Volley, Europei femminili: Serbia favorita. Italia in cerca di riscatto

Gli Europei femminili di volley sono a due giorni dal via: ecco una panoramica delle squadre che parteciperanno alla rassegna continentale. La Serbia punta a calare il tris e confermarsi dominatrice della pallavolo europea. L’Italia parte tra le favorite e vuole gettarsi alle spalle la delusione di Tokyo.

Non c’è tempo per fermarsi: in questa strana estate di pallavolo è già tempo di pensare agli Europei, che faranno da appendice alle Olimpiadi di Tokyo e concluderanno un quadriennio sconvolto dalla pandemia. Si comincia con il torneo femminile, che verrà organizzato dal 18 agosto al 4 settembre, in quattro Paesi differenti: Serbia, Croazia, Romania e Bulgaria.

Come arrivano le diverse Nazionali ai blocchi di partenza? Alcune di esse si portano dietro gli strascichi del torneo olimpico, che ha visto le squadre del vecchio continente ancora fuori dalla lotta per il metallo più prezioso. A salvare l’onore è stata la Serbia, bronzo dietro a Brasile e Stati Uniti. Ma la squadra di Zoran Terzic coltivava dichiarate ambizioni di vittoria, e non può certo dirsi soddisfatta della propria spedizione in Sol Levante. Le slave verranno guidate in campo da Tijana Boskovic, capocannoniera del torneo olimpico, e partiranno comunque con i favori del pronostico. Dopo aver vinto le ultime due edizioni, le serbe puntano a confermarsi per la terza volta consecutiva sul gradino più alto d’Europa, impresa riuscita solo alla Russia (e all’ex Unione Sovietica), a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, e agli albori del torneo, tra gli anni ’40 e ’70.

E l’Italia? Le “azzurre” sono tra le formazioni più competitive presenti ai blocchi di partenza, ma si trascinano dietro diverse incertezze derivate dalla prematura eliminazione nel torneo nipponico. Fuori ai quarti di finale, la squadra di Mazzanti ha ceduto inspiegabilmente contro una Cina già eliminata, mentre si avviava alla vittoria del girone che le avrebbe prospettato un cammino piuttosto agevole verso la finale. Il coach ha comunque dimostrato fiducia nel lavoro fin qui svolto, confermando quasi in toto le proprie scelte.

Andiamo a gettare uno sguardo su quelle che saranno le 24 formazioni partecipanti a questa trentatreesima edizione degli Europei di volley femminile: da quali formazioni ci si aspetta una riconferma e chi, invece, può rivelarsi una piacevole sorpresa.

Girone A: Serbia attesa dominatrice. Belgio e Russia per il secondo posto

La Nazionale serba è, come detto, la principale candidata alla vittoria finale: non solo perché la storia dell’ultimo quadriennio parla di due titoli europei e uno mondiale, oltre al già citato bronzo olimpico, ma anche perché Terzic ha a disposizione un gruppo amalgamato, che si poggia sulle giocate della diagonale più forte al mondo: Ognjenovic-Boskovic.

Subito dietro troviamo la Russia guidata dall’italiano Sergio Busato. Una squadra molto esperta, che a Tokyo è riuscita a raggiungere i quarti di finale togliendosi la soddisfazione di battere con un secco 3-0 gli Stati Uniti, futuro oro olimpico. La selezione russa si presenta a questa manifestazione priva di molte “senatrici”, tra cui Goncharova e Koroleva. In una squadra molto giovane, avrà modo di mettersi ancora di più in mostra Arina Federovtsveva, che tutti gli addetti ai lavori considerano il nuovo astro nascente della pallavolo mondiale.

Occhi puntati anche sul Belgio, che può diventare la mina vagante di questo girone. I punti di forza sono rappresentati da alcune conoscenze del campionato italiano: prima fra tutte Britt Herbots, che nelle mani di Stefano Lavarini, a Novara, è diventata un’attaccante di caratura mondiale. Ci sono anche Kaja Grobelna, opposta di Chieri, Laura Heyrman, che darà esperienza al centro dopo gli anni trascorsi a Monza, e Celine Van Gestel, banda del Bisonte Firenze.

