Roma-Bologna 2-3, voti e analisi: piovono insufficienze. Si salvano Peres, Perez e Perotti

Prestazione complessiva e dei singola ignobile. Bene i due subentrati e l’esterno argentino. La difesa balla

Se possibile quella vista ieri stasera è una Roma ancora più brutta di quella di Sassuolo.

Nel primo tempo e nella prima parte della ripresa i giallorossi sono stati completamente assenti, lasciando così terreno fertile ad un Bologna spettacolare che esce dall’Olimpico con tre punti di vitale importanza per l’Europa League. Per la Roma invece la corsa Champions è più che mai in salita. Se domani l’Atalanta dovesse vincere a Firenze allungherebbe il passo. E settimana prossima c’è lo scontro diretto.

Cosa non sia andato nel verso giusto contro il Bologna penso sia abbastanza evidente. Carattere, mentalità, carenze tecniche e difficoltà a sviluppare un’idea di gioco hanno facilitato il lavoro del Bologna.

Bologna che assomiglia in tutto e per tutto al proprio allenatore, Sinisa Mihajlovic, che di difficoltà, purtroppo, ne ha avute parecchie. Ieri i Felsinei mancavano di ben sei giocatori (Poli, Medel, Dijks, Krejci, Santander e Sansone) ma nonostante questo non hanno dato segni di instabilità giocando una partita al limite della perfezione. Questo perché rispecchiano la tenacia ed il carattere di Mihajlovic. Dall’altra parte della medaglia, anche la Roma rispecchia ciò che sta vivendo. Con un passaggio di proprietà che sembra imminente, e con piccole crepe che rischiano di diventare voragini tra giocatori e società, a farla da padrone è il caos più totale.

Caos che si riflette inevitabilmente in campo. I giallorossi, da inizio 2020 ( forse qualcosina si è vista anche prima), sguazzano nella mediocrità. Non si sa più cosa fare, come attaccare e quindi come difendere.

MURO CROLLATO- A proposito di saper difendere. Le prestazioni di inizio stagione della coppia Mancini-Smalling avevano portato ad incoronarla come una delle migliori. Ora quel presunto muro è crollato definitivamente. 8 gare, 16 gol. Se già di per sé questo non è un dato qualunque, andare a vedere le modalità con cui sono arrivati porterebbe solamente alla disperazione.

PER COLPA DI CHI- Il pesce puzza dalla testa. La testa, in questo caso, è il mercato. Va bene fare acquisti di prospettiva ( è questa la nuova politica societaria, che lo si capisca), ma vista la situazione in cui si versa, perché non fare un mercato mirato in cui vengono presi giocatori già belli che fatti? Per definirlo un “mercato furbo”, di buon senso, caro Petrachi, ce ne passa.

Colpa del direttore sportivo? No, non solo. La responsabilità va estesa anche all’allenatore. La squadra che va in campo dall’inizio dell’anno, ad eccezione di quella del derby, è un qualcosa che si avvicina all’abominevole. Fonseca sembra non riuscire più ad incidere nella testa e nelle gambe dei giocatori. Che i giocatori si stiano imputando contro il tecnico di turno? Film già visto e rivisto, purtroppo.

Gli ultimi responsabili, ma solo in ordine, sono i giocatori. C’è chi non è adatto ( si dice il peccato non il peccato, anche se non servirebbe dirlo), chi non è più quello di un tempo e si concede il lusso di rispondere piccatamente ai tifosi, chi è tremendamente discontinuo e chi sorprende ( leggasi PereS e anche PereZ, in un certo senso).

MI MANCHI- Da quanto sei andato via, da quando non ci sei più (…) Ahi Amadou, chi mi manca sei tu.

L’inizio della discesa della Roma coincide con lo stop di Diawara. Un caso? No. Il guineano era l’unico dei due davanti alla difesa capace di dare equilibrio, raziocinio e logica al centrocampo e alla manovra giallorossa. Chi è chiamato a sostituirlo, Cristante, è l’ombra di se stesso. Ieri, e non solo, ha sbagliato praticamente ogni cosa possibile. Per concludere la bella giornata, poi, ha rimediato anche un rosso ( dubbioso, si capisce quale fosse l’intenzione del giocatore).

LE PAGELLE

Pau Lopez 5,5- Può poco e niente sui goal. A fine primo tempo salva su Palacio, impreciso come sempre con i piedi.

Santon 4,5- Inizia piano, si trova sulla traiettoria del tiro del raddoppio di Barrow, che lo manda ai pazzi per tutto il tempo. ( Dal 61′ Bruno Peres 6,5- Entra con il piglio giusto e porta un po’ di scompiglio, vivacità e soluzioni. Come a Reggio Emilia. Suo il bel cross del 2-3. Zitto zitto, è uno dei migliori. Non diteglielo.)

Mancini 4- È giovane e appena un avversario ( Caputo settimana scorsa, Barrow questa) fa una finta si mette a ballare. Viene saltato come un birillo proprio da Barrow. Spento.

Smalling 4- Da un giocatore della sua esperienza non ci si aspetterebbe un errore come quello dello 0-1.Continua senza ulteriori errori, ma quello pesa.

Kolarov 5- L’unico abbastanza pericoloso. Il momentaneo pareggio è merito suo. Evitabile (anche se avesse avuto ragione) il battibecco con la Tevere.

Cristante 4- Si scioglie come neve al sole. Interdizione e regia sono parole sconosciute. Mollo, rimedia l’espulsione nel finale.

Veretout 5- Ha perso la brillantezza e la lucidità, ma è uno dei pochissimi a tentare di dare una scossa. ( Dal 79′ Kalinic sv.)

Under 5- A tratti crea qualcosa. Suo il primo tiro. Sbaglia dietro e davanti. ( Dal 57′ Carles PEREZ 6,5 – La carica dei Pere. Ha una voglia di far vedere chi è da far invidia. L’azione del gol di Mkhitaryan nasce da un suo contrasto vinto.

Mkhitaryan 5,5- Torna dopo quasi due mesi. Si isola dalla partita per un’ora buona, poi di testa illude.

Perotti 6- Prima dell’ingresso di Peres e Perez è il migliore della Roma. Unico a portare ossigeno all’attacco. Gli uno contro uno, però, perdono di fantasia e quindi efficacia alla lunga.

Dzeko 4,5- Lotta con avversari e anche con i compagni che non lo servono. Dopo sponde e aperture si incaponisce per pareggiare trovando un attento Skorupski

All. Fonseca 4- I giocatori non sanno cosa fare e dove andare e arriva la quinta sconfitta del 2020. Le scelte iniziano non convincono.