Alvaro Recoba si ritira: riviviamo la carriera di El Chino

Alvaro Recoba il 31 marzo 2016 ha dato l’addio al calcio: ecco la sua storia

Alvaro Recoba

Alvaro Recoba è forse uno dei calciatori più talentuosi degli ultimi 30 anni. Tanto estro ed altrettanto talento, ma anche molta, moltissima discontinuità e voglia di accontentarsi lo hanno portato ad essere uno dei beniamini dei tifosi non solo italiani (Inter e Torino) ma anche mondiali: davanti alla classe pura, infatti, non esistono rivalità di maglia. Il 31 marzo 2016, durante una partita celebrativa allo Stadio Gran Parque Central di Montevideo, ha dato ufficialmente l’addio al calcio giocato.

Ripercorriamo dunque la carriera calcistica di El Chino, soprannominato così per i tratti del suo viso che richiamano quelli orientali.

Alvaro Recoba: Gli esordi

Alvaro Recoba cresce calcisticamente parlando delle giovanili del Danubio, squadra militante nella massima serie uruguayana, dove esordisce in prima squadra nel 1993, a 17 anni. In quell’anno si incominciano subito ad intravedere degli sprazzi di talento puro: un fantasista dall’estro e dalla personalità fuori dal comune per un ragazzo di quella età, con un mancino potente e preciso in grado di disegnare parabole su punizione e non solo da vero leader. Nella prima stagione, infatti, segna ben 6 reti in 14 presenze: non male per un giocatore nemmeno maggiorenne. Nelle due stagioni successive continua questo trend incredibile completandole con ben 31 reti in 32 partite, in sostanza una segnatura ogni volta che scende in campo: tutti capiscon che El Chino non rimarrà a lungo nel piccolo Danubio.

Nel 1996, infatti, viene acquistato dal Nacional di Montevideo, squadra di spicco sempre nella prima divisione uruguayana, dove continua la sua crescita non solo tecnica ma anche e soprattutto realizzativa: in due anni, infatti, mette a segno 36 reti in 40 apparizioni. Per lui incomincia a palesarsi la possibilità di abbandonare il proprio paese per un’esperienza nel vecchio continente, nel calcio che conta.

La prima esperienza all’Inter ed il prestito al Venezia

Massimo Moratti si innamora di Alvaro Recoba guardando alcune videocassette riguardanti alcune delle sue magie in patria. Decide, quindi, di fare di tutto per acquistare quel ragazzino: l’Inter, nell’estate del 1997 lo acquista per una cifra poco superiore ai 7 miliardi di lire. Un’operazione importante che sembra ripagare fin da subito: nella prima giornate di campionato, infatti, El Chino subentra nella sfida contro il Brescia, prendendo il posto di Maurizio Ganz, andando a fare coppia con Ronaldo. Recoba portierà alla vittoria i nerazzurri dapprima con un tiro dalla distanza che si insacca potente nel sette e poi con una perla su calcio di punizione a giro. Lo spazio, però, è davvero poco per lui in un reparto così affollato: concluderà l’anno con 3 gol in sole 8 apparizioni.

Per questo motivo nella stagione 1998-1999 viene ceduto in prestito al Venezia, in provincia, per trovarre spazio e continuità, pur sempre in Serie A, ma in una piazza più tranquilla che lotta per non retrocedere. Lui e Maniero, infatti, permetteranno alla compagine non solo di salvarsi in maniera tranquilla, ma anche di trovare una certa continuità di rendimento e gol: saranno ben 11, infatti, per l’uruguayano a fine stagione, conditi da un’infinità di assist per il compagno di reparto. L’ambientamento, dunque, è finito: Recoba può tornare a Milano, l’Inter lo attende.

Il ritorno all’Inter e lo scandalo passaporti

Ritorna a Milano nell’estate del 2000 ma si rende subito protagonista in negativo durante i preliminari di Champions League contro l’Helsinborg, sbagliando il rigore decisivo al 90′. Dopo una buona prima stagione dopo il ritorno, nel gennaio 2001 una nuova spada di Damocle trafigge Recoba: viene infatti coinvolto insieme ad altri volti noti del panorama calcistico italiani (Oriali su tutti) nel famosissimo quanto triste scandalo passaporti che gli costa una squalifica di un anno, poi dimezzata, ed un’ammenda di 5 miliardi di lire all’Inter.

Al suo rientro, e con Mancini in panchina, Recoba diviene anche il giocatore più pagato al mondo e rimarrà tale per ben due anni: ben 7,5 milioni di dollari  stagione. Sempre con il tecnico di Jesi come allenatore, El Chino si dimostra come uno dei capisaldi della squadra con 2 Scudetti, 2 Coppa Italia e 2 Supercoppe Italiane vinte. In 8 stagioni in nerazzurro dal rientro dal prestito al Venezia realizzerà 65 reti, la maggior parte di esse memorabili, come l’ultima, contro l’Empoli, l’unica nell’annata 2006-2007, direttamente da calcio d’angolo.

L’approdo al Torino, il ritorno in Uruguay ed il ritiro

Recoba quando lascia l’Inter ha 30 anni ed ormai un’infinità di esperienza alle spalle. In scadenza di contratto, decide di accettare il prestito al Torino nel quale, però, non riesce a trovare la propria dimensione per bissare gli anni in nerazzurro fatti sì di gioie ma anche di qualche malumore. Nell’unica stagione in granata, infatti, sono soltanto 3 i gol in 24 presenze, simbolo di un declino più fisico che legato ad altri fattori. L’anno seguente, dunque, lascia l’Italia.

Se ne va al Panionios, compagine militante nella massima serie greca, e ci resterà per due stagioni: nella prima, complice anche un buon impatto con il paese nuovo, realizza 6 gol in 19 presenze, mentre in quella successiva, anche a causa di qualche infortunio, rimane a bocca asciutta. Recoba, infatti, sente la mancanza di casa, del proprio paese, dell’Urugay.

Gli ultimi anni di carriera, infatti, li ha trascorsi prima al Danubio e poi al Nacional Montevideo, come una sorta di ritorno alle origini, fino al ritiro, annunciato qualche mese fa e culminato con la partita in suo onore in programma quest’oggi.

Negli anni al Paniosios El Chino ha rilasciato una lunga intervista a So Foot dichiarando

Non sono mai stato un ambizioso, mi bastava quello che avevo senza mai tentare di migliorarmi. Oggi non lo rimpiango, ma sono sicuro che quando smetterò di giocare mi dirò: che cretino sono stato.

Alvaro Recoba: croce e (soprattutto) delizia di tutti gli appassioni ed amanti del calcio.