Allegri rivela: “Avevo già firmato col Real Madrid, poi ho deciso di tornare alla Juventus”

Juventus, Allegri parla a GQ e svela un retroscena di mercato: ha rifiutato il Real Madrid per abbracciare la “Vecchia Signora”.

Parla Massimiliano Allegri: l’allenatore della Juventus, tornato a Torino dopo due anni, ha rilasciato un’intervista al giornale GQ, soffermandosi sul suo ritorno in bianconero lo scorso maggio. Un atto d’amore verso una società che di Allegri ha rilanciato la carriera.

Il tecnico toscano ha difatti spiegato che, per amor di Juve, è arrivato a rifiutare una seconda volta il Real Madrid: “Avevo già firmato un accordo con il Real Madrid. Poi la mattina ho chiamato il Presidente e gli ho detto che non sarei andato perché avevo scelto la Juventus. Mi ha ringraziato. Da quando mi ha chiamato la Juventus a maggio non ho avuto nessun dubbio”.

Da quando è arrivato a Torino, Allegri ha dovuto soprattutto ricostruire la fiducia di un gruppo reduce da un’annata molto deludente: “Tornando ho trovato un gruppo di ragazzi entusiasti, che si è messo subito a disposizione. Si sono subito applicati, con molta voglia di lavorare che è un elemento che ti trasmette questo club. Io credo che la Juve stia ritrovando il senso d’appartenenza, che è molto importante in prima squadra ma anche nel settore giovanile”.

La squadra non è stata particolarmente rinnovata in estate, ma ha subito un restyling deciso a gennaio, con gli ingressi di Zakharia e Vlahovic. Proprio sul serbo Allegri ha speso parole d’elogio, eleggendolo a prossima star del futuro insieme a Mbappé e Vlahovic: Vlahovic è un ragazzo giovane, con poca esperienza internazionale, che però ha qualità, vuole e può migliorare, e ha tutto il tempo per farlo. Davanti alla porta ha una cattiveria assoluta. La Juventus ha fatto un acquisto importante: nel mondo lui, Mbappé e Haaland sono i più forti in circolazione della loro generazione”.

Il gruppo conta anche altre individualità di spicco. Fra queste Morata, che dopo un avvio difficile si sta ritrovando anche sotto il piano realizzativo: “Discutere Morata tecnicamente è da folli; è normale che se gli si chiede di far cose che non è in grado di fare possa non rendere al meglio, ma non dimentichiamoci che lui si è messo a disposizione e ha giocato per mesi in una posizione che non era propriamente la sua”.

E, tra i tanti calciatori presenti in rosa, Allegri ha voluto esprimere alcune considerazioni su Danilo, tra i punti fermi della sua formazione: “È un campione – la definizione data dal mister – un ragazzo molto intelligente, responsabile e che si mette sempre a disposizione della squadra. I Bonucci e i Chiellini li conosciamo già, però Danilo è stato veramente una scoperta”.

Allegri si è poi soffermato sullo stato del calcio italiano, indicando quelli che, secondo lui, siano i mali principali del nostro calcio. Il mister esacampione d’Italia ha poi offerto un estratto della propria filosofia calcistica, parlando di come i calciatori vadano formati e di quanto il talento conti nel modo di giocare a calcio: “Io credo che il problema principale del nostro calcio è che si usano i giocatori come cavie degli allenatori, sia nelle prime squadre che nei settori giovanili. Ma il calcio è un’arte, madre natura ha il suo peso. Tutti possono migliorare, certo, ma se uno è scarso può diventare meno scarso, non diventerà mai uno bravo. E uno che è bravo può diventare più bravo. Va ovviamente data un’organizzazione, va data un’idea di gioco, poi però il calcio di fatto ha una componente psicologica e umana da cui non si può prescindere: ci sono giocatori che un anno fanno bene e un altro fanno male, perché? Perché sono esseri umani; i giocatori non sono tutti uguali e non si può pensare che le cose che facciamo un anno andranno bene per tutti gli altri anni. Ai ragazzi va insegnato il gioco del calcio, perché uno che ha conoscenza del calcio poi gioca ovunque”.