Conte non cerca alibi dopo Napoli-Bologna: “Non meritavamo di perdere, ma certi avvii non sono casuali”

Conte Inter

La sconfitta del Napoli contro il Bologna lascia molto più di un semplice risultato negativo. Il 3-2 maturato allo Stadio Diego Armando Maradona complica la corsa Champions degli azzurri e apre una riflessione profonda sull’approccio della squadra di Antonio Conte, ancora una volta costretta a rincorrere dopo un avvio difficile.

Il tecnico non ha nascosto la delusione, ma ha evitato di trasformare la serata in un processo totale alla prestazione. Secondo Conte, il Napoli non avrebbe meritato la sconfitta per quanto prodotto nell’arco della partita, soprattutto dopo la reazione che aveva permesso agli azzurri di rimontare due reti di svantaggio. Il problema, però, resta evidente: andare sotto con troppa frequenza non può essere considerato un episodio isolato.

Il Napoli parte male, reagisce, poi crolla nel finale

La gara aveva un peso enorme per il Napoli, che con una vittoria avrebbe potuto mettere al sicuro la qualificazione alla prossima Champions League con due giornate d’anticipo. Invece la serata si è trasformata in una nuova occasione sprecata, resa ancora più pesante dal modo in cui è arrivata la sconfitta.

Il Bologna è partito con maggiore lucidità e ha colpito due volte, prima con Federico Bernardeschi e poi con Riccardo Orsolini. Il doppio svantaggio ha costretto il Napoli a inseguire, mettendo in evidenza ancora una volta una fragilità nell’approccio iniziale che si sta ripetendo con troppa continuità.

La reazione azzurra è arrivata grazie a Giovanni Di Lorenzo e Alisson Santos, capaci di riportare la partita in equilibrio. A quel punto il Napoli sembrava avere l’inerzia dalla propria parte, ma nel recupero è arrivata la doccia fredda: la splendida conclusione acrobatica di Jonathan Rowe ha regalato al Bologna una vittoria pesantissima e ha lasciato gli azzurri con molti rimpianti.

Conte richiama la squadra sull’approccio e sul pressing

Nel dopogara Antonio Conte ha puntato l’attenzione soprattutto sulla fase di pressione. Il tecnico ha spiegato che il pressing deve essere eseguito con decisione e coordinazione, perché farlo a metà significa soltanto sprecare energie e lasciare spazi agli avversari. È un concetto centrale nella sua analisi, perché il Napoli ha concesso troppo nelle prime fasi, permettendo al Bologna di prendere fiducia e indirizzare la partita.

Il passaggio più significativo riguarda la ripetitività del problema. Conte ha ammesso che non è la prima volta che il Napoli si ritrova sotto di due gol nel corso della stagione. Quando una situazione si ripresenta più volte, non può essere liquidata come casuale. Serve maggiore determinazione dall’inizio, più attenzione nei duelli e una gestione emotiva diversa dei primi minuti.

Allo stesso tempo, l’allenatore ha riconosciuto la volontà della squadra di rientrare in partita. Il Napoli ha reagito, ha spinto, ha provato anche a vincerla dopo il pareggio, ma ha commesso l’errore più grave nel momento decisivo: quando non riesci a vincere, devi almeno evitare di perdere. Ed è proprio qui che la sconfitta diventa ancora più dolorosa.

La corsa Champions resta aperta e ora il margine si assottiglia

Il risultato contro il Bologna cambia il finale di stagione del Napoli. La qualificazione alla prossima Champions League resta alla portata, ma non è più una formalità. Gli azzurri hanno ancora due partite per chiudere il discorso, ma la classifica si è fatta molto più corta e ogni errore può pesare.

Il Napoli conserva un vantaggio ridotto sulle inseguitrici, ma la pressione aumenta. Juventus, Milan, Roma e persino il Como restano dentro una corsa molto compatta, con pochi punti a separare più squadre. Per questo Conte ha insistito sulla necessità di recuperare energie e mettere al sicuro l’obiettivo europeo nelle prossime due gare.

La sensazione è che il Napoli debba ritrovare soprattutto solidità mentale. La qualità per chiudere tra le prime quattro c’è, ma il finale contro il Bologna dimostra che la squadra non può permettersi cali di concentrazione. In una volata Champions così serrata, anche un singolo episodio può cambiare il peso di una stagione.

Hojlund e Alisson Santos, due casi diversi dentro la stessa emergenza

Tra i temi toccati da Conte c’è anche la gestione di Rasmus Hojlund. L’attaccante è stato richiamato più volte dalla panchina per alcune posizioni di fuorigioco, ma il tecnico ha voluto proteggerlo, ricordando che al momento è l’unico centravanti a disposizione. Il danese sta giocando con grande continuità e non sempre ha la possibilità di rifiatare.

Per Conte, Hojlund resta un giocatore giovane, con energia, margini di crescita e caratteristiche ancora da affinare. Ci sono momenti in cui deve attaccare la profondità e altri in cui deve proteggere il pallone, aiutando la squadra a salire. Il lavoro è in corso, ma l’assenza di alternative rende ogni valutazione più complessa.

Discorso diverso per Alisson Santos, autore di una prova positiva per capacità di puntare l’uomo e creare superiorità. Il brasiliano sta crescendo, ma Conte ha sottolineato come il suo percorso richieda tempo. Arrivato dallo Sporting, dove aveva giocato poco da titolare, ha avuto bisogno di lavoro e continuità per entrare nei meccanismi del Napoli. Il suo talento può essere una risorsa importante, anche se il tecnico ha ricordato che più gli avversari imparano a conoscerlo, più diventa difficile trovare spazio e incidere.

Il Napoli deve trasformare la rabbia in qualificazione

La sconfitta contro il Bologna non cancella quanto di buono il Napoli ha costruito, ma costringe la squadra a guardarsi dentro. La rimonta dal 2-0 al 2-2 dimostra carattere, qualità e voglia di restare dentro la partita. Il gol subito nel recupero, però, racconta un’altra verità: nei momenti decisivi serve una maturità diversa.

Conte non ha parlato da allenatore rassegnato, ma da tecnico consapevole che la sua squadra deve completare il lavoro. Il Napoli non può più rimandare. La qualificazione alla Champions League resta l’obiettivo principale e ora passa da due partite da affrontare con lucidità, intensità e soprattutto con un approccio completamente diverso rispetto a quello visto contro il Bologna.

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