F1, Zanardi: “Lecler è uno stimolo importante per Vettel”

Dopo ben quattro anni è arrivato il cambiamento nella scuderia Ferrari per quanto riguarda i piloti del 2019.
Alessandro Zanardi, campionissimo dello sport italiano (foto da: bmwblog.com)

Al fianco del confermato Vettel, non ci sarà più iceman Raikkonen, ma bensì il giovane monegasco Leclerc. Questo nuovo pilota  rappresenta senza dubbio una sfida per il capitano tedesco, chiamato a delle conferme nella prossima stagione.

In quella appena passata, la 2018, sono stati commessi diversi errori evitabili, che hanno spianato la strada al successo di Hamilton e della sua Mercedes. Non si devono più vedere, perché il francese ha tutte le intenzioni di ben figurare e provare a lottare per il titolo sin da subito.

Alex Zanardi, in una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha voluto commentare la decisione presa della Ferrari. Le sue parole sono molto ottimiste e lasciano pochi dubbi sul suo pensiero. Appoggia in pieno questa scelta, anche per verificare la condizione del pilota tedesco:

“È una scelta molto positiva. Anche per dare una sveglia a Vettel, non che ne abbia bisogno il tedesco. Raikkonen è ancora un grande campione, ma serviva una verifica. Ben venga Leclerc, grandissimo talento. Però mi auguro che Vettel resti il leader. Così ci saremmo tolti un dubbio, ovvero che negli ultimi tempi il problema della Ferrari non erano i piloti. Ora bisogna migliorare la macchina e limare gli errori per battere Hamilton che non sbaglia mai”.

Inoltre lo stesso Zanardi ha voluto esprimere un pensiero per il ritorno in pista di Kubica dopo l’incidente avvenuto nel 2010. Certo del suo talento, ha un po’ meno sicurezza per quanto riguarda la sua capacità di adattamento, date le sue precarie condizioni fisiche:

“Lo stimo molto, ha un talento smisurato deve solo trovare la connessione fra la sua capacità di decidere di fare cose che altri non sanno fare e il controllo del mezzo, cioè quello della macchina. Perché il suo fisico ha delle limitazioni, come è accaduto anche a me, che gli impediscono di fare tutto quello che vorrebbe. Si chiama disabilità ma è una condizione molto relativa. Non esiste uomo che sappia volare, però ci siamo grattati la testa, ci siamo fatti venire un’idea e oggi è normale prendere un aereo”

 

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Lorenzo Carrega

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Giornalista Pubblicista. Esperienze in ambito giornalistico locale, non solo di sport, ma anche di cultura e tempo libero. La scrittura è la mia passione
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