, scattano le sanzioni di cui sopra.

Il DPCM prevede anche il famigerato “scudo penale” per tutto il personale sanitario che somministri dosi di vaccino le quali risultino in seguito avere effetti collaterali gravi o letali sul paziente. La responsabilità penale, nello specifico per i reati di omicidio colposo e gravi lesioni personali, è ammissibile solo nel caso in cui il vaccino non sia stato somministrato in conformità a criteri di sicurezza indicati nel foglio di autorizzazione per l’immissione in commercio del farmaco o dalle autorità sanitarie nazionali.

Scuole: riaperture fino alla prima media

Novità importanti toccano anche la scuola: dal 7 aprile verrà consentita infatti, anche in zona rossa, la didattica in presenza per la scuola dell’infanzia, la scuola primaria, fino al primo anno della scuola secondaria di primo grado. Il provvedimento non sarà soggetto a deroghe da parte dei presidenti di regione. Per ciò che riguarda le zone rosse, sussiste la DAD (didattica a distanza), per il secondo e terzo anno della scuola secondaria di primo grado e per tutti e cinque gli anni della scuola secondaria di secondo grado.

No alle riaperture per bar, ristoranti, palestre e piscine

Non gioisce il settore della ristorazione: restano infatti chiusi al pubblico bar e ristoranti, che potranno riaprire solo in caso di passaggio a zona gialla. Resta la possibilità dell’asporto, per i bar fino alle 18:00, per i ristoranti fino alle 22:00. Il Governo promette di effettuare un nuovo controllo a metà aprile, e di allentare le restrizioni nel caso la situazione epidemiologica dovesse migliorare. Restano ancora chiuse palestre e piscine, mentre i centri per la cura della persona (parrucchieri, estetisti etc…) rimangono chiusi in zona rossa e aperti in quella arancione.

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