La Francia di coach Emile Rousseaux è chiamata a fare bella figura, anche per prepararsi al meglio alle Olimpiadi del 2024, che la vedrà fare gli onori di casa. La stella è senza dubbio Lucille Gicquel, che in Italia si è distinta con la maglia dell’Imoco Conegliano, e ora avrà occasione di giocare da titolare nelle file di Cuneo. Sua compagna di squadra sarà Helena Cazaute, chiamata alla prima grande esperienza all’estero, dopo gli anni di formazione nel campionato transalpino, in cui ha vinto Scudetto e Coppa di Francia. La selezione francese verrà guidata comunque dall’esperienza di Christina Bauer, centrale classe 1988, che ha fatto ritorno in Italia dopo ben quattro anni.

Dietro queste formazioni, a recitare il ruolo di outsiders, si collocano Arzebaijan e Bosnia Erzegovina. Le azere vantano già una discreta dose di esperienza in questo torneo, essendo alla loro nona partecipazione, per una striscia aperta nel 2005. Coach Aliyev Vugar punta su un mix di gioventù ed esperienza, in un roster che non presenta atlete di eccellenza, sebbene l’opposta Margarita Stepanenko, conti un passato in Turchia tra le file del Besiktas. Saranno le azere a contendere, presumibilmente alla Francia, il quarto posto valevole per la qualificazione agli ottavi. Rischia di recitare un ruolo da sparring partner la Bosnia, seconda nel proprio girone di qualificazione, che può comunque contare su Edina Begic, schiacciatrice diventata grande grazie alla Saugella Monza. Presente anche Milana Bozic, giovane alzatrice che ha incrociato proprio Monza, con lo Zok Ub, nella scorsa Cev Cup.

Girone B: Germania la grande favorita. Polonia senza Wolosz

Si presenta un po’ più equilibrato il girone B, dove dovrebbero essere comunque Germania e Polonia a farla da padrone. Le tedesche si affidano a un attacco completamente “italiano”, composto da Stigrot, Orthmann e Lipmann, con Drewniok pronta a subentrarle nel ruolo di opposta. Il coach, Felix Koslowski, è reduce da una vittoriosa stagione a livello di club, avendo conquistato la Coppa di Germania con lo Schweriner.

La Polonia, guidata da coach Jacek Nawrocki, deve rinunciare ancora una volta ad Asia Wolosz, considerata una delle registe più forti del panorama internazionale. In compenso può fare leva su un gruppo molto esperto e ben amalgamato: a cominciare da Stysiak, opposta che incanta nella Serie A italiana con la maglia di Scandicci, e che il prossimo anno sarà a Monza. Molte delle giocatrici polacche abbiamo avuto modo di apprezzarle nella passata edizione della Champions League: Kakolewka, Kowalewska e Lukasic, avversarie di Novara con il Chemik Police; Efimienko e Stancel avversarie di Busto con il Developers Rzeszow. Ci sono poi due vecchie conoscenze di Novara, Gorecka e Smarzek, che offriranno importanti soluzioni in attacco.

Il resto del raggruppamento è molto aperto, con Spagna, Grecia, Repubblica Ceca e Bulgaria che si giocano due posti per gli ottavi di finale. Mentre le bulgare verranno guidate dall’esperienza di Elica Vasileva, e avranno il vantaggio di giocare in casa, le elleniche sembrano partire un passetto in avanti rispetto a queste quattro, potendo contare su una diagonale forte ed esperta, composta da Christodoulou e Vasilantonaki. Occhio anche alla Spagna della coppia Escamilla-Segura, ma anche alla Repubblica Ceca, che ha in Havelkova la sua giocatrice più rappresentativa.

