Calciomercato Juventus: offerta Bayern Monaco per De Ligt

Calciomercato Juventus, anche il Bayern Monaco si iscrive alla corsa per Matthijs De Ligt. I campioni di Germania offrono 60 milioni. Occhio all’inserimento di contropartite.

Non solo il Chelsea: nella corsa a Matthijs De Ligt, centrale della Juventus, si iscrive anche il Bayern Monaco. Circolano da ieri voci, rilanciate da Sky Germania, secondo le quali il club tedesco avrebbe già avviato i contatti con la società bianconera, dopo aver incassato da De Ligt la disponibilità al trasferimento.

Il Bayern Monaco avrebbe già formulato una prima proposta da 60 milioni, cifra che la Juventus ritiene non congrua al valore del giocatore. Su De Ligt sono vigili le attenzioni di alcuni club della Premier League, in particolar modo Chelsea e United (al momento pià defilato), motivo per cui dalle parti di Torino sperano di poter scatenare un’asta a livello internazionale.

De Ligt ha un contratto in essere con la Juventus fino al 30 giugno 2024. Contratto nel quale è stata inserita una clausola rescissoria da 120 milioni. Questa la cifra alla quale i bianconeri puntano ad arrivare o, quantomeno, sperano venga avvicinata il più possibile.

Per ora, sia Chelsea che Bayern hanno formulato offerte ampiamente insoddisfacenti. Il Ceo della Juventus, Maurizio Arrivabene, ha dichiarato qualche giorno fa, sulle pagine di Tuttosport, che tutte le parti coinvolte nell’affare dovranno alzarsi soddisfatte dal tavolo delle trattative e, per esserlo, la Juventus si aspetta di incassare un numero a tre cifre.

Ad oggi, il club bianconero ha chiuso all’inserimento di contropartite tecniche. Il Bayern Monaco, sempre secondo quanto riferisce Sky, sarebbe disposto ad offrire Benjamin Pavard, laterale destro della Nazionale francese, che potrebbe fare molto comodo ad Allegri, visto che le fasce dimostrano da tempo alcuni problemi di “affidabilità”. La trattativa è destinata ad andare avanti, e potrebbe evolversi qualora non giungessero alla Continassa altre offerte. De Ligt resta in bianconero: ma per quanto ancora?