UEFA e federazioni pronte ad escludere club SuperLega da tutte le competizioni

Dura reazione da parte della UEFA alle indiscrezioni trapelate, attraverso il New York Times, circa la creazione di una Superlega europea. Ceferin, che si è sempre opposto, minaccia l’esclusione dei club aderenti dalla prossima Champions League.

Sono ore di fuoco all’interno degli uffici di Nyon, sede della UEFA: la “bomba” lanciata poche ore fa dal New York Times, che ha annunciato l’imminente creazione di una Superlega da parte di club italiani, inglesi e spagnoli, ha suscitato la pronta reazione congiunta dei vertici del calcio europeo e di quelli delle leghe nazionali:

“La Uefa, la Federcalcio inglese e la Premier League, la Federcalcio spagnola e la Liga, la Federcalcio italiana e la Lega Serie A si legge in un comunicato apparso sul sito della federazione calcistica europea hanno appreso che alcuni club inglesi, spagnoli e italiani potrebbero aver pianificato di annunciare la loro creazione di una cosiddetta SuperLega “chiusa”. Se ciò dovesse accadere, ci teniamo a ribadire che noi ma anche la Fifa e tutte le federazioni affiliate, resteremo uniti nei nostri sforzi per fermare questo cinico progetto, un progetto che si fonda sull’interesse personale di pochi club in un momento in cui la società ha più che mai bisogno di solidarietà.

Prenderemo in considerazione tutte le misure a nostra disposizione, a tutti i livelli, sia giudiziario che sportivo, al fine di evitare che ciò accada. Il calcio si basa su competizioni aperte e meriti sportivi, non può essere altrimenti”.

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Superlega: il secco “no” di Ceferin e della UEFA

Una posizione sostanzialmente immutata da quella mantenuta sin da quando si è cominciato a ventilare della creazione di una lega chiusa. Un progetto che mina alla base la pratica sportiva, la quale dovrebbe essere ispirata a criteri meritocratici e non di blasone.

Nel mondo del calcio c’è il timore, concreto e giustificabile, che la creazione di un simile torneo possa eclissare le restanti competizioni, rompendo definitivamente degli equilibri che si protraggono ormai dalla fine dell’800, data di comparsa dei primi campionati semi-professionistici.

Private delle proprie squadre migliori, le leghe nazionali (Premier, Liga, Serie A etc…), scenderebbero inevitabilmente al rango di serie inferiori. Simboli storici come lo Scudetto perderebbero il proprio valore, e i tifosi delle “altre” squadre sarebbero costretti ad accontentarsi di uno spettacolo in tono minore.

Con l’interesse dei tifosi presumibilmente polarizzato, rivalità storiche, forgiate negli anni, rischierebbero di scomparire. Così come potrebbe appiattirsi lo stimolo alla competizione e alla voglia di migliorarsi, che deriva dalla possibilità di affrontare un avversario più forte e provare a superarlo (com’è accaduto, anche in anni recenti, in un calcio comunque già dominato da forti discrepanze economiche) . Davide contro Davide, Golia contro Golia. Il mondo del calcio diviso a metà.

Per scongiurare un simile scenario, il presidente della UEFA Ceferin si è più volte espresso a sfavore, minacciando i club che secessionisti di impedire loro l’accesso alla Champions League. Chi ha il potere, prova ora ad usarlo per incutere timore: ma fino a quanto riuscirà ad essere persuasivo?

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