Roma: comunicato ufficiale su trattativa Pallotta-Friedkin

Raggiunto l’accordo per una valutazione di 790 milioni. Tra un mese il passaggio di proprietà sarà effettivo.

Finalmente si vede la fumata bianca. Dopo un intenso mese di trattative, Dan Friedkin è ufficiosamente il nuovo presidente della Roma.

Nella notte, la società ha pubblicato un comunicato in cui viene ufficializzata la trattativa.

I tempi per concludere ogni formalità non sono stati tuttavia comunicati, ma possono essere stimati in circa un mese.

Si conclude così, dopo quasi un decennio ( la nomina a presidente risale infatti all’agosto 2012) la gestione di James Pallotta.

LE CIFRE- L’accordo -che settimana scorsa rischiava addirittura quasi di saltare, salvo poi avere una forte accelerata durante le vacanze natalizie – con James Pallotta, e i soci di minoranza,  è stato raggiunto sulla base di 790 milioni.

La cifra, che soddisfa a pieno più la volontà di Pallotta che l’offerta di Friedkin, comprende 550 milioni netti, ma sopratutto i famosi 271 milioni di debiti e gli altrettanto famosi 150 versati nelle casse giallorosse per l’aumento di capitale, già approvato dall’assemblea dagli azionisti.

IL COMUNICATO- Di seguito il comunicato emesso nella notte.

Con riferimento ad alcune notizie apparse recentemente sugli organi di stampa in relazione ad una possibile operazione che vede interessati AS ROMA S.p.A. ed il Gruppo  Friedkin,  AS ROMA SPV LLC, società che detiene il controllo indiretto di AS ROMA S.p.A., tramite la sua controllata NEEP ROMA HOLDING S.p.A., informa il Mercato che sono in corso negoziazioni tra il Gruppo Friedkin e AS ROMA SPV LLC  in merito ad una potenziale operazione che interessa NEEP ROMA HOLDING S.p.A. e le sue società controllate –  inclusa A.S. Roma S.p.A. – (di seguito, il “Gruppo AS Roma”).

Al riguardo, AS ROMA SPV LLC informa che ad oggi non è stato ancora formalizzato alcun accordo definitivo per la cessione di NEEP ROMA HOLDING S.p.A. e delle società controllate e che qualsiasi operazione con il Gruppo Friedkin è subordinata al completamento con esito positivo delle attività di due diligence legale sul Gruppo AS Roma.

In caso di perfezionamento di accordi definitivi aventi ad oggetto il trasferimento delle partecipazioni detenute in A.S. Roma S.p.A., AS ROMA SPV LLC fornirà adeguata informativa al Mercato nei termini di legge.

VITTORIA O SCONFITTA?- Per la gioia di gran parte dei tifosi giallorossi, il giorno della cessione da parte di Pallotta è arrivato.

Ma quella di Pallotta può essere vista come una gestione vincente o no?E se si dovesse dare un voto a questi anni di gestione pallottiana, quale sarebbe?

Chi scrive darebbe un 5. Ecco la motivazione. Quando è subentrata la cordata americana, la Roma era in mano ad Unicredit e, quindi, vicinissima al fallimento.

Pallotta e soci hanno risollevato la situazione fuori dal campo, portando la squadra ad una stabilità economica, seppur precaria. Nike come sponsor tecnico, tournée negli Stati Uniti, accordi di sponsorizzazione con multinazionali ( la Nike stessa, ma sopratutto Disney e Hyundai, a proposito: con il nuovo presidente legato alla Toyota ci sarà qualche cambiamento?) erano miraggi fino a pochi anni fa.

Sul rettangolo verde, tuttavia, l’aria è rimasta la stessa. Anzi, forse è addirittura peggiorata. Basti pensare alla finale di Coppa Italia, alle figuracce europee e a quelle italiane (Fiorentina in Coppa Italia).

Non è tutto da buttare però. I secondi ed i terzi posti sono comunque indice che qualcosa di buono è stato fatto. La pecca più grande, come ormai si dice da anni, è stata vendere i migliori giocatori, seppur con tutte le attenuanti ormai note.

La vendita dei prezzi più pregiati compone l’altra forte accusa rivoltagli: la continuità.

I troppi cambi in panchina ( ben 8) e quelli dietro la scrivania del direttore sportivo ( 4), oltre ai vari dirigenti cambiati ( circa 5), incidono sull’assenza di vittorie.

Come già scritto in precedenza, a Pallotta va comunque riconosciuto il merito di aver messo la Roma in una vetrina internazionale. E di averla esposta agli occhi di uno degli uomini più ricchi al mondo.

La sconfitta più grande è quella umana. Oltre alle promesse di rito ( “scudetto in cinque anni”), il bostoniano è venuto meno anche a promesse che danneggiano la sua credibilità.

Dopo il caos venutosi a creare dall’addio di De Rossi e da tutte le vicende lo scorso anno, Jim aveva scritto una lettera ai tifosi in cui prometteva che si sarebbe fatto vedere di più in città. Io non l’ho visto. Non per problemi di vista, ma proprio perché non si è fatto vivo. Ancora una volta.

