Ciclismo, Van Baarle vince la Parigi-Roubaix

Il corridore della Ineos domina nell’Inferno del Nord: “Non ci posso credere. Giornata pazzesca dall’inizio alla fine”.

Ci sono vittorie, nella vita di uno sportivo, che valgono da sole un’intera carriera. Giornate che brillano come stelle solitarie, e gettano luce su itinerari altrimenti destinati all’oblio. Di strada Dylan Van Baarle ne ha percorsa parecchia, prima di approcciare i 257 km che ieri lo hanno consegnato alla gloria eterna.

Il corridore della Ineos, ormai alla soglia dei 30 anni, ha colto appieno la sua occasione: si è staccato, negli ultimi 20 Km della Parigi-Roubaix, e ha incastonato la prima gemma preziosa nel mosaico di una carriera fin qui avara di successi.

Van Baarle ha domato l’Inferno del Nord, al confine tra Belgio e Francia, nelle terre della foresta di Arenberg. Una corsa “infernale”, per l’appunto, con i suoi 30 tratti di pavé, brevi ma intensi, ad appesantire le gambe dei 170 corridori iscritti. Il fiato brucia i polmoni, mentre il sole d’aprile picchia spietato sulla carne di uomini che si affannano ad evitare le tante insidie nascoste dal percorso impervio.

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Dylan Van Baarle vince la Parigi-Roubaix. Dall’account Twitter ufficiale della Ineos Grenadiers

È una sfida a chi ha più energia nelle gambe. E Van Baarle dimostra di avere una marcia in più rispetto ai rivali. Molla tutti sul tratto di Camphin-en-Pévèle (1,8 Km) e poi galoppa in solitaria verso il traguardo sito nello storico velodromo di Roubaix. Traguardo che taglierà davanti ad uno dei favoritissimi, Wout Van Aert (Jumbo Visma), mentre Stefan Kung (Groupama), completa il podio finale.

Van Baarle si prende lo scettro della Roubaix strappandolo all’Italia (il detentore era Sonny Colbrelli). Un altro italiano, Filippo Ganna, ha guidato l’offensiva dei “granatieri”, sforzandosi di rientrare nonostante una foratura e un problema alla catena. La Parigi-Roubaix, terza partecipazione per il verbanese, resta tra i suoi obiettivi principali: “Continuerò a tornare finché non vincerò”, ha dichiarato a fine gara.

Chi è riuscito a scrivere il suo nome nell’albo d’oro della Parigi-Roubaix, è invece Van Baarle. La gioia dell’olandese contenuta in una smorfia di dolore al traguardo, si trasforma invece in parole di gioia ed incredulità in zona interviste: “Non ci posso credere – ha dichiarato Van Baarle – Entrare solo nel Velodromo è una sensazione incredibile. Questa è una corsa Monumento e, ovviamente, volevo vincerne una. Ci sono riuscito. È stata una giornata folle dall’inizio alla fine”.