Scandalo pressioni procuratori-calciatori: FIGC indaga su Bonucci e sulla WSA di Lucci

La procura della FIGC ha iniziato a indagare sulle presunte pressioni esercitate dal difensore della Juventus per far acquistare nuovi “clienti” al suo agente.

La procura della FIGC comincia ad indagare sullo scandalo agenti che ha coinvolto Alessandro Lucci e il suo assistito Leonardo Bonucci. Pur non avendo ancora ufficialmente aperto un fascicolo a riguardo, la FIGC sta monitorando con attenzione le implicazioni del difensore della Juventus e del suo agente in uno strano meccanismo di trasferimento dei giocatori da un procuratore ad un altro.

Lucci e la sua agenzia di procura, la World Soccer Agency (WSA), sono accusati di aver esercitato pressioni all’indirizzo di diversi giocatori per convincerli a stipulare un contratto con loro. In questo sarebbero stati aiutati proprio da Leonardo Bonucci, che secondo le accuse mosse da Giuseppe Galli presidente dell’Assoagenti, avrebbe effettuato “attività di disturbo su altri calciatori per indurli a lasciare il loro rappresentante, trasferendo la procura a Lucci”.

Bonucci positivo al Coronavirus.

Galli, intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo, ha evidenziato la presenza di un mondo “malato”, quello dei procuratori, in cui l’attività di scouting non viene più effettuata direttamente “sui campi di provincia”, ma si riduce quasi a una mera compravendita o a uno scambio di favori.

Da quando è emerso lo scandalo, circa due settimane fa, sia Bonucci che Lucci si sono sempre dichiarati estranei ai fatti, come ribadito oggi dal loro legale Paolo Rodella: “Con riferimento alle notizie apparse in questi ultimi giorni su alcuni organi di informazione, secondo le quali Alessandro Lucci avrebbe acquisito in modo illegittimo le procure di alcuni calciatori e Leonardo Bonucci avrebbe fornito un qualche contributo in tal senso, i miei due assistiti si dichiarano nella maniera più assoluta del tutto estranei a tale presunti fatti, certi di aver sempre, fino in fondo, osservato gli obblighi di lealtà, correttezza e probità cui sono tenuti e rispettato ogni normativa di settore” recita una nota pubblicata dal legale.

Bonucci e Lucci si sono messi a completa disposizione della procura federale per fornire eventuali chiarimenti, ma ci hanno tenuto a “salvaguardare la propria immagine da attacchi diffamatori, come afferma il dottor Rodella, che diffida chiunque a dare credito a notizie false e lesive della dignità professionale dei propri assistiti. Ora la palla passa alla procura della FIGC, che deve decidere se procedere formalmente ed aprire un fascicolo sui due indagati.

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