Superbike, Tom Sykes: “Ho dovuto modificare il mio stile di guida, ma sono pronto”

Dopo il titolo vinto nel 2013, Tom Sykes non ha avuto vita facile, soprattutto quando in Kawasaki è approdato Jonathan Rea, il dominatore degli ultimi due campionati. Ma il 31enne di Huddersfield è pronto alla sfida, gettando il guanto della sfida sia nei confronti del team-mate che della Ducati.

E’ stata dura, perchè ho dovuto modificare molto il mio stile di guida” – dice Sykes – “Molte cose sono cambiate e ho dovuto fare un passo indietro. Mi ci è voluto un pò per abituarmici. Comunque credo di aver fatto un buon lavoro, raccogliendo una gran mole di dati. Spero che potremo continuare così sia a Phillip Island che nel resto della stagione“.

Tom Sykes, Campione 2013 in Superbike (foto da: kawasaki.com)

In passato ero in grado di frenare più tardi, entrare più velocemente i curva e curvare più in fretta, uscendone molto veloce” – spiega l’inglese – “Adesso, però, devo ragionare un pò di più, frenare prima, uno stile di guida più scorrevole in pratica. La nostra moto, però, non ha esattamente queste caratteristiche e dobbiamo apportare dei correttivi. Jonathan, invece, è in grande sintonia con la ZX10-RR“.

Ho lavorato tanto durante questi test invernali e sono convinto di aver fatto un buon lavoro” – continua il pilota Kawasaki – “La Kawasaki ha apportato tanti piccoli miglioramenti, come un pò di potenza in più. Ho la sensazione che siamo molto vicini alla quadratura del cerchio e dobbiamo solo continuare a lavorare. La Ducati, lo scorso anno, è andata fortissimo, soprattutto nella seconda parte di stagione. Ma sento che il team ha reagito bene“.

A proposito di Davies, questo è il parere di Sykes: “Sono del parere che senza gli errori compiuti non solo l’anno scorso, ma anche nel 2015, Chaz avrebbe potuto vincere un campionato. Ducati ha fatto un grandissimo lavoro e credo che, in avvio, saranno loro il riferimento. La grande domanda è se la Kawasaki avrà fatto abbastanza durante l’inverno. Io penso di si“.

Gianluca Zippo

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Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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