Barcellona-Juventus 0-0, voti e pagelle: Bonucci e Chiellini annientano la MSN, Dani Alves torna protagonista al Camp Nou

Una Juventus “operaia” con organizzazione, diligenza e lucidità anestetizza il Barcellona di Luis Enrique che manca una seconda epica “remuntada”. L’effetto Camp Nou non destabilizza la squadra di Massimiliano Allegri nemmeno nei primi minuti e si vanifica progressivamente nel corso del match. Solo due gol subiti in 10 partite, andata e ritorno con rete inviolata contro il Barcellona e 531′ di imbattibilità per Gigi Buffon, incoronano la difesa bianconera “regina” d’Europa. 

Con una esemplare lezione di tattica orchestrata dalla panchina da Massimiliano Allegri, i bianconeri annullano l’estenuante e sterile possesso palla dei catalani e si prendono la rivincita della finale di Berlino 2015 mantenendo così vivo il  sogno Champions.

Con una prova di forza, di tenacia e di resistenza, la Juventus ha superato la spinta di un intero, immenso stadio che inneggiava ad una nuova storica rimonta così come le voci e le dichiarazioni di presunzione ma anche di timore dell’ambiente blaugrana nelle ore precedenti e l’indiscussa qualità di una squadra con fenomenali individualità annullate, però, con relativa disinvoltura.

Nulla ha potuto lo straordinario estro e talento di Messi, la dirompente velocità di Neymar o la illuminante visione di gioco di Iniesta contro una Juventus caparbia e umile che ha difeso ieri sera, per 90 lunghissimi minuti, tutto ciò che di buono, anzi di ottimo, aveva realizzato una settimana fa.

Una squadra matura e consapevole dei propri mezzi che continua quindi, a testa alta, questa corsa verso Cardiff con la convinzione di chi sa di potercela fare ma anche con l’umiltà e l’attenzione di chi sa che al prossimo ostacolo il sogno potrebbe finire.

TABELLINO

Barcellona (4-3-3): Ter Stegen; Sergi Roberto ( 78′ Mascherano), Piqué, Umtiti, Jordi Alba; Rakitic (58′ Alcacer) Busquets, Iniesta; Messi, Suarez, Neymar. A disposizione: Cillessen; Digne; Suarez, Gomes, Alena. Allenatore: Luis Enrique.

Juventus (4-2-3-1): Buffon; Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic; Cuadrado (84′ Lemina), Dybala (75′ Barzagli), Mandzukic; Higuain (88’Asamoah). A disposizione: Neto; Benatia, Lichtsteiner; Rincon. Allenatore: Massimiliano Allegri.

Arbitro: Kuipers

Ammoniti: Iniesta, Neymar (B), Chiellini, Khedira (J)

MIGLIORI

Bonucci e Chiellini, 7,5: la prestazione perfetta, in una delle partite più importanti della stagione, contro uno degli attacchi più forti di tutti i tempi; nient’altro da aggiungere per valutare la partita di questa coppia straordinaria di difensori centrali. Se poi tra i pali c’è Buffon, ecco spiegati gli impressionanti numeri e record difensivi di questa squadra. Chapeau.

Dani Alves, Khedira e Mandzukic, 7: il brasiliano era l’uomo più atteso della serata e probabilmente anche il popolo bianconero si aspettava da lui la partita migliore in una stagione fatta di alti e bassi, dove qualche volta ha dato l’impressione di poca attenzione e disponibilità. Ma del Camp Nou conosce anche il numero dei fili d’erba e con spavalderia e concentrazione, gioca una partita a tutto campo esemplare, rincorrendo le accelerazioni di Neymar e proponendosi instancabilmente anche in fase offensiva. Il tedesco è invece il metronomo della squadra, straripante fisicamente, con sacrificio e con gamba, detta i tempi di gioco, si inserisce fra le linee e rientra in copertura per fermare le vampate offensive dei blaugrana. Generoso, spende un sanguinoso giallo che purtroppo, gli farà saltare la semifinale d’andata. Il croato è l’altra indispensabile macchina da guerra , vero emblema e uomo immagine di questa Juventus “del 4-2-3-1”. Allegri gli chiede un sacrificio enorme e lui con la cattiveria che ha contraddistinto l’intera sua carriera, si ritaglia un ruolo fondamentale diventando la pedina inamovibile ed indispensabile di questo scacchiere juventino.

Neymar, 6: le lacrime alla fine dell’incontro valgono più di qualsiasi parola. Ha già trascinato la rimonta contro il PSG, e forse è l’unico che a questa nuova impresa, aveva creduto veramente. Ma, nonostante un encomiabile forza di volontà, la serata non è delle migliori e spesso finisce per sbagliare scelta negli ultimi metri davanti a Buffon.

PEGGIORI

Higuain, 6: se proprio dovesse essere necessario indicare un “peggiore” tra i bianconeri, probabilmente questo sarebbe il Pipita, ma è impossibile non dargli la sufficienza. Protagonista anche lui della partita “di sacrificio” della Juventus, agisce più da centrocampista che da centravanti, ma ha la colpa di non sfruttare con freddezza un paio di buone occasioni sul suo piede.

Messi e Iniesta, 5,5: un tempo bastava poco ad entrambi per vincere o stravolgere da soli un incontro, ma gli anni passano e la lucidità nelle scelte e nei tempi ne può risentire. La coppia è il simbolo negativo di un Barcellona polveroso e arrugginito che non ha mai dato l’impressione di avere delle idee o delle trame offensive ragionate; troppo presuntuoso continuare a sperare in estemporanee giocate individuali.

Suarez, 4,5: completamente annullato dalla coppia Bonucci-Chiellini, non riesce mai a rendersi pericoloso perdendo rovinosamente ogni duello in area.