
Stasera c’è la seconda semifinale che vede di fronte Inghilterra e Argentina ed è bufera sull’arbitro “porta fortuna” di Messi: i tabloid inglesi gridano al caso.
La semifinale del Mondiale 2026 tra Inghilterra e Argentina non è ancora iniziata, ma ha già il suo primo caso. Non riguarda Messi, Kane o Bellingham. Riguarda l’arbitro.
La designazione dello statunitense Ismail Elfath per dirigere la sfida di Atlanta ha acceso i tabloid inglesi, che hanno trasformato una scelta tecnica della FIFA in un possibile elemento di tensione nella vigilia più delicata del torneo.
Il motivo della polemica è semplice: Elfath viene definito in Inghilterra il “porta fortuna” di Lionel Messi.
econdo le ricostruzioni rilanciate da diversi media britannici e italiani, il direttore di gara americano ha arbitrato più volte partite dell’Inter Miami da quando Messi gioca in MLS, con un bilancio sempre favorevole al fuoriclasse argentino. Da qui l’accusa, più mediatica che sostanziale: perché scegliere proprio lui per una semifinale così carica di storia?
Chi è Ismail Elfath, l’arbitro della semifinale
Ismail Elfath è un arbitro internazionale statunitense, nato in Marocco e trasferitosi negli Stati Uniti da giovane. È arbitro FIFA dal 2016 e negli ultimi anni è diventato uno dei volti più riconoscibili della scuola arbitrale americana. Al Mondiale 2026 ha già diretto diverse partite, tra cui anche sfide di peso, senza finire al centro di grandi casi disciplinari.
La FIFA gli ha affidato Inghilterra-Argentina, una semifinale ad altissimo rischio emotivo. Non solo per il valore tecnico delle due squadre, ma per tutto ciò che questa partita si porta dietro: la rivalità storica, la “Mano de Dios” di Maradona nel 1986, il rosso a Beckham nel 1998, il peso politico e sportivo di un incrocio che non è mai neutro.
Proprio per questo, in Inghilterra la scelta di Elfath è stata accolta con sospetto da una parte della stampa. Non perché ci siano prove di parzialità, ma perché la narrazione è perfetta per accendere il pre-partita: arbitro americano, Messi in MLS, precedenti favorevoli al campione argentino, semifinale mondiale contro i Tre Leoni.
Perché gli inglesi parlano di “arbitro preferito di Messi”
Il punto centrale è il rapporto indiretto tra Elfath e Messi nella MLS. Da quando l’argentino è sbarcato all’Inter Miami, l’arbitro statunitense lo ha incrociato in più occasioni. Secondo quanto riportato da Eurosport, il Daily Mail e altri media inglesi hanno sottolineato che con Elfath in campo l’Inter Miami di Messi non ha mai perso. Tra i precedenti citati c’è anche la finale di Leagues Cup 2023 contro il Nashville SC, vinta dall’Inter Miami ai rigori dopo l’1-1 dei tempi regolamentari.
Da qui l’etichetta: “lucky charm”, amuleto, arbitro porta fortuna. Goal.com ha rilanciato lo stesso tema parlando della designazione di Elfath per la semifinale mondiale e del suo particolare storico con Messi.
Il problema, però, è che il confine tra statistica curiosa e insinuazione è sottile. Dire che Messi ha avuto risultati positivi con Elfath è un fatto di cronaca sportiva. Suggerire che la FIFA lo abbia scelto per favorire l’Argentina è un’altra cosa. Ed è proprio qui che nasce il rumore mediatico: la polemica funziona perché arriva prima di una partita già caricata di sospetti, memoria e tensione.
La FIFA e Collina respingono le accuse
La FIFA, almeno per ora, non arretra. La designazione resta confermata e la linea è chiara: Elfath è considerato un arbitro affidabile, internazionale, abituato a gestire gare complesse. Secondo TalkSport, anche Pierluigi Collina, responsabile arbitrale FIFA, avrebbe respinto le insinuazioni sulla neutralità della scelta, difendendo l’indipendenza del gruppo arbitrale.
Dal punto di vista regolamentare, non esiste un conflitto automatico. Elfath non è argentino, non è inglese e non appartiene a una federazione coinvolta direttamente nella partita. Il fatto che lavori nella MLS, campionato in cui gioca Messi, basta per alimentare il dibattito, ma non per rendere irregolare la designazione.
