SuperLega: Juventus, Barcellona e Real Madrid propongono nuovo format con promozioni e retrocessioni

Progetto Superlega: Juventus, Real Madrid e Barcellona non si arrendono alla sua soppressione. Proposta formula con promozioni e retrocessioni per convincere i club e l’opinione pubblica della bontà del format.

Il progetto Superlega non è morto. Ne sono convinte Juventus, Real Madrid e Barcellona che stanno pensando a un cambio di format per convincere gli altri club e l’opinione pubblica della bontà della propria iniziativa. Secondo la rivista tedesca Spiegel, i tre club avrebbero coinvolto un paio di società di lobbing per farsi suggerire idee che possano rendere la Superlega più accettabile al resto del mondo calcistico.

La riforma suggerita da Flint e A22 Sport, le due società interpellate, consisterebbe nell’inserire un meccanismo di promozioni-retrocessioni che vada a sostituire il modello “lega chiusa” concepito all’inizio. Più nel dettaglio, si starebbe pensando di creare una Superlega 1 e una Superlega 2, ciascuna con specifici criteri di ammissione.

Alla Superlega 1, il campionato “principale”, parteciperebbero un tot numero di squadre (si parla di 18 formazioni), che verrebbero ammesse sulla base dei risultati ottenuti negli ultimi cinque anni (alla stregua del meccanismo che serve per stilare i ranking UEFA in vista delle coppe europee).

Alla Superlega 2 parteciperebbero invece 20 squadre, selezionate sempre dai campionati nazionali, ma su base annuale. Per ciò che riguarda il meccanismo promozioni/retrocessioni, dalla Superlega 1 dovrebbero retrocedere tre squadre, mentre dalla Superlega 2 ne verrebbero promosse soltanto due, lasciando uno spazio libero a una “wild card” (una squadra a invito).

Queste riforme dovrebbero agire sugli aspetti dell’inclusività e della meritocrazia, che si erano dimostrati i punti più critici (e criticati) del progetto origina originale. Questo nuovo meccanismo potrebbe dunque risultare più “attrattivo” per gli altri club, e creare un clima di favore attorno alla Superlega. Appare difficile, invece, conciliarsi con la UEFA, che è sempre stata fiera avversaria di un’idea che, oltre a violarne gli statuti, viene percepita come una minaccia per la visibilità delle coppe europee.

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