Roma: morto Giovanni Bertini

Ha giocato con Roma, Catania, Ascoli e Fiorentina.

Lutto nel mondo del calcio italiano: all’età di 68 anni è morto Giovanni Bertini.

Malato dal giugno del 2016 di Sla, è morto questa mattina in una clinica romana. Dopo il ritiro dal calcio giocato era divenuto uno dei volti più noti nelle tv locali laziali, grazie sopratutto al ruolo di opinionista alla trasmissione ” Il Processo dei Tifosi”, programma che analizza le vicende calcistiche capitoline.

La carriera- E proprio a Roma, Bertini era nato nell’Epifania del 1951.

Cresciuto all’Ostiense, dove si fa notare nella “De Maritino”, la seconda squadra, debutta in Serie A con la Roma a diciotto anni, in un Fiorentina-Roma.

Esordisce però in maglia giallorossa, sotto la guida di Helenio Herrera, che già lo aveva aggregato alla prima squadra per il ritiro di Assisi, nel secondo turno di Coppa delle Coppe contro il PSV Eindhoven.

Esordio che ha “rischiato” di divenire storico. A pochi minuti dalla fine Bertini mette in rete, se non fosse per il colpo di di mano di un difensore che respinge sulla linea.

Difensore roccioso e coriaceo, ma corretto in campo così come fuori, da tutti soprannominato “Giovannone“, Bertini ha attraversato tredici anni di professionismo, indossando varie maglie.

Dopo la Roma, solo dopo aver vinto il torneo anglo-italiano nel 1972 e nella cui finale con il Blackpool entra a pochi minuti dalla fine, ed un prestito all’Arezzo in B, viene ceduto al Taranto.

Tuttavia, la Puglia si rivela amara, costringendolo così all’addio dopo soli quattro mesi.

In suo aiuto arriva Carlo Mazzone, che lo vuole prima all’Ascoli per poi portaselo anche a Firenze. 

Dopo le dieci presenze in maglia viola, approda in Sicilia, al Catania per quella che sarà la sua esperienza più lunga: 4 anni tra B e C, condite dalle uniche sette reti realizzate in carriera.

Come ha esordito in maglia giallorossa, chiude con un’altra maglia giallorossa: quella del Benevento. 

Con gli Stregoni mette in fila 41 presenze in C1 tra il 1980 e il 1982, le ultime della carriera.

Nel 1970 indossa per l’unica volta la maglia azzurra, in occasione di un’amichevole in Polonia.

Proverbiale anche la sua potenza, sfruttata da Nils Liedholm. Il Barone infatti era solito impiegarlo come centroavanti durante le partitelle di allenamento per abituare Batistoni ad avere di fronte a se attaccanti potenti.

 

 

 

 

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