Benevento campione della Serie B 2019-2020: record e promozione in A con 7 giornate d’anticipo

Mai vittoria fu più meritata. Con il successo per 1-0, griffato Sau, contro la Juve Stabia il Benevento si aggiudica il Campionato di Serie B e torna in massima serie dopo due anni d’assenza. Un cammino travolgente quello dei ragazzi di Inzaghi che con la vittoria di oggi eguagliando il record stabilito dall’Ascoli nel 1977/78, quando la squadra marchigiana fu l’unica capace di guadagnarsi la promozione con sette turni d’anticipo. Un Campionato che non è mai stato in discussione e ha visto il Benevento cadere una sola volta, in trasferta, contro il Pescara. Andiamo a rivivere le emozioni di questa stagione straordinaria.

Benevento, un mercato da favola per sognare in grande

La stagione del Benevento comincia ufficialmente il 22 giugno 2019 quando si presenta alla stampa il nuovo allenatore dei “sanniti”: nientemeno che Pippo Inzaghi. “Sarà una stagione che verrà ricordata per i prossimi 30 anni” sentenzia “Super Pippo” davanti ai giornalisti e, con il senno di poi, si rivela più che profetico. D’altronde che Oreste Vigorito nutrisse grandi ambizioni, dopo la promozione sfuggita lo scorso anno ai playoff per mano del sorprendente Cittadella, lo si era capito già dal mercato: oltre al riscatto di Roberto Insigne, sono approdati nel Sannio giocatori già avvezzi alla Serie A come Pasquale Schiattarella e Hetemaj, che avevano difeso i colori di Spal e Crotone. L’acquisto “chiave” della campagna estiva si è però rivelato il tedesco Oliver Kragl, reduce da buone stagioni con le maglie di Frosinone e Foggia. Nuovi innesti che vanno a completare una rosa già rodata, forte di giocatori quali Antei, Maggio, Viola, Letizia,Montipò e Coda.

Benevento

Eppure la stagione del trionfo non è iniziata sotto i migliori auspici: alla prima uscita stagionale, in Coppa Italia, i giallorossi sono caduti in casa del Monza squadra che, scherzo del destino, è finita sottol’egida del “patron” Berlusconi che per Inzaghi, ai tempi del Milan, era stato una sorta di padre putativo. Un esordio amaro che non viene riscattato neanche dalla prima gara di Campionato la quale si conclude con un pareggio per 1-1 che lascia parecchi strascichi e insicurezze all’interno dello spogliatoio campano. C’è però un momento in quella partita che sancisce forse la svolta di tutta la stagione: al 96′ minuto Lorenzo Montipò neutralizza un calcio di rigore a Michele Marconi mantenendo il risultato sullo 0-0. Una parata che vale molto più di un punto in quanto sembra dare al Benevento la spinta giusta per cominciare a correre.

I numeri da record della cavalcata

Da quel momento infatti i ragazzi di Inzaghi inanellano una serie di sette risultati utili consecutivi, cinque vittorie e due pareggi, interrotta solo dal pesante 4-0 subito a Pescara. Particolarmente significative sono le vittorie contro il Cittadella, 4-1 alla seconda giornata, e nel derby contro la Salernitana, 0-2 allo tadio Arechi. Proprio i veneti di Venturato erano l’incubo peggiore da scrollarsi di dosso avendo condannato le “streghe” ad un altro anno d’inferno in cadetteria, avendoli eliminati nella semifinale playoff la stagione precedente.

Dopo la brutta caduta di Pescara, un semplice incidente di percorso a dir la verità, i ragazzi di Inzaghi ricominciano a marciare a pieno regime e fanno cadere, in serie, tutte le big maggiormente accreditate alla promozione: Empoli, Crotone, Frosinone, Chievo, soccombono tutti sotto i colpi del Benevento che, dopo un roboante 4-0 all’Ascoli, chiudono nettamente in testa un girone d’andata da applausi con 46 punti, 13 in più della sorpresa Pordenone che si attesta al secondo posto.

Da quel momento in poi la pratica promozione si trasforma in una mera formalità e, fatta eccezione per qualche piccolo passo falso come il nuovo pareggio con il Pisa, i “sanniti” proseguono la propria marcia trionfale che conosce la sua acme nella vittoria per 0-1 contro il Crotone della 23° giornata. Un successo che proietta i giallorossi a 17 punti di vantaggio sul secondo posto e li lancia verso questa serata storica quando basta una vittoria contro le “vespe” stabiesi per far diventare il sogno della promozione una splendida realtà. Una stagione che ora dovrà essere coronata con il raggiungimento di vari record: ad esempio il numero di punti totalizzati in una sola stagione, fissato dall’Ascoli a quota 66 nel lontano ’78. Quel Campionato era sì a 20 squadre, ma assegnava due punti a vittoria. In proporzione il Benevento dovrebbe toccare quota 87 per eguagliare quell’impresa. O il minor numero di sconfitte in una sola stagione (una soltanto), che permetterebbe al Benevento di eguagliare l’inpresa compiuta dal Perugia nel 1985. O, in ultimo, il record di gol segnati dal Milan di Castagner nel 1983 con ben 77 marcature messe a referto. Al Benevento ne mancano ventuno, con sette gare ancora da giocare.

Benevento Campione in Serie B: la top tre di questa stagione

Lorenzo Montipò: voto 8,5

Il migliore dei suoi: più che un portiere, è stata una saracinesca: 18 clean sheet stagionali, 58,6% delle gare disputate, cui si aggiunge il rigore parato contro il Pisa che, come abbiamo sottolineato, rappresenta uno dei punti di svolta per questa stagione: una muraglia.

Roberto Insigne: voto 7,5

Avremm voluto scegliere Marco Sau perché, pur avendo giocato meno, si è rivelato altrettanto decisvo nel suo apporto alla squadra segnando anche due reti in più. Riteniamo però che un plauso ad Insigne Jr vada fatto per la continuità che ha saputo trovare durante questa stagione, e perché nel classe ’94 Inzaghi e il Benevento hanno finalmente trovato una figura carismatica e di riferimento: una conferma.

Nicolas Viola: voto 7

Se la giocava con Oliver Kragl, ma decidiamo di premiare lui non solo perché, con nove reti, è il capocannoniere della squadra, ma anche perché, con le sue 27 presenze, è uno degli uomini più continui. Nell’ultimo periodo Inzaghi gli ha concesso un po’ di riposo, ma dalla prossima stagione l’importanza del vicecapitano sarà centrale all’interno del progetto: un faro.

Benevento Campione in Serie B: la flop tre

Massimo Volta: voto 4

Difficile trovare note dolenti in una stagione simile, ma se proprio dobbiamo trovarle, Massimo Volta è una di queste. Acquistato in estate per dare maggiore esperienza al reparto difensivo, l’ex Sampdoria ha collezionato la miseria di 12 presenze finendo spesso fuori dalla lista dei convocati: una delusione.

Andrès Tello: voto 5

Ti dà sempre l’impressione del “vorrei ma non posso”. Dopo una prima parte di stagione positiva nella quale era riuscito a ritagliarsi uno spazio, è finito nel dimenticatoio scavalcato nelle gerarchie anche dal giovane Del Pinto: l’incompiuto.

Federico Barba: voto 5,5

Ha avuto solo poche partite a disposizione ma, vista la maggior esperienza internazionale, si pensava potesse rappresentare un’insidia maggiore per Gaetano Letizia. Inzaghi invece continua a fidarsi dell’ex Carpi e, anche stasera, ha riservato a Barba l’amarezza della panchine: da ritrovare.

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