Bentornato equilibrio in Serie A: dalle “7 Sorelle” ai “5 Fratelli”. Lotta per la salvezza: che emozione!

E’ tornato l’equilibrio in Serie A con cinque squadre a lottare per il titolo e ben otto squadre a combattere per conquistare la salvezza e non retrocedere. Per i posti europei ci sono anche alcune possibili outsiders, ma attenzione al futuro dei club italiani in Champions League e Europa League, che può diventare un’occasione importante per tornare a vincere in Europa 

C’era una volta una Serie A equilibrata con sette squadre a contendersi il titolo e i posti validi per la Coppa dei Campioni. Sembra essere passata un’era d’allora, ma i fasti di un tempo si sono riproposti quest’anno con il ritorno di uno spettacolare e più divertente equilibrio, dopo il dominio della Juventus nelle ultime sei stagioni. 

Dalle “7 Sorelle” ai “5 Fratelli”, il passo è stato molto lungo ed impervio, con tante brutte figure e campionati poco allenanti. Ma, poco male, perché non ci sono solo i bianconeri a padroneggiare sui campi del campionato italiano, ma altre quattro squadre che si sfidano a colpi di record: Napoli, Inter, Roma e Lazio

Non è più quella Juventus assolutamente predominante. Ora, la squadra di Massimiliano Allegri appare abbastanza vulnerabili, come dimostrano i tanti gol subiti. Certo, vince chi segna di più, ma i numeri parlano chiaro e confermano che a vincere lo Scudetto è sempre stata la squadra che ha subito meno reti. 

L’abbondanza e le difficoltà di scegliere gli uomini giusti non possono nascondere i problemi dei bianconeri, che hanno perso molto con l’addio di Leonardo Bonucci. Ciò è un paradosso, visto che il Milan ha riscontrato dubbi proprio a causa del suo inserimento, sia per motivi tattici, sia per motivi legati al carattere e alla personalità del giocatore. 

Eppure, il neo capitano milanista era una seconda fonte di gioco per il tecnico toscano, nonché il giocatore che permetteva di schierare moduli diversi e non solo questo 4-2-3-1 o l’esperimento abbastanza deludente del 4-3-3. La difesa a 3 è acqua passata, il presente e il futuro è il quartetto offensivo, ma solo ritrovando il giusto equilibrio tra i reparti è possibile confermarsi al top, magari non fissandosi troppo sull’ossessione Champions League

Ci vuole equilibrio per giudicare questo Napoli, che vive sull’orlo del fallimento in Europa e sul sogno di tornare a vincere il campionato quasi 30 anni dopo l’ultima volta. Il “Patto d’Acciaio” è stato rinsaldato in estate con il trattenere i top player, ma è stato commesso un clamoroso errore, quasi ripetitivo di questi ultimi anni, legato ad un mercato, come sempre, lacunoso.

Perché ci può stare perdere ancora giocatori fondamentali in una stagione così lunga, ma difficilmente Mario Rui potrà sostituire all’altezza Faouzi Ghoulam e non esiste un’alternativa allo sfortunato Arkadiusz Milik, che rende impossibile far riposare uno degli attaccanti. Una maggiore lungimiranza sarebbe stata salvifica in questi casi. 

Proprio la stanchezza sembra il vero avversario di Maurizio Sarri, che può fare turnover a centrocampo, ma non si fida dei panchinari in difesa e in attacco, dove effettivamente mancano alternative valide per il gioco e l’importanza tecnica, tattica e morale ai titolari. 

D’altronde, se il gioco dei partenopei è diventato finalmente maturo, con una migliore capacità di gestione del risultato e, soprattutto, la lungimiranza nel capire i vari momenti della partita, accelerando decisivamente quando serve, la realtà ha però mostrato una certa arroganza in Champions League, con un’eliminazione praticamente ormai ad un passo e retrocessione in Europa League, che potrebbe ammazzare le ambizioni e ledere le certezze di questa squadra. 

Magari, proprio la seconda coppa internazionale potrebbe trasformarsi nella possibilità di replicare i fasti europei di un tempo, come perfettamente sfruttato dal Manchester United di Josè Mourinho la scorsa stagione. Ci sarà da sfidare avversari importanti, come il Milan, che ha l’obbligo di arrivare fino in fondo, in uno sliding doors che avrà inizio con il big match dopo la sosta per gli impegni delle nazionali. 

Le difficoltà di Vincenzo Montella stanno tutte nella sua necessità di dimostrare di essere all’altezza del salto di qualità. Anche in passato, ai tempi della Fiorentina, aveva mancato l’ultimo step per sfidare le big, ma aveva l’attenuante di una rosa sicuramente inferiore. 

Questo Milan è altrettanto sicuramente inferiore, ma non poi così tanto. La società ha costruito una squadra giovane e con tanto talento, ma la responsabilizzazione delusa di Bonucci, Lucas Biglia e Nikola Kalinic ha rallentato il processo di amalgama di un gruppo che deve diventare un solo corpo e pensare alla sua totalità e non solo a se stesso. 

