Tennis, Roland Garros 2019 Femminile: Ashleigh Barty è la nuova regina, travolta Vondrousova

Un finale prevedibile dopo uno svolgimento rocambolesco e, a tratti, quasi senza senso. Il romanzo di questo Roland Garros 2019 incorona regina quella che, tra le ultime due protagoniste, sembrava avere tutto per farcela e infatti, ce l’ha fatta.

Ashleigh Barty, australiana, classe 1996, conquista a Parigi il torneo più prestigioso della sua carriera in una stagione che già l’aveva vista meravigliosa vincitrice a Miami, dai più considerato il quinto slam.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale Roland Garros)

Ma Parigi uno slam lo è davvero e, molto probabilmente, nonostante le ambizioni potessero essere enormi per una ragazza che, seppure giovanissima, aveva già sperimentato anche il ritiro dalle competizioni, era l’ultimo dei quattro che pensava, un giorno, di poter vincere.

La terra, infatti, non le era mai stata particolarmente amica, solo dodici mesi fa, durante la primavera europea sui campi rossi, diceva “ogni settimana che passa sulla terra rossa è una settimana in meno che manca all’arrivo dell’erba”.

Insomma un’antipatia simpatica nei confronti di una superficie che, in apparenza, non rendeva totale giustizia al suo tennis peculiare in un mare di grandi picchiatrici da fondo campo, ai suoi tagli con il rovescio, alle sua discese a rete, ai suoi servizi vari ed imprevedibile, eppure la vita si è rivelata più imprevedibile del suo gioco.

Approfittando anche di alcune uscite di scena premature ed inaspettate come Naomi Osaka e Karolina Pliskova, le prime due teste di serie fuori presto al terzo turno, l’olandese Kiki Bertens, caldissima sul rosso ma costretta al ritiro dopo un solo match e la campionessa uscente Simona Halep sorpresa dalla giovanissima Amanda Ansimova, la ventitreenne di Ipswich ha gentilmente ringraziato senza guardarsi indietro.

E in effetti a sorprendere è stata la serenità con cui ha gestito le mille differenti emozioni della finale che potevano tagliarle le gambe, come è stato per la sua giovanissima ed inaspettata rivale, la ceca, classe 1999 Marketa Vondrousova, alla prima di numerose importanti partite della carriera, e che invece ha regolato con il sorriso e con schemi lucidi eseguiti alla perfezione.

Da domani, nelle classifiche mondiali, Barty sarà sul podio, in seconda posizione, alla vigilia dell’inizio della sua amata tournée sull’erba, quelle intense cinque settimane della stagione che lei, ogni anno, non vede l’ora di giocare e se già sulla terra ha saputo fare sfracelli, chissà cosa regalerà nel proseguo di questa estate. 

Poco prima dell’inizio della finale femminile, il programma sul Philippe Chatrier ha visto completarsi la seconda semifinale del tabellone maschile, sospesa il giorno precedente per la pioggia, con il successo finale, per 7-5 al quinto, di Dominic Thiem sul numero uno del mondo Novak Djokovic. 

Per l’austriaco sarà la seconda finale slam, la seconda a Parigi dopo quella raggiunta e persa lo scorso anno contro Rafael Nadal, suo avversario pure quest’oggi, mentre per Nole sfuma il sogno “Grande Slam”, oltre che la possibilità, dopo i successi di Wimbledon e New York 2018 e di Melbourne 2019, di detenere tutti i major contemporaneamente.