Altre “colpe” da cui difficilmente verrà assolto dal popolo romanista saranno sicuramente quelle legati agli addii di Totti e De Rossi. Dopo l’assenza di vittorie, ciò che gli viene maggiormente contestato.

E dal punto di vista economico l’ormai ex presidente ci ha guadagnato o no? Calcolando quanto speso per l’acquisto e per i due precedenti aumenti di capitale, e vedendo la cifra a cui ha venduto, si può dedurre come Pallotta abbia tratto un ricavo di circa 170-180 milioni di euro.

QUESTO STADIO S’HA DA FARE O NO?- Una promessa però l’ha mantenuta: “Senza stadio entro il 2020 lascio”. Detto, fatto: ha venduto.

La domanda però sorge spontanea: a che punto è la telenovela dello stadio? Pallotta ha bleffato o rinunciato al progetto? Se fosse stato onesto ( e quindi sa che lo stadio non si farà), perché mai uno dei più ricchi al mondo sborserebbe quasi un miliardo di euro ( dunque un quarto del suo patrimonio) tanto per? Evidentemente qualcosa di positivo c’è.

Essere ottimisti, e razionali, non costa fatica.

I ( POSSIBILI) RITORNI- Da ieri sono iniziate a circolare voci di un possibile ritorno dei due figli prodigi: Totti e De Rossi.

Le voci sull’attuale centrocampista del Boca, sono proprio fondate alla situazione con il club argentino.

Accolto in Argentina come una star ( giustamente!), DDR non è riuscito ad incidere più di tanto in maglia Xeneis a causa dei troppi acciacchi dovuti all’età ormai avanzata. Per questo motivo, la nuova dirigenza del Boca ha dichiarato di voler rivedere il contratto dell’ex capitano giallorosso.

Questo, più l’avvicendamento di una nuova proprietà, ha scatenato l’inevitabile effetto domino: De Rossi via dal Boca e ritorno alla Roma come dirigente o con un ruolo sul campo. Per ora -purtroppo o per fortuna, dipende da come la si pensa, sono solamente chiacchiere, anche piuttosto infondate.

Per il numero dieci, invece, tutto nasce da un presunto incontro a pranzo avvenuto con Friedkin nei primi giorni di trattativa. Supposizione che non ha trovato tanto spazio e fondamento.

L’IMPERO DEL PRESIDENTE- Secondo Forbes, Dan Friedkin è il 504° uomo più ricco al mondo, forte dei suoi 4,1 miliardi di dollari di patrimonio ( 3,67 miliardi di euro).

Gran parte della fortuna la deve al defunto padre Thomas, da cui ha ereditato ( insieme ai due fratelli e alla sorella) aziende e passioni.

Il core business dei Friedkin è l’importazione del marchio Toyota negli Stati Uniti, per i quali hanno l’esclusiva di distribuzione in cinque stati: Arkansans, Mississipi, Louisiana e Oklahoma e Texas.

Proprio dal Texas, da Houston, precisamente, si snoda l’impero di Friedkin Jr. Un impero, riunito sotto il Friedkin Group, l’holding di famiglia, che si ramifica in svariati campi di affari: turismo ( di lusso, ovviamente), cinema e circoli esclusivi di golf.

Nel portafoglio delle attività di Friedkin ci sono anche villaggi-resort da mille e una notte in Messico, Fiji, Grecia, Svizzera, Nicaragua e Costa Rica.

SENSO ARTISTICO- La passione per il cinema, invece, l’ha portato a finanziare due film, non andati poi così male: The Square (vincitore della Palma d’oro nel 2017) e All the money in the world, il film incentrato sulla vicenda del rapimento di Paul Getty, avvenuto proprio a Roma nel 1973.

Ad agosto scorso, poi, il neo presidente giallorosso si è anche dilettato nella regia di Lyrebird, pellicola che ha ricevuto ampi consensi e che narra la vicenda di un pittore accusato di vendere un prezioso dipinto ai nazisti.

AVIAZIONE- Ma non è finita qui. Un’altra passione di Friedkin sono gli aeroplani. Dan, infatti, oltre ad averli guidati in qualità di stuntman in diversi film, possiede una licenza di pilota professionista che lo abilita alla formazione dei voli acrobatici dell’Air Force.

Per la cronaca, è anche proprietario della più grande collezione d’America di vecchi aerei da guerra e dell’Air Force Heritage Flight Foundation, società che si occupa di organizzare spettacoli di volo nel mondo.

IL GOLF- Per coniugare l’amore per il golf agli affari, il magnate americano ha pensato bene di fondare due circoli esclusivi: uno in Nord Carolina ( il Diamond Creek) ed un altro in California ( il Congaree).

Il primo, tra l’altro, è uno dei 100 campi più grandi d’America.

FILANTROPO- Da buon imprenditore americano che ha passato i cinquanta anni di età, Friedkin si dedica alla filantropia. In particolar modo è un forte sostenitore della causa ambientalista.

Si è infatti attivato per salvaguardare 6 milioni di acri in Tanzania.