
Cristian Cristian Chivu avverte: la corsa Scudetto sarà “una battaglia fino all’ultimo punto”, anche dopo la vittoria dell’Inter contro il Lecce che ha consegnato ai nerazzurri il titolo simbolico di Campioni d’Inverno. Per il tecnico, però, conta solo una cosa: “Bisogna esserci a maggio”.
L’Inter sapeva di avere una grande occasione per allungare in classifica, dopo il pareggio per 0-0 del Napoli contro il Parma nel recupero della 16ª giornata rinviata per la Supercoppa Italiana. Anche a San Siro, però, la gara si è rivelata più complicata del previsto contro una squadra in lotta per la salvezza come il Lecce, con un rigore prima assegnato e poi revocato dal VAR che ha aumentato la tensione.
A decidere il match è stato Francesco Pio Esposito, entrato dalla panchina e pronto a ribadire in rete la respinta di Falcone sul tiro di Lautaro Martínez al 78’. Un gol che ha scatenato l’esultanza di Chivu, corso dalla panchina per abbracciare l’attaccante, con cui condivide un rapporto speciale.
“Ricordo quando era un bambino di sette anni, siamo praticamente cresciuti insieme”, ha raccontato Chivu a DAZN. “Conosco lui, la sua famiglia, la sua ambizione e il lavoro fatto nel settore giovanile. Era il mio capitano nella Primavera dell’Inter e sono felice per lui, così come per tutta la squadra, perché questa era una partita davvero complicata”.
Il tecnico nerazzurro ha ammesso le difficoltà incontrate, soprattutto nel primo tempo. “Mi aspettavo una gara dura, perché dopo aver speso tante energie contro il Napoli e non aver ottenuto il risultato pieno, questo pesa. Giocare di nuovo dopo 72 ore è una delle cose più difficili, lo so per esperienza da calciatore. Nonostante le difficoltà e qualche scelta meno lucida, la squadra ha avuto l’atteggiamento giusto, ha creduto fino alla fine e ha portato a casa la vittoria con il cuore. Sono partite che rischi più di perdere che di vincere”.
Ha fatto discutere anche la decisione di Chivu di concedere un giorno di riposo alla squadra nella preparazione del match. Alla domanda se, visto il primo tempo opaco, avesse dei ripensamenti, il tecnico ha risposto con ironia: “Potremmo anche dire che abbiamo vinto proprio grazie a quel giorno libero. Le scelte le faccio in base alla mia esperienza, a quello che vedo in allenamento e negli occhi dei giocatori. Forse il calcio italiano non è abituato a certi metodi, a volte funzionano e a volte no, ma a me interessa solo come arrivare ai prossimi cinque mesi della stagione. Mi fido della maturità di questo gruppo”.
Con questa vittoria, essendo una gara valida per la 16ª giornata, l’Inter è ufficialmente in testa al giro di boa con sei punti di vantaggio sul Napoli. Il Milan potrebbe ridurre il distacco, ma è atteso da una trasferta insidiosa a Como.
“Ho già vinto in carriera il titolo di Campione d’Inverno, ma non vale nulla”, ha concluso Chivu. “Significa solo che siamo competitivi. Come ho detto, sarà una battaglia fino alla fine per ogni singolo punto”.
Un dato resta significativo: se l’Inter non è ancora riuscita a battere le altre big del campionato in Serie A, il rendimento contro le squadre di medio-bassa classifica è stato quasi impeccabile, ed è proprio da qui che passa la solidità della sua corsa al titolo.


