Caratteristiche e scheda circuito Montreal: GP del Canada di F1

La pista “Gilles Villeneuve” è molto apprezzata dai piloti per la suggestiva ambientazione intorno alle rive del fiume San Lorenzo e per l’applaudito mix di alta velocità e curve non banali che il suo disegno presenta. Sullo stile del celebre pilota a cui è dedicata.

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Il debutto della F1 sul circuito di Montreal fu il classico esordio con il botto in quanto sancì la consacrazione del canadese Gilles Villeneuve, l’indimenticato pilota della Ferrari, trionfatore per la prima volta in una gara della massima formula proprio nella sua terra. A lui venne poi intitolata la stessa pista dopo la sua morte nel 1982. Da quella prima presa di contatto con la F1 l’8 ottobre 1978, il tracciato è stato sempre inserito nel calendario dei Gp di ogni campionato mondiale tranne il 1987 e il 2009.

La pista ha un aspetto e una configurazione piuttosto accattivante. Oltre, infatti, all’affascinante cornice del parco dell’isola di Notre Dame attraversata dal fiume San Lorenzo, presenta un percorso molto interessante sul piano tecnico e per la guida. A partire dallo schieramento di partenza inserito in un breve rettilineo che, subito dopo il via, piega leggermente a destra per schiudere subito le porte al tratto più impegnativo con il “Virage Senna”, un complesso di due curve inusuali, la prima, a sinistra, secca e a gomito che impone una consistente frenata e la seconda a destra, molto più lunga e arcuata, da percorrere con cautela mantenendo un ritmo costante. Qui, infatti, bisogna stare attenti al corretto punto di accelerazione perché l’uscita è cieca e spingendo prima del dovuto sul gas si rischia di finire fuori.

Da questo punto in avanti inizia la cosiddetta zona delle “Esse”. Una serie di sistemi di curve destra-sinistra e viceversa intervallati da brevi tratti diritti dove è importante la precisione al volante e avere una macchina bilanciata, stabile ed agile negli improvvisi cambi di direzione. In questi settori, inoltre, come in buona parte delle curve della pista di Notre Dame, bisogna fare molta attenzione al punto di uscita, spesso non immediatamente visibile durante la percorrenza e che può indurre ad accelerare prima del dovuto. Si arriva così alla consistente frenata del tornantino del Casinò, che proprio per la grande staccata è tradizionale teatro di sorpassi ruota contro ruota sia in fase di frenata che in accelerazione.

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In questo punto avere una buona trazione in uscita di curva equivale alla possibilità di poter attaccare l’avversario davanti a sè in gara sfruttando scia e Drs nel successivo e lungo rettilineo da quasi 320 km/h e di avere la chance di segnare un ottimo tempo in prova, grazie ad una maggiore velocità fino all’ultima, veloce esse che riporta sul traguardo. E questa non è una variante qualunque bensì quella in cui all’esterno c’è il famoso “Wall of Champions”, il muro dei campioni. Chiamato così perché qui, nel corso degli anni, si sono stampati grandi nomi della F1 come Schumacher, Jacques Villeneuve (il figlio di Gilles) e Damon Hill concludendo malamente la loro gara.

Si tratta, infatti, di una destra-sinistra insidiosa che, come la maggior parte delle altre curve del tracciato, induce ad un eccesso di confidenza in fase di accelerazione che può portare la vettura fuori traiettoria ideale. Negli ultimi anni la esse è stata ingentilita per ridurre il problema. A Montreal le componenti della monoposto più sottoposte a stress sono le gomme e i freni. Nelle varie edizioni del Mondiale, la pista “Gilles Villeneuve” è stata preceduta in ordine di tempo da Mosport e Mont Tremblant, due tracciati molto pericolosi. Anche l’odierno circuito, pur non essendo rischioso per l’incolumità dei piloti come i suoi predecessori, non ha certo vissuto momenti gloriosi in tema di sicurezza. Ragion per cui sono state apportate alcune modifiche soprattutto per ampliare le vie di fuga non alterando più di tanto la configurazione.

In tal senso sono stati tre i momenti più bui vissuti dal Gp del Canada su questo tracciato: nel 1980, nel 1997 e nel 2007. Nel primo caso si verificò il drammatico incidente di Jabouille, da cui ne uscì con fratture multiple alle gambe. Diciassette anni dopo una sorte quasi simile toccò ad un altro francese, Olivier Panis che andò a sbattere violentemente riportando la frattura di entrambi gli arti. La causa fu identica a quella del connazionale: la rottura di una sospensione. Nel 2007, invece, toccò a Kubica subire un agghiacciante quanto spettacolare incidente con annesso volo della sua vettura da cui miracolosamente ne uscì illeso.

