Volley, Serie A1 femminile: il pagellone del girone di andata

Con il girone di andata ormai andato in archivio, al netto di tre recuperi ancora da giocare, è tempo di stilare un primo bilancio per ciò che riguarda la Serie A1 di volley femminile. Un campionato che, sin qui, ha confermato la netta superiorità di Conegliano rispetto alle altre compagini, e ci ha fatto alcune liete sorprese tra cui la Delta Despar Trentino, neopromossa giovane e tutta italiana, guidata in panchina da un altrettanto giovane Matteo Bertini, che di miracoli sportivi, Pesaro insegna, era già esperto.

Andiamo ad assegnare un voto a ciascuna squadra per la prima parte di stagione disputata. Il voto va inteso come un giudizio complessivo che tenga conto anche di quanto fatto dalla società in sede di mercato e dalle diverse vicissitudini che hanno dovuto affrontare le squadre in un campionato condizionato da rinvii e defezioni causa “Covid”.

Imoco Conegliano: voto 10 e lode

La tentazione di attribuire alle venete un “non classificabile” c’era, lo ammetto. In una recente chiacchierata con Marco Fantasia, avevamo posto l’accento su quanto la nostra Serie A1, campionato tra i più competitivi al mondo, rischi di diventare un campo d’allenamento per le “pantere”.

La formazione di Santarelli è due squadre in una: lo dimostra il fatto che abbia disputato tutto il girone di andata senza una delle centrali titolari (Folie), e sia riuscita comunque a non risentirne grazie all’apporto strepitoso di una Fahr sempre più matura.

L’ex “bisontina” è, tra le centrali, quella con i migliori numeri in battuta (13 ace), nonché con la miglior percentuale offensiva (67,2). A lei si sono aggiunti altri innesti che hanno ancor di più arricchito la panchina di quella che, ormai, è considerata la migliore squadra al mondo e una delle migliori di sempre.

Sono arrivate l’ex Nantes Gicquel, decisiva soprattutto in Champions, Bozana Butigan, quarto rincalzo di assoluto valore al centro, Lara Caravello subito pronta a prendersi i gradi di vice De Gennaro e McKenzie Adams che, nonostante qualche piccolo alto e basso, ha ottimamente sostituito Hill, unitasi in ritardo alle compagne, tanto da averla ormai scalzata nelle gerarchie.

Tutti questi elementi fanno della squadra campione del mondo in carica una macchina semplicemente perfetta, capace di concedere alle avversarie la miseria di quattro set e non lasciare neanche un punto per strada. Santarelli ha in mano un giocattolo in cui qualsiasi pezzo è interscambiabile senza compromettere l’armonia dell’insieme.

L’unica gara in cui si sia intravista un po’ di sofferenza è quella contro Firenze al Pala Mandela. In quel caso, però, la formazione messa in campo era quasi integralmente “sperimentale” e non aveva mai giocato insieme.

Igor Volley Novara: voto 9

La Igor Volley Novara fa ciò che può, e ci si aspetta che faccia. La squadra di Lavarini, che ha arricchito la squadra campione d’Europa con un’intera colonia proveniente da Busto, non ha deluso le aspettative e si trova seconda al giro di boa.

L’unica pecca è stata quella di aver lasciato qualche punto per strada in partite, vedasi Scandicci, che sembravano già incanalate verso un comodo 3-0. A parte quel passo falso, cui si aggiunge la sconfitta patita contro Monza, non si può imputare molto ad una formazione che si trova impegnata in un campionato molto equilibrato e ha fatto il “suo” anche in campo internazionale, vincendo tutte le gare del girone di Champions.

Tra i meriti principali di Lavarini, quello di aver fatto lievitare ulteriormente il livello di atlete come Herbots (miglior realizzatrice tra le “bande”) e Bonifacio (sempre più in grado di dire la propria in chiave Nazionale).

L’assenza di capitan Chirichella non si è fatta sentire più di tanto e Novara si gode una Micha Hancock su livelli stratosferici, che risulta essere migliore battitrice del campionato coi suoi 33 ace.

Ad una squadra così manca forse qualcosa in difesa, 35,9% di ricezione perfetta è un dato da migliorare per una squadra di vertice, ma visto l’avversario che è in vetta, appare difficile chiedere di più a Bosetti e compagne.

Saugella Monza: voto 8,5

Monza è forte e, all’inizio del campionato, non ha forse ricevuto la giusta considerazione. Heyrman-Danesi si confermano la migliore coppia al centro per numero di muri messi a segno (68) e la seconda più prolifica dell’intero torneo, dopo una sorprendente Cuneo.

