Champions League volley, il bilancio delle italiane: disastro Civitanova. Trento sul velluto. Conegliano a un passo dalla finale

Champions League volley, il bilancio delle italiane dopo l’andata dei quarti di finale: una vittoria e una sconfitta in campo maschile. Tra le donne, Conegliano si impone nel derby tricolore contro Monza.

Guardiamo il bicchiere mezzo pieno: mal che vada, ci ritroveremo con almeno due squadre azzurre a darsi battaglia in finale. Come nella passata edizione, il volley azzurro è ben presente nelle fasi cruciali della Champions League sia maschile che femminile, anche se un po’ si è smarrito quel senso di padronanza assoluto che ci aveva accompagnato la scorsa stagione.

Una padronanza che ci aveva portati a monopolizzare il tabellone delle semifinali, con ben cinque nostre rappresentanti (due al maschile e tre al femminile) sugli otto posti disponibili. Solo Scandicci (per cause di “forza maggiore”, avendo disputato un derby con Conegliano) e la Lube avevano lasciato il contingente italico che si apprestava a dare l’assalto ai titoli continentali.

Ecco, se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, dobbiamo trascurare momentaneamente la Lube e concentrarci sulla vittoria schiacciante di Trento, che ha dominato Berlino con un netto 3-0 (27-25, 25-19, 25-22), chiave di volta per l’accesso alle semifinali. La squadra di Lorenzetti, affidata alle geometrie di Sbertoli e agli attacchi di Micheletto, ha risposto più che bene ai dubbi di quanti si chiedevano se le cessioni estive (Nimir a Modena, Lucarelli alla Lube, Giannelli a Perugia) l’avessero indebolita.

Una squadra matura, nonostante la tenera età di molti dei suoi interpreti, che già hanno dimostrato feeling con la vittoria quest’anno (due le finali disputate, di cui una, quella in Supercoppa italiana, vinta).

E sarà proprio Giannelli ad accogliere la sua ex in un’eventuale semifinale, dacché Perugia sta godendosi lo spettacolo dei quarti dal divano, avendo beneficiato, per quanto l’uso di tale verbo possa risultare beffardo visto il contesto, dell’esclusione dello Zenit per via del conflitto russo-ucraino.

Il “bye” concesso a Perugia vuol dire una sola cosa: almeno un’italiana si giocherà il trofeo all’atto finale. Ma siccome il volley azzurro ci ha abituato bene in quest’ultimo anno (ne sono testimoni i due titoli europei conquistati in rapida successione dalla Nazionale femminile e maschile), ci chiediamo se non sia il caso di tendere al risultato massimo. Tendere al 3, sinonimo di perfezione nella concezione pitagorica.

Una perfezione che solo un’impresa della Lube può regalarci. È ai ragazzi di Blengini che dobbiamo chiedere di superare sé stessi, andare oltre il limite canonico segnato dai cinque set, per ribaltare in Polonia una situazione che sembra compromessa. Sensazione acuita ancor di più dallo stato di forma della squadra marchigiana, trafitta due volte nel giro di pochi giorni e incapace di reagire efficacemente alla sconfitta subita contro Modena.

Battere lo Jastrzebski di Gardini, campione di Polonia in carica, sembra impresa improba in un simile scenario. Ma non lo sarà se la Lube si ricorderà di esser (stata?) la squadra più forte al mondo. Parliamo pur sempre di un collettivo capace di vincere (quasi) tutto tra il 2019 e l’inizio del 2020. In mezzo c’è stata una pandemia che ha solcato un confine indelebile tra un “prima” e un “dopo”. Ma il “dopo” parla di una Lube in grado di conquistare il “double” nazionale, eliminata in Coppa anche per propria debedagine oltre che per merito degli avversari (Zaksa poi campione d’Europa).

Champions League femminile: a Conegliano il primo round verso la finale

Parlavamo all’inizio di quel senso di dominio smarrito. Ebbene: i segnali di scricchiolamento si sono avvertiti ancor più in campo femminile. Era solo l’anno scorso, eppure sembrano lontani i tempi in cui Novara-Conegliano si giocavano l’accesso alla finale, mentre Busto sfiorava l’impresa contro il Vakif.

Quest’anno abbiamo un derby, che vale sì una finale (sempre per via delle sanzioni inflitte ai club russi), ma ci resta in bocca il sentore di una stagione più travagliata: Monza ha dovuto sperare sino all’ultimo nella qualificazione alla fase finale, esultando con spirito fratricida alla caduta di Novara in casa contro Mosca.

L’eliminazione di Novara rappresenta la “macchia” più evidente di questa campagna europea: proprio ora che la rinnovata potenza offensiva sembrava poterla far competere con le corazzate Conegliano e Vakif, la squadra di Lavarini ha sorpreso in negativo, inciampando nella trappola tesa dalle russe dopo una fase a gironi che aveva condotto ampiamente sotto controllo.

Conegliano è d’altronde emblema dello smarrimento di onnipotenza: la squadra che l’anno scorso pareva imbattibile, anche più forte del fato (praticamente mai sfiorata dal Covid, in grado di ribaltare anche le situazioni più complicate), quest’anno si è dimostrata vulnerabile. Così, alla vigilia del derby italiano contro Monza, i pronostici erano quantomai equilibrati.

Non a caso, i precedenti stagionali in campionato dimostravano che Monza sarebbe uscita vincitrice nel doppio confronto: sconfitta 3-2 al “Palaverde”, la squadra di Gaspari si è riscattata con un 3-1 in Brianza, che sarebbe valso la finale di un ipotetico torneo ad eliminazione.

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Immagini della vittoria di Conegliano contro Monza. Dal profilo Twitter della società veneta.

Così, la vittoria ottenuta mercoledì sera rappresenta una bella iniezione di fiducia per una squadra che rischiava di far crollare anni di certezze proprio nel momento topico della stagione. E, non ce ne voglia la matricola Monza, l’idea di una Conegliano finalista ci fa ben sperare in ottica vittoria finale.

La squadra di Santarelli sembra l’unica realmente attrezzata per fronteggiare lo spauracchio Vakif che Monza ha il vantaggio di aver affrontato due volte nella fase a gironi (con altrettante sconfitte), resta una squadra fuori dalla portata della compagine brianzola.

La sconfitta subita al tie-break in Polonia contro il Rzeszow è assimilabile a un mero incidente di percorso: la squadra di Guidetti è attesa da una vittoria da tripla in quel di Istanbul, che le darà l’accesso al derby turco contro il Fener, valevole per la finale.

Una finale che Conegliano vuole conquistare e vincere. Vincere un’ultima volta per chiudere al meglio un ciclo che ha reso questo collettivo immortale, prima che la diaspora di tante campionesse verso l’estero (Egonu in primis) trasformi la squadra imbattibile da realtà palpitante a leggenda.

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