Parigi-Nizza: Roglic concede il bis a Biot

Lo sloveno della Jumbo Visma vince la sesta tappa della Corsa del Sole, da Brignole a Biot, conseguendo il secondo successo personale. Dietro di lui Christophe Laporte della Cofidis e Michael Matthews della Bike Exchange.

Anche Primoz Roglic concede il bis alla Parigi-Nizza: dopo che Sam Bennett aveva vinto ieri la Vienne-Bollene, dando seguito al successo ottenuto nella tappa d’esordio (Saint-Cyr l’Ecole), oggi lo sloveno della Jumbo Visma ha tagliato per primo la linea posta sul traguardo di Biot, portando a due il suo numero di vittorie dopo aver conquistato l’arrivo di Chiroubles.

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Una vittoria sofferta

Eppure, la gara non si era messa affatto in discesa, con una foratura al chilometro 38 che aveva frenato Roglic nella rincorsa agli attaccanti. La gara assumeva infatti subito ritmi forsennati e, dopo una prima iniziativa di Cavagna e Trentin, immediatamente riassorbita, dal gruppo si staccavano diversi uomini, tra cui la maglia a pois Anthony Perez (Cofidis) e Victor Campenaerts della Qhubeka,

Proprio Perez consolidava il suo primato da scalatore sulla cima di Le Tuilieries e il vantaggio dei fuggitivi cresceva sino a toccare i due minuti e mezzo. Passato anche il secondo GPM di Mont-Meaulx, con Perez ancora primo, in gruppo si assisteva alla caduta di Brandon McNulty (UAE Emirates).

Perez continuava a dominare su ogni salita, mettendo una seria ipoteca sulla sua maglia a pallini. Il vantaggio della fuga restava stabile sino agli ultimi 40 chilometri, quando molti corridori venivano riassorbiti e restava il solo Elissonde della Trek a condurre.

A raggiungerlo nei chilometri conclusivi era Jonas Rutsch, tedsesco della EF. Mentre Elissonde veniva ripreso a cinque chilometri dalla conclusione, il corridore teutonico cercava strenuamente di resistere. Ma alla fine erano sempre gli uomini di classifica a dettare la volata. Ci provava Guillaume Martin, della Cofidis, inseguito come un’ombra dalla maglia gialla di Roglic. Pur partendo più distante, lo sloveno riusciva a superare l’avversario nello scatto e, tagliata la linea del traguardo, alzava le braccia al cielo consapevole, con 41 secondi di vantaggio sul tedesco Schachmann (Bora HansGrohe) di avere la corsa in pugno.

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