Coach Marco Gaspari ha plasmato un gruppo che si regge su una difesa molto solida e sulle geometrie di un’Alessia Orro che ha finalmente trovato la dimensione giusta per confermarsi anche in ottica campionato. L’innesto di Lise Van Hecke, poi, ha dato alla squadra brianzola una soluzione di assoluta affidabilità in attacco, mentre il gioco in banda è rimasto lo stesso dell’anno scorso con Orthmann e Meijners che si confermano attaccanti solide e puntuali.

Dopo una prima fase di rodaggio, il sestetto di Gaspari è riuscito ad acquisire una certa continuità di risultati, che per ora le valgono la terza piazza in classifica. Manca forse un po’ di cinismo, intesa come capacità di ammazzare le gare, visti i tanti tie break cui la squadra è stata costretta.

Savino del Bene Scandicci: voto 6,5

Un po’ deludente la formazione toscana, che fino a questo momento ha fatto il minimo indispensabile. L’arrivo di Barbolini in panchina, unito all’innesto di elementi come Popovic, facevano presagire ben altro campionato, con alcuni che pronosticavano un ruolo di anti Conegliano per Malinov e compagne.

La squadra di Barbolini ha invece mostrato di soffrire oltremodo contro formazioni di bassa classifica come Bergamo e Brescia, perdendo in maniera abbastanza netta tutti gli scontri diretti (eccezion fatta per Novara). La salva parzialmente il cammino in Champions, con tre vittorie in altrettanti match che l’hanno però vista faticare nel derby italiano contro Busto. Nel girone di ritorno si attende un deciso cambio di passo.

Reale Mutua Fenera Chieri: voto 8

La vera sorpresa, o meglio, la lieta riconferma della nostra Serie A. Le ragazze terribili di Bregoli arrivano al giro di boa in piena zona playoff, con vista sul terzo posto nel caso dovessero vincere i due recuperi che le attendono contro Busto e Scandicci.

Risultati merito di una società giovane e ambiziosa, che ha confermato gran parte dell’organico della passata stagione, andando a scoprire in terra polacca una giovane Alexandra Frantti, da subito integratasi nei meccanismi della squadra on un buon 47% in attacco.

Chiara Zambelli e Rhamat Alhassan offrono delle buone alternative al centro, dove la 2001 Mazzaro si sta confermando sui buoni livelli fatti vedere lo scorso anno (69 punti, con 18 muri e un buon 55% in attacco). La sfida da vincere è rappresentata ora dalla capacità di confermarsi nella seconda parte della stagione. Un’impresa fattibile, visto che i meccanismi di gioco sono ben collaudati.

Delta Despar Trentino: voto 7,5

La favola tutta “made in Italy” della nostra pallavolo. L’unica neopromossa del campionato ha sorpreso tutt per il livello di gioco espresso e la combattività mostrata in fase difensiva.

La coppia Melli-Piani, unita sin dai tempi delle Nazionali giovanili, alza il livello tecnico medio del gruppo. Fondriest e Cumino mettono la propria esperienza al servizio di Bertini, mentre D’Odorico dimostra di meritarsi certi palcoscenici con i suoi 120 punti che la rendono terza miglior marcatrice interna.

Nell’ultimo periodo l’effetto sorpresa si è un po’ affievolito, ma vista la scarsa attitudine all’A1, è un peccato che si può anche perdonare.

Il Bisonte Firenze: voto 6,5

Mencarelli si trova a gestire il solito gruppo giovane, con diverse giocatrici provenienti dal Club Italia e dal settore giovanile. Finora i risultati gli danno ragione: nulla di trascendentale, se non un settimo posto che vorrebbe dire salvezza tranquilla, come da piani societari.

Tra le giocatrici, oltre alla confermata Nwakalor nel ruolo di opposto e alla nuova arrivata Anastasia Guerra (166 punti), ha sorpreso Fatima Kone, che dalla gara contro Conegliano sta trovando sempre più spazio e ha ottenuto un buon 48% in attacco.

Bosca San Bernardo Cuneo: voto 6,5

Naviga un po’ a fasi alterne la squadra di coach Pistola che, orfana di Van Hecke, ha trovato in Candi-Zakchaiou la migliore coppia di centrali in quanto a punti realizzati.

Dopo un inizio di campionato condito da due vittorie contro Firenze e Monza, la squadra piemontese si è un po’ persa, incassando sconfitte pesanti come quella casalinga contro Bergamo. C’è sicuramente qualcosa da rivedere, ma i risultati sono pienamente in linea con le ambizioni societarie.

Epiù Pomì Casalmaggiore: voto 4,5

La formazione casalasca è tra le più deludenti di questo inizio di stagione. La società ha deciso di cambiare alcune pedine ad inizio stagione, cominciando dal passaggio di testimone tra Gaspari e Parisi in panchina.

In estate la squadra è stata soggetta, come tante, a un deciso rinnovamento: via entrambe le palleggiatrici, hanno lasciato anche pedine importanti come Popovic al centro e Bosetti in posto 4. La gravidanza di Lloyd ha poi costretto Parisi a giocare le prime giornate senza una vera regista titolare, senza voler mancare di rispetto alla pur brava Bonciani.

