Venezia-Juventus, Allegri: “Partita importante. Migliorare la percentuale realizzativa”

Massimiliano Allegri parla alla vigilia di Venezia-Juventus, gara della diciassettesima giornata di Serie A: “Domani partita importante. Bisogna diventare più cattivi sottoporta”.

Migliorare le proprie percentuali offensive: questo chiede Massimiliano Allegri alla sua Juventus quando siamo giunti alla vigilia della gara contro il Venezia, diciassettesima giornata di Serie A. Una tappa fondamentale per mantenersi in scia della zona Champions e provare ad entrare tra i primi quattro posti.

È vietato sbagliare. Lo sa bene Allegri, che avverte la sua squadra: Il nostro prossimo step è la gara di domani. Se non erro, il Venezia in casa ha segnato molto: solo con l’Inter, credo, non ha fatto gol. Comunque il Venezia gioca ed è una squadra spensierata, poi viene da una brutta sconfitta contro il Verona. Avevano dominato il primo tempo, domani giocano con la Juventus e cercheranno di fare un’impresa storica. Noi dobbiamo metterci al pari loro, a livello di mentalità e soprattutto a livello di corsa”.

La conta degli indisponibili – “De Sciglio sta bene. McKennie non sta ancora bene e si aggregherà con noi in settimana. Ramsey è ancora fuori. Poi Arthur stamattina è arrivato in ritardo e non sarà della partita”.

Caso Arthur “Semplicemente ha fatto ritardo il giorno prima della partita e non credo fosse giusto convocarlo. Sarà reintegrato a partire da lunedì”.

Sarà della partita Dybala: Sta bene ed è pronto per giocare”.

Contro il Venezia sarà necessario aumentare la propria percentuale realizzativa: “Non è una questione di guarigione, né di spazi, né di Champions. Siamo nettamente sotto la media a livello nella percentuale di realizzazione. Dobbiamo essere più lucidi e cattivi sotto porta, al momento la nostra percentuale realizzativa è troppo bassa per essere la Juve. A noi per fare un gol servono cinque occasioni. È troppo poco.

L’obiettivo è quello di rimanere focalizzati sul Venezia – “Domani, l’ho detto subito dopo la Champions, è una partita ad alto rischio, se la interpretiamo in un modo. Credo che i ragazzi abbiano capito l’importanza di questa partita, anche per il nostro momento”.

Il nostro andamento quest’anno è questo. Siccome ora è un momento importante del campionato, bisogna dare tutti qualcosa di più. Poi uno sa come finiscono le partite, però la prestazione deve essere fatta di alto livello, dal punto di vista tecnico, fisico, mentale”.

Partita diversa anche per le condizioni del campo, leggermente più piccolo rispetto alla media: “Di questa squadra nessuno conosce questo campo, solo Chiellini ed io abbiamo giocato a Venezia. È tutto strano perché arrivi in traghetto e poi il campo è più stretto. Se non vai lì e fai una partita da provinciale e quindi ti metti al pari degli altri rischi di farti male. Ci sono dei campi stretti dove non ci sono spazi e le partite diventano veloci. Basta vedere i risultati e i gol fatti dal Venezia che ha battuto Roma e a Fiorentina. Poi sono una squadra che gioca bene a calcio e creano tanto. Faccio i complimenti a Zanetti. Noi dobbiamo fare una partita importante”.

Su Pellegrini e Kaio Jorge – “Pellegrini sta avendo un’ottima crescita. Bravo lui a voler restare alla Juventus. Rappresenta una valida alternativa ad Alex Sandro. Se Kaio Jorge può andare in prestito per giocare di più? In questo momento qui non abbiamo preso in considerazione l’ipotesi prestito. Kaio Jorge è arrivato da tre mesi e mezzo, poi è stato fermo ma ora sta meglio e avrà anche il suo spazio”.

Capitolo Champions: Juve unica italiana prima nel girone, nonostante un gioco “poco europeo” – “Il calcio è bello perché opinabile. Mi dispiace molto che Atalanta e Milan siano andate fuori, sarebbe stato bello che tutte le quattro italiane avessero passato il turno. Il primo posto è una soddisfazione, ma ora non possiamo pensare alla Champions. Dobbiamo pensare al campionato, dove siamo in netto ritardo. Dobbiamo pensare partita dopo partita”.

A proposito di opinioni, Sacchi aveva affermato di vedere meglio Milan e Atalanta in Champions, rispetto a Juventus ed Inter. I fatti non gli hanno dato ragione: “Arrigo quando parla lo fa con tutta la passione, che ha per il calcio. La sua carriera parla per lui, quando dice delle cose va sempre ascoltato”.