MotoGP 2018 GP Germania, Analisi – Marquez suona la nona al Sachsenring

Non serviva essere Nostradamus per predire un Marc Marquez per l’ennesima volta trionfatore al Sachsenring (per la precisione la nona di fila dal 2010). Il nativo di Cervera ha fatto sua la 66.esima vittoria in carriera (quinta stagionale), operando il sorpasso decisivo su Jorge Lorenzo praticamente a metà gara, per poi rintuzzare il tentativo di rientro di Valentino Rossi con una serie di giri veloci. A proposito di Rossi e della Yamaha, la Casa di Iwata conferma dei segnali di ripresa, portando entrambe le M1 sul podio, grazie anche al 3° posto di Maverick Vinales. Delusione di giornata la Ducati, il cui miglior rappresentante è stato Danilo Petrucci, subito ai piedi del podio, mentre Lorenzo ed Andrea Dovizioso non sono andati oltre il 6° ed il 7° posto. Un Marquez che si presenta alla pausa estiva forte di 46 punti di margine sul Dottore. In Moto2, prima vittoria per Brad Binder, mentre Francesco Bagnaia recrimina per un errore di Mattia Pasini, a causa del quale finisce praticamente in fondo, risalendo poi fino alla 12.esima posizione. Ma Miguel Oliveira, ieri 4°, si avvicina nuovamente. In Moto3, infine, bella vittoria di Jorge Martin, davanti al nostro Marco Bezzecchi e a John McPhee.

Il podio del Gran Premio di Germania 2018, classe MotoGP (foto da: twitter.com/MotoGP)

HONDA: IL ‘KING OF THE RING‘ E’ SEMPRE E SOLO MARQUEZ

E sono nove. In Sassonia il trono resta proprietà esclusiva di Marc Marquez, che vince con tanto di giro record, dopo aver fatto segnare di un soffio la pole sabato, e prende (definitivamente?) il largo in classifica. Un dominio che si appresta a diventare incontrastato, anche perché si rincorrono le voci nel paddock che parlano di un Sachsenring in uscita dal calendario a partire dalla prossima stagione (rientra il Nurburgring?). La gara di ieri è stata l’ennesimo sfoggio della forza soverchiante del Cabroncito sul resto della compagnia, ben coadiuvato da una Honda che funziona praticamente solo nelle sue mani, visto quel che succede agli altri che cavalcano una RC213V, e non solo in Germania. Pedrosa chiude 8° a 12 secondi dal compagno di box, Stefan Bradl (sostituto in questo appuntamento dell’ancor dolorante Franco Morbidelli) e Thomas Luthi rispettivamente 16° e 17°. Cal Crutchlow e Takaaki Nakagami finiscono per terra; un grosso peccato soprattutto per l’inglese, che aveva alla portata un piazzamento in top-5.

Nona vittoria consecutiva al Sachsenring per Marc Marquez (foto da: motogp.com)

Ma torniamo a Marquez. Lo spagnolo mette perfettamente in pratica il suo piano gara, che prevedeva una gara suddivisa in tre tronconi. E così, forte di una scelta con Hard all’anteriore e Soft al posteriore, nella prima fase Marc controlla la situazione, dopo essersi ritrovato 3° dopo una partenza non indimenticabile; spinge giusto quando Lorenzo sembra poter allungare, liberandosi di Petrucci alla prima staccata (5° giro) e ricucendo in breve sul connazionale. Marc conquista il comando al giro 14, quando all’ultima curva si disfa di Lorenzo. Un primo allungo viene quasi annullato da un Rossi molto in palla; poi il nativo di Cervera decide di rompere gli indugi seriamente e, con una serie di giri record, crea un cuscinetto di secondi per poter poi gestire in tranquillità i passaggi conclusivi. Una vittoria davvero importante per il #93, che va in vacanza forte di un solido +46 su Valentino (165 a 119), il suo inseguitore più prossimo. 

YAMAHA: ROSSI E VINALES PER LA PRIMA VOLTA NEL 2018 INSIEME SUL PODIO

Gran Premio di Germania positivo per la Yamaha, che porta sul podio entrambi i suoi piloti ufficiali. Ancora una volta da rimarcare è la prestazione di Valentino Rossi, 2° al traguardo (miglior risultato stagionale) e al quinto podio del 2018 (#232 in carriera, #196 in top class). Dopo aver scelto all’ultimo momento di montare una doppia Medium, Valentino parte bene dalla sesta casella, ritrovandosi subito 4°. Primi giri di studio, per poi affondare il primo colpo ai danni del Petrux (giro 9); sei tornate dopo, sfruttando un errore di Lorenzo in curva 9, il campione di Tavullia si prende anche la 2° posizione, resistendo poi ad un paio di assalti dell’ex compagno di squadra.

Il box Yamaha festeggia il doppio podio centrato in Germania da Valentino Rossi e da