
La Juventus guarda con crescente attenzione a Zion Suzuki, portiere del Parma considerato uno dei profili più adatti al calcio di Luciano Spalletti. Il giapponese piace per la sicurezza nelle uscite, la forza fisica e soprattutto per la capacità di iniziare l’azione con i piedi.
La Juventus accelera su Suzuki per sostituire Di Gregorio
La ricerca di un nuovo portiere sta diventando una delle priorità del mercato della Juventus. Le difficoltà incontrate nelle trattative per Emiliano Martinez e i dubbi intorno alla candidatura di Guglielmo Vicario hanno fatto salire rapidamente le quotazioni di Suzuki.
Il club bianconero vuole aumentare la sicurezza tra i pali dopo una stagione nella quale ha subito per 16 volte un gol al primo tiro nello specchio, con una percentuale del 46%, la più alta della Serie A. Suzuki viene valutato come un possibile successore di Michele Di Gregorio, ma la trattativa è ancora in una fase preliminare.
Il Parma chiede circa 30 milioni di euro e non sembra intenzionato a concedere sconti. Sul giocatore è presente anche una concorrenza internazionale importante, con il Paris Saint-Germain e alcune società della Premier League interessate alla sua situazione.
Gioco con i piedi e lanci lunghi: il profilo ideale per Spalletti
Suzuki non viene seguito soltanto per le sue qualità tra i pali. Il portiere giapponese possiede caratteristiche che possono adattarsi alla costruzione dal basso e al calcio di possesso immaginato da Spalletti per la nuova Juventus.
Nell’ultima stagione ha completato quasi 22 passaggi a partita, mentre Di Gregorio si è fermato a circa 17. La differenza diventa ancora più evidente nei lanci lunghi riusciti: Suzuki ne ha effettuati mediamente otto per incontro, più del doppio rispetto al portiere juventino.
La precisione nei rinvii permetterebbe alla Juventus di superare la pressione avversaria in due modi. Suzuki può partecipare al palleggio corto con i difensori oppure cercare direttamente il centravanti, trasformando il portiere nel primo regista della squadra.
Al Parma ha mostrato una buona capacità di trovare Mateo Pellegrino con lanci profondi e di avviare rapidamente le ripartenze verso gli esterni. Una soluzione particolarmente utile contro le squadre che applicano marcature individuali molto aggressive.
Esplosività e uscite alte danno sicurezza alla difesa
Alto 1,90 metri, Suzuki abbina una struttura fisica importante a riflessi rapidi e notevole esplosività. Il suo rendimento è cresciuto dopo una prima fase di adattamento alla Serie A, nella quale aveva mostrato qualche eccesso di irruenza.
Uno dei dati più interessanti riguarda le uscite alte. Il portiere del Parma ne ha completate 81, risultando il migliore del campionato in questa particolare statistica. La sua presenza sui palloni provenienti dalle fasce riduce la pressione sui difensori e consente alla linea arretrata di giocare più alta.
Suzuki ha inoltre dimostrato di poter intervenire con efficacia nelle situazioni ravvicinate. La rapidità con cui copre lo spazio e la forza nelle deviazioni lo rendono particolarmente adatto a una squadra chiamata a difendere spesso lontano dalla propria porta.
Chi è Zion Suzuki e quanto può costare alla Juventus
Nato a Newark il 21 agosto 2002, Suzuki ha nazionalità giapponese ed è cresciuto calcisticamente negli Urawa Red Diamonds. Dopo il passaggio al Sint-Truiden, il Parma lo ha portato in Italia e gli ha affidato immediatamente il posto da titolare.
La giovane età rappresenta uno dei motivi che spingono la Juventus a considerarlo un investimento importante. A 23 anni possiede già esperienza in Serie A e con la nazionale giapponese, ma conserva ampi margini di crescita.
Il principale ostacolo resta la valutazione da 30 milioni di euro. Il Parma può contare sull’interesse di diversi club e non ha necessità di liberarsi del proprio numero uno. La Juventus dovrà quindi decidere se investire una cifra elevata su un portiere destinato a diventare immediatamente centrale nel progetto di Spalletti.
Suzuki non è ancora a un passo da Torino, ma il suo nome sta guadagnando posizioni. Le qualità con i piedi, la sicurezza nelle uscite e la capacità di giocare lontano dalla porta lo rendono uno dei profili più coerenti con la trasformazione tattica preparata dalla Juventus.