L’edizione più nefasta del Gp Canada fu invece quella del 1982 quando morì l’italiano Riccardo Paletti a seguito delle ferite riportate dopo aver tamponato al via la Ferrari di Pironi ferma sulla pista. Molto più gioiose da ricordare sono le edizioni del 1978 con la prima esaltante vittoria di Villeneuve senior, quella del 1981 con ancora il ferarista canadese protagonista assoluto, terzo sotto la pioggia senza ala anteriore. E poi c’è il 1995 quando Jean Alesi ottenne il suo primo e unico successo in F1 in maniera del tutto insperata, sfruttando il ritiro del leader Schumacher.

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Indicazioni Geografiche del Circuito “Gilles Villeneuve”:

Abbracciato dolcemente dalla splendida cornice dell’isola di Notre Dame, il circuito dove ormai ogni anno si corre il Gp del Canada è nei pressi del centro di Montreal ed è stato costruito all’interno del Parc Jean Drapeau, che ha ospitato le Olimpiadi del 1976. Può essere raggiunto in metro o attraverso il ponte Jacques Cartier sul fiume San Lorenzo.

Numeri e statistiche del Circuito “Gilles Villeneuve”:

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Lunghezza circuito: 4,361 Km

Giri in Gara: 70. Km totali: 305,270 Km.

Record sul Giro:

In Gara: Rubens Barrichello con 1’13”622 alla media di 213,246 km/h nel 2004.

In Prova: Ralf Schumacher con 1″12”275 alla media di 217,220 km/h nel 2004.
Sulla Distanza: Michael Schumacher, 70 giri in 1h28’24”803, alla media di 207,165 km/h nel 2004.

Albo d’oro Gran Premio del Canada di F1

1967 Mosport Jack Brabham Brabham

1968 Mont-Tremblant Denny Hulme Mclaren

1969 Mosport Jacky Ickx Brabham

1970 Mont-Tremblant Jacky Ickx Ferrari

1971 Mosport Jackie Stewart Tyrrell

1972 Mosport Jackie Stewart Tyrrell

1973 Mosport Peter Revson Mclaren

1974 Mosport Emerson Fittipaldi Mclaren

1976 Mosport James Hunt Mclaren

1977 Mosport Jody Scheckter Wolf

1978 Montreal Gilles Villeneuve Ferrari

1979 Montreal Alan Jones Williams

1980 Montreal Alan Jones Williams

1981 Montreal Jacques Laffite Ligier

1982 Montreal Nelson Piquet Brabham

1983 Montreal Renè Arnoux Ferrari

1984 Montreal Nelson Piquet Brabham

1985 Montreal Michele Alboreto Ferrari

1986 Montreal Nigel Mansell Williams

1988 Montreal Ayrton Senna Mclaren

1989 Montreal Thierry Boutsen Williams

1990 Montreal Ayrton Senna Mclaren

1991 Montreal Nelson Piquet Benetton

1992 Montreal Gherard Berger Mclaren

1993 Montreal Alain Prost Williams

1994 Montreal Michael Schumacher Benetton

1995 Montreal Jean Alesi Ferrari

1996 Montreal Damon Hill Williams

1997 Montreal Michael Schumacher Ferrari

1998 Montreal Michael Schumacher Ferrari

1999 Montreal Mika Hakkinen Mclaren

2000 Montreal Michael Schumacher Ferrari

2001 Montreal Ralf Schumacher Williams

2002 Montreal Michael Schumacher Ferrari

2003 Montreal Michael Schumacher Ferrari

2004 Montreal Michael Schumacher Ferrari

2005 Montreal Kimi Raikkonen Mclaren

2006 Montreal Fernando Alonso Renault

2007 Montreal Lewis Hamilton Mclaren

2008 Montreal Robert Kubica BMW Sauber

2010 Montreal Lewis Hamilton Mclaren

2011 Montreal Jenson Button Mclaren

2012 Montreal Lewis Hamilton Mclaren

2013 Montreal Sebastian Vettel Red Bull

2014 Montreal Daniel Ricciardo Red Bull

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Carlo M.

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Responsabile editoriale, appassionato di Sport (Calcio - F1 - MotoGp)
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