NBA 2017/18, recap 26 marzo: Sixers vincenti e ai Playoff. Ok anche i Celtics, mentre cadono i Twolves

La notte NBA è stata animata da cinque partite, che non hanno mancato di riservare qualche sorpresa. Festeggiano sicuramente i Philadelphia 76ers, che al Wells Fargo Center travolgono i Denver Nuggets e raggiungono matematicamente i Playoff per la prima volta dal 2011/12. Dopo un primo tempo chiuso avanti dagli ospiti (59-51), i Sixers mettono la freccia con un gran terzo periodo (15-34), per poi allungare definitivamente negli ultimi 12′, toccando un massimo vantaggio di +24. Nella partita in cui coach Brown riabbraccia finalmente Markelle Fultz (10+8 assist), a mettersi in evidenza per Philly sono i vari Saric (20+6 rimbalzi), Embiid (20+13 rimbalzi), Redick (19) e Covington (18+6 rimbalzi), con il contributo anche di Simmons (7+13 rimbalzi e 11 assist) e Belinelli (11+4 rimbalzi). Per Denver, invece, questo è un ko pesante, che li fa finire ad 1.5 partite da Minnesota; Barton (25) si è salvato in questa sconfitta.

Joel Embiid vola al ferro, nella vittoria dei Sixers contro i Nuggets. Dopo 6 anni, Philadelphia torna ai Playoff (foto da: youtube.com)

Tutto come da copione per i Boston Celtics, che espugnano la Talking Stick Resort Arena di Phoenix, battendo i Suns al termine di una sfida comunque a tratti combattuta, pur se controllata dagli uomini di coach Stevens. Sospingono i Celtics le prestazioni di Tatum (23+6 rimbalzi), Morris (20) e Horford (19+9 rimbalzi e 7 assist); per i padroni di casa, bene Jackson (23+6 rimbalzi), Ulis (19+8 assist) e Daniels (18+6 rimbalzi). Sorprendente, invece, è la sconfitta interna patita dai Minnesota Timberwolves, per mano dei Memphis Grizzlies, che così lasciano l’ultimo posto nella Lega proprio ai Suns. Per Minnesota, adesso scesa all’8° posto ad Ovest, decisivo in negativo è l’ultimo quarto, chiuso con un 23-11 in favore degli ospiti, guidati da Selden (23) e da Marc Gasol (20+10 rimbalzi e 6 assist). I vari Teague (25+7 assist), Gibson (18+8 rimbalzi), Wiggins (18+7 rimbalzi) e Towns (15+12 rimbalzi e 6 assist) non sono sufficienti alla squadra di coach Thibodeau.

Termina all’overtime la sfida dello Spectrum Center tra Charlotte Hornets e New York Knicks. I padroni di casa, con una positiva fase centrale del match, toccano varie volte nel terzo periodo il +15; i Knicks, però, hanno il merito di non mollare e, ad inizio quarto periodo, passano anche avanti (97-96 a 8’27” dalla conclusione). Il finale è punto a punto, e a mandare le due squadre al prolungamento è una tripla di Kemba Walker a 21.5″ dalla sirena (117-117). Nell’overtime è sempre Walker il grande protagonista, spingendo gli Hornets alla vittoria con 11 dei suoi 31 punti totali (con in aggiunta 7 assist). Bene anche Howard (23+13 rimbalzi) e in generale tutta Charlotte, con sette giocatori in doppia cifra. A New York non bastano un ispiratissimo Burke (42+12 assist) e Beasley (27+8 rimbalzi).

Infine, alla Little Caesars Arena di Detroit, i Pistons la spuntano sui Los Angeles Lakers. La sfida, a lungo equilibrata, viene indirizzata a proprio favore dai padroni di casa grazie ad un break di 3-12 piazzato dai -8′ ai -3′ dal termine, valso un +12 Pistons non più recuperato dagli ospiti. Reggie Jackson è il top-scorer per Detroit (20 con 9/22 dal campo), supportato da Bullock (16) e da Drummond (15+18 rimbalzi); nei Lakers, i migliori sono Randle (23+11 rimbalzi) e Kuzma (20+11 rimbalzi).

Di seguito, il riepilogo della notte: 

NEW YORK KNICKS (27-48) @ CHARLOTTE HORNETS (34-41) 128-137 OT

LOS ANGELES LAKERS (32-41) @ DETROIT PISTONS (34-40) 106-112

DENVER NUGGETS (40-34) @ PHILADELPHIA 76ERS (43-30) 104-123

MEMPHIS GRIZZLIES (20-54) @ MINNESOTA TIMBERWOLVES (42-33) 101-93

BOSTON CELTICS (51-23) @ PHOENIX SUNS (19-56) 102-94

*Tra parentesi, i record delle varie squadre.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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