Svelate le attenuanti, resta da dire che la società ha comunque svolto un mercato discreto, andando a sopperire prontamente alle lacune lasciate dalle cessioni. Sono arrivate, infatti, Melandri al centro e Ananda al palleggio, ma la vera “genialata” è costituita dallo scambio Montibeller-Carcaces con Perugia.

La brasiliana si sta dimostrando un’opposta di assoluto valore (171 punti messi a segno), aiutata anche dalla conoscenza che ha della palleggiatrice Ananda, con la quale ha già giocato nella Superliga.

Parisi sta cercando ora di trovare il giusto bandolo della matassa, dopo un inizio difficile anche nei rapporti con lo spogliatoio. C’è ancora molto da fare, come ha dimostrato la netta sconfitta patita a Firenze. Passi avanti, però, ce ne sono stati e ci si aspetta un netto miglioramento del rendimento nella seconda parte di stagione.

Busto Arsizio: voto 5

Qui il giudizio più difficile: come giudicare Busto? La squadra, dell’ormai ex allenatore, Fenoglio ha dovuto superare tante difficoltà tra casi di Covid e l’infortunio di Poulter che l’hanno costretta ad attingere spesso alla squadra riserve.

Il mercato ha portato ad una vera rivoluzione estiva, con l’organico lombardo che è stato letteralmente smembrato dall’avido Lavarini: via Washington, Bonifacio ed Herbots, cui si è aggiunto anche l’addio di Orro, migrata verso Monza.

La dirigenza si è trovata dunque a ricostruire per intero il reparto centrali, che pure ha accolto la campionessa d’Europa Jovana Stevanovic e Rossella Olivotto, già a conoscenza dei principi di gioco predicati da Fenoglio.

Le mosse discutibili sono state compiute, a mio modo di vedere, nella scelta della “banda” da affiancare a Gennari, Gray troppo discontinua ed Escamilla un vero oggetto misterioso. Fenoglio va invece lodato per il coraggio dimostrato nel lanciare titolare la giovane Bonelli, al primo anno in A1.

Il ritorno di Camilla Mingardi, top scorer delllo scorso campionato, avrebbe dovuto rappresentare infine la ciliegina di una torta che stenta invece a lievitare.

Le “bustocche” navigano appena al di sopra della zona retrocessione e sembrano lontane parenti della squadra capace di raggiungere la finale in Supercoppa Italiana. Anche contro Perugia, in un impensabile scontro salvezza, Gennari e compagne hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere ragione di una squadra parimenti in difficoltà.

L’eccessiva alternanza tra Bonelli e Poulter al palleggio, sottolineata anche dalle parole di capitan Gennari, non aiuta certo a trovare continuità di gioco. Fenoglio ha pagato per tutti, venendo esonerato. La dirigenza, che ad inizio anno aveva pronosticato almeno un quarto posto, non ha neanche più un capro espiatorio: il rischio di fallimento è molto alto.

Bartoccini Fortinfissi Perugia: voto 5,5

L’organico è cambiato poco: salutata Montibeller, è arrivata Ortolani a dar manforte nel ruolo di opposto. Le novità più importanti si trovano al centro dove Khoolaas e Aelbrecht hanno avuto un rendimento discreto, ma stentano ancora a trovare la giusta sintonia con il palleggiatore. Ci si aspettava forse di più dalla classe di Havelkova, ma la ceca ha mostrato un netto miglioramento con il cambio in panchina.

Guida tecnica affidata a Mazzanti dopo l’esonero di Bovari. Il CT della Nazionale ha dato una svolta al gioco, facendo partecipare maggiormente la Cecchetto in fase di costruzione. Alcuni risultati si sono visti, ma la strada verso la salvezza è ancora lunga.

Zanetti Bergamo: voto 5

La squadra bergamasca ha sofferto molto la partenza di Smarzek, sostituita da una Faucette non subito pronta ed incisiva. Inizio “horror” per una delle squadre più blasonate del volley nostrano, che ha raccolto un solo punto nelle prime sei gare.

Ci è voluta un’intuizione di Turino, che si è inventato Lanier opposta, promuovendo Enright nel ruolo di “banda”, a rimettere le cose parzialmente in carreggiata. Proprio la scelta di confermare il coach, potrebbe rivelarsi la mossa giusta per il presidente Bonetti.

Banca Valsabbina Millennium Brescia: voto 5

Sarebbe come infierire troppo dare un voto inferiore: Mazzola fa ciò che può con quello che ha a disposizione e, sebbene si trovi in squadra una delle migliori muratrici del torneo (la Berti), deve gestire un organico che paga un po’ di qualità rispetto agli altri. La lotta salvezza è però ancora aperta

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