La FIFA, inoltre, deve evitare arbitri provenienti dalle nazioni in campo e dalle aree più sensibili al conflitto diretto. In una semifinale tra Inghilterra e Argentina, la scelta di un arbitro extraeuropeo ed extra-sudamericano può essere letta anche come tentativo di neutralità geopolitica. Il problema è che, nel calcio moderno, la neutralità formale non basta più: conta anche la percezione pubblica.
Gli ex arbitri inglesi: “Scelta sorprendente”
La polemica non arriva soltanto dai tabloid. Secondo il Sun, un ex arbitro di Premier League avrebbe definito sorprendente la scelta di Elfath, non tanto per presunti legami con Messi, quanto per il profilo tecnico: arbitro considerato competente, ma forse meno abituato alla pressione e al ritmo di una semifinale mondiale tra due potenze storiche del calcio.
È un’obiezione diversa e più interessante. Non dice “Elfath favorirà Messi”. Dice: questa partita è un animale difficile. Servono gestione emotiva, lettura dei contatti, controllo dei duelli e capacità di non farsi mangiare dall’atmosfera. Inghilterra-Argentina non sarà una gara pulita: ci saranno proteste, contatti, falli tattici, simulazioni cercate, pressioni continue sul direttore di gara.
Il vero banco di prova sarà la soglia del fallo. Se Elfath fischierà molto, l’Argentina potrebbe trovare ritmo nelle pause e nei piazzati. Se lascerà correre troppo, l’Inghilterra potrebbe portare la partita sul piano fisico, dove Rice, Bellingham e Kane possono fare male. La gestione arbitrale non deciderà per forza la semifinale, ma può orientarne la temperatura.
Messi, Kane e Bellingham: la partita ora ha un altro livello di tensione
La designazione arbitrale si inserisce in una semifinale già enorme sul piano narrativo. Messi affronta l’Inghilterra per la prima volta con la nazionale maggiore argentina, in una sfida che può regalargli un’altra finale mondiale. Dall’altra parte ci sono Harry Kane, capitano e simbolo dei Tre Leoni, e Jude Bellingham, l’uomo che ha trascinato l’Inghilterra nei momenti più sporchi del torneo.
La polemica su Elfath aggiunge un elemento psicologico. L’Inghilterra entrerà in campo con la sensazione di dover controllare non solo Messi, ma anche ogni decisione arbitrale potenzialmente pesante: un contatto al limite, un cartellino mancato, una punizione dai venti metri, un rigore rivisto al VAR.
Per l’Argentina, invece, il rischio è opposto. Se l’arbitro sa di essere sotto osservazione, potrebbe essere portato a non concedere nulla di dubbio proprio alla squadra di Messi. È il paradosso delle polemiche preventive: chi grida al favoritismo prima della partita può finire per condizionare l’arbitro nella direzione opposta.
Una polemica utile soprattutto all’Inghilterra
Sul piano comunicativo, il caso Elfath serve più all’Inghilterra che all’Argentina. Sposta pressione sulla FIFA, mette l’arbitro sotto lente, crea un clima in cui ogni decisione verrà valutata in tempo reale. È anche un modo per preparare il terreno narrativo: se l’Inghilterra perde tra episodi controversi, la storia è già pronta; se vince, avrà superato anche l’ombra del “sistema Messi”.
Non significa che ci sia un complotto. Significa che la vigilia di una semifinale mondiale vive anche di percezioni. E in questo momento la percezione inglese è chiara: la scelta dell’arbitro non piace, perché tocca il punto più sensibile della partita, cioè Messi.
Cosa può succedere in campo
La partita di Elfath sarà complicata fin dai primi minuti. L’Argentina proverà a proteggere Messi e a portare falli nella zona centrale. L’Inghilterra cercherà intensità, duelli e seconde palle. Il primo cartellino sarà già un segnale: se arriverà presto, la gara potrebbe diventare più controllata; se non arriverà, il livello fisico salirà.
Occhio anche al VAR. In una semifinale così, il rischio non è soltanto l’errore arbitrale, ma il tempo della decisione. Una revisione lunga, un rigore tolto o concesso, un rosso valutato al monitor: tutto può diventare materia da caso mondiale.
Inghilterra-Argentina era già una semifinale enorme. Con il caso Elfath è diventata anche una partita di sospetti, pressione e letture preventive. La FIFA ha scelto l’arbitro, i tabloid hanno scelto la polemica. Ora toccherà al campo decidere se resterà solo rumore di vigilia o se diventerà il vero tema della notte di Atlanta.