Sarà difficile recuperare in classifica, ma l’obiettivo può essere raggiunto solo procedendo passo dopo passo, senza allungare la gamba oltre il verosimile. E, soprattutto, il tecnico, che sicuramente sarà confermato in rossonero più per mancanza di alternativa davvero importanti, deve cominciare a fidarsi dei propri giovani e del mercato fatto dalla società, puntando su un undici titolare, ma anche concedendo chance a chi merita. 

Il record di punti conferma il vero fuoriclasse di questa nuova Inter: Luciano Spalletti. Era il migliore sulla piazza e l’unico a poter ridare un senso a questo gruppo. A questo si può aggiungere un mercato intelligente fatto insieme alla società e non solo dalla dirigenza per un progetto tecnico e tattico molto eloquente, che a lungo andare potrà portare i nerazzurri fino in fondo.

Sicuramente l’assenza degli impegni internazionali può diventare l’arma in più di questa squadra, che sarà meno stanca delle altre a lungo andare, senza contare la necessità di migliorare nel gioco, potenzialmente migliorare rispetto a quello mostrato finora. Il quarto posto è d’obbligo, ma continuando con questo ritmo e questa media punti, da record, è possibile frapporsi a Juventus e Napoli. 

Ma anche alla Roma, che in silenzio è protagonista assoluta di questo campionato e ha una partita da recuperare. Tutto merito di Eusebio Di Francesco, che è stato capace di scrollarsi di dosso i paragoni con il passato e la pressione della piazza non solo rimanendo se stesso, ma evolvendosi con una crescita nella gestione di un gruppo di fuoriclasse, mixato a giovani di talento, e un giusto adattamento dei propri principi di gioco alla realtà effettiva delle partite. 

La grande novità dei giallorossi è però in Europa con una fase a gironi di Champions League divina, quasi epica. Difficilmente il club capitolino può essere considerato alla pari delle top club internazionali, ma questo non significa che non può provarci, come appunto sta facendo… because try to believe, dream to live. Perché provare per credere, sognare per vivere. 

Il quinto fratello è colui che non ti aspetti, una lei ermafrodita: la Lazio. E’ vero, ha perso uno scontro diretto, ma ne ha vinti due e ha una partita da recuperare. E ciò che più impressiona di questa squadra è la capacità di rimanere sempre sul pezzo, una maturità incredibile per una squadra allenata da un tecnico così giovane.

Il segreto è Simone Inzaghi, uno dei pochi allenatori capaci di adattarsi ai propri giocatori, non viceversa. Forse, il punto debole resta la coperta corta, soprattutto perché l’Europa League è un impegno molto faticoso. Ma con questo gioco espresso, un giusto mix tra catenaccio, contropiede e qualitativo possesso palla, e, soprattutto, con questo entusiasmo e approccio mentale alle gare, tutto è possibile, anche superare se stessi. 

Dalle “7 Sorelle” ai “5 Fratelli”, che torneranno in campo fra due settimane con il derby di Roma e il big match tra Napoli e Milan, con la Juventus pronta ad approfittarne sul campo di una Sampdoria incredibile e possibile outsiders per il quarto posto, grazie ad un calcio molto efficiente, a tanto talento e ad un allenatore molto sottovalutato come Marco Giampaolo, e l’Inter che ospiterà l’Atalanta in crisi, ridimensionata dal doppio impegno, è impossibile dimenticare anche le altre, le sorellastre o i fratellastri di questo campionato così equilibrato. 

La classifica elogia la lotta per non retrocedere, con una salvezza che sarà difficile da conquistare quest’anno. Ci sono quattro squadre in tre punti, più il Benevento, che ha conquistato l’ingrato e negativo record di sconfitte consecutive nella storia del calcio dei cinque maggiori campionati europei con le dodici sconfitte in stagione, confermando di non poter competere a questi livelli, e altre tre squadre leggermente distaccate di altre tre punti. 

Sarà emozionante assistere alla voglia di emulare i propri sogni del Crotone, che sta dimostrando di aver imparato la lezione della scorsa stagione; al coraggio della Spal, finora sicuramente dignitoso; al prestigio della storia del Genoa, che ha la rosa migliore rispetto alle altre, ma un cambio d’allenatore da assorbire; al depauperamento di Udinese e Cagliari; alla voglia di giocare a calcio dell’Hellas Verona; e, infine, all’arroganza del Sassuolo, che deve tornare umile per ritrovare se stesso e nuovi stimoli per creare un nuovo ciclo. 

Infine, nonostante le difficoltà iniziali, questa Fiorentina può diventare grande a lungo andare, visto che la rivoluzione voluta dalla società per costruire un nuovo ciclo è basata su una rosa con davvero tanto talento e giocatori interessanti, senza dimenticare un Torino pronto a trasformarsi nella biglia impazzita di questo campionato, tra grandi ambizioni, un passato ingombrante, un allenatore grintoso e una rosa con grande qualità. 

Benito Letizia

Informazioni sull'autore
Direttore di Stadiosport. Giornalista Pubblicista, Laureato in Lettere Moderne e Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. "Il calcio è vita".
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