Serie A 2016-2017, amarcord 22° giornata: l’Inter non si ferma più, delirio Sampdoria, brodino Napoli, crollo Milan

Una ventiduesima giornata che passerà alla storia per il tonfo clamoroso delle due romane. La Lazio viene castigata dal Chievo all’ultimo secondo e la Roma si fa recuperare due gol di vantaggio a Marassi e cede a una Sampdoria rigenerata. La Juventus, nel frattempo, regola il Sassuolo con un secco 2-0 e si porta a +4 (in attesa di recuperare la gara contro il Crotone). Eccovi i top e i flop.

Fonte immagine: Delinquentidelpallone.it

INTER

Padre Pioli continua il suo percorso di santificazione e porta a quota sette (nove se contiamo Coppa Italia ed Europa League) le vittorie consecutive in campionato. Il Pescara non è di certo uno squadrone, ma bisogna comunque batterlo sul campo e l’Inter lo ha fatto con equilibrio e spirito di abnegazione. La prossima tappa è lo Juventus Stadium. Se Padre Pioli dovesse uscire da Torino con una vittoria, la beatificazione è dietro l’angolo. Inarrestabile. 

SAMPDORIA

Sotto di un gol a 24 minuti dalla fine contro la Roma, i tifosi della Sampdoria avranno pensato alla classica sconfitta da archiviare nella cartella “partite che si possono perdere”. Al contrario, è arrivata una vittoria che profuma di impresa e che rinvigorisce un ambiente che nelle ultime giornate era apparso un po’ abulico. Giampaolo è lo stratega, Muriel è il profeta. Delirio. 

CROTONE

La salvezza dista ancora 8 punti, ma la scorpacciata di gol contro l’Empoli è una vera e propria iniezione di fiducia per tutto l’ambiente. Se il Crotone avesse giocato sempre così, sarebbe primo in classifica. Un celebre proverbio dice che “non è mai troppo tardi”, i tifosi sperano che sia proprio così. Rinato. 

SIMEONE

Il figlio del Cholo non smette di stupire e dimostra di essere pronto per una grande squadra. Prima dà il via alla rimonta genoana con un gol di rapina, poi si prende la responsabilità di calciare il rigore del 3-3 a pochi minuti dalla fine e lo trasforma con la freddezza di chi non ha paura. Gladiatore.

UDINESE

Le partite contro Inter e Roma avevano lasciato l’amaro in bocca, perché l’Udinese aveva espresso un bel gioco ma non era riuscita a portare a casa punti. Contro il Milan, è arrivata una vittoria di prestigio che rilancia le ambizioni dei friulani e getta il Milan nel baratro. Coriacea. 

ROMA

La parola che circola di più nell’ambiente romanista è “follia”. In vantaggio a venticinque minuti dalla fine, la Roma butta via i tre punti in due minuti e forse getta alle ortiche le speranze di strappare lo scudetto alla Juventus. Vermaelen è impresentabile, Dzeko là davanti è troppo solo. Disastro. 

NAPOLI

Quando c’è da fare il salto di qualità, il Napoli stecca quasi sempre. Contro il Palermo, la vittoria valeva doppio perché c’era la possibilità di agganciare la Roma al secondo posto e di staccare la Lazio sconfitta in casa dal Chievo. Invece è arrivato un pareggio che somiglia in tutto e per tutto a un brodino e che porta un po’ di sconforto a tutto l’ambiente. Occasione persa. 

MILAN

Terza sconfitta consecutiva fra campionato e coppe per il Milan di Montella, che inizia a pagare dazio nei confronti della fortuna. Locatelli, dopo la sciagurata espulsione in Coppa Italia, agevola il pareggio dell’Udinese e mostra tutti i suoi limiti a livello di personalità. Il gol vittoria per l’Udinese lo segna De Paul, che andava espulso prima per un fallaccio su De Sciglio. Povero Diavolo.

EMPOLI

Per la prestazione di Crotone, c’è solo un aggettivo: incolore. Una squadra che si vuole salvare, non può entrare in campo così demotivata. Le ultime vittorie forse hanno galvanizzato troppo i giocatori, che sono entrati in campo per disputare un’amichevole senza rendersi conto che era una sfida diretta per la salvezza. Inguardabile.

TORINO 

La sfida contro l’Atalanta poteva essere il trampolino di lancio per rilanciare le ambizioni di un Torino un po’ sottotono, ma così non è stato. Il pareggio contro l’Atalanta ha messo in mostra tutti i limiti della squadra, incapace di chiudere la partita dopo il vantaggio. Dal pareggio di Petagna in poi, il Torino si è messo dietro a difendere il pareggio e ha rischiato più volte di crollare (e deve ringraziare Kurtic). Toro loco. 

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Angelo Dino Surano

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Giornalista, editor, ghostwriter, lettore appassionato. Una vita intera dedicata alla parola e alle sue innumerevoli sfaccettature.
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