Girone C: Italia favorita d’obbligo

Sorteggio “soft” per le azzurre di Mazzanti, che capitano nel girone della Croazia. Il gruppo, come detto in apertura di articolo, non ha subito grossi stravolgimenti rispetto a Tokyo. La maggiore novità, anche perché rappresenta un’importante variabile tattica, è l’inserimento di Alessia Gennari, che darà maggiore solidità alla ricezione.

Proprio la Croazia padrona di casa rappresenta la maggior insidia per le nostre ragazze. A guidarla c’è Daniele Santarelli, coach campione d’Europa con l’Imoco. La giocatrice più importante è senza dubbio Samantha Fabris, supportata da una palleggiatrice giovane come Lea Deak, ma anche da un reparto centrali di tutto rispetto, che conta oltre alle esperte Dumancic e Samadan, quella Botzana Butigan che tanto bene ha fatto nell’Imoco, quando è stata chiamata in causa.

Le altre squadre non dovrebbero rappresentare un grosso scoglio: la Svizzera di Laura Kunzler, guidata in panchina dall’unica donna coach di questi Europei, Johanna Van Hintum, ha strappato la qualificazione battendo 3-1 l’Estonia, ma si è dovuta piegare alla Bielorussia. Proprio contro la sorprendente formazione di coach Dzianis farà il suo esordio l’Italia, che dovrà stare attenta all’affiatamento di un gruppo composto per la maggior parte da giocatrici provenienti dal Minsk.

Ci sono infine la Slovacchia di Fenoglio, guidata dall’opposta Dominika Drobnakova, che si è fatta conoscere nel campionato francese, e l’Ungheria che si appresta alla sua quarta partecipazione continentale. Ciò a testimonianza di un gruppo che dovrebbe avere un’unica padrona indiscussa, ma rimanere aperto a qualsiasi scenario in ottica qualificazione.

Girone D: Turchia a caccia di un oro. Intriganti sfide tra opposte

Passiamo a quello che, a nostro giudizio, è il girone più equilibrato per ciò che riguarda la vittoria finale: il gruppo D presenta incroci intriganti, con Turchia, Svezia e Paesi Bassi attese a un ruolo da protagoniste. La squadra di Guidetti è rimasta ancora a bocca asciutta dopo le Olimpiadi, ma deve onorare il titolo di vicecampione d’Europa e ha tutte le carte in regola per riuscirvi. Ci si aspetta molto da Karakurt, opposta che in Giappone ha ribadito ancora una volta tutto il proprio valore e ora vuole condurre le sue compagne alla vittoria.

Siamo curiosi di vederla all’opera contro alcune delle migliori opposte al mondo, in un raggruppamento che propone diversi incroci intriganti in tal senso: la Svezia si affida ai colpi di Isabelle Haak, ma anche ai colpi delle gemelle Lazic. L’Olanda sconta l’assenza di “The Queen Robin De Kruijf al centro, ma si presenta molto forte in attacco, con le varie Plaak, Daalderop e una regista, Bongaerts, che si metterà alla prova prima di sbarcare nel campionato più bello del mondo, per difendere i colori di Perugia.

A proposito di opposte, le sorti dell’Ucraina sono tutte nelle mani Olesja Rychljuk, attaccante del Galatasaray, con un breve passato anche nella Sirio Perugia. Alle danubiane tocca il ruolo di quarto incomodo, mentre appare più segnato il destino di Finlandia e Romania. Le scandinave arrivano a questa manifestazione da seconde del proprio girone di qualificazione, dove hanno faticato parecchio contro Montenegro e Slovacchia. Le padrone di casa sono alla seconda partecipazione consecutiva, fatto che non accadeva dal 2005, ma non nutrono grandi ambizioni. Ottima vetrina per Adelina Ungureanu, il prossimo anno a Busto Arsizio, che può cimentarsi in una competizione di livello internazionale dopo aver disputato un ottimo anno a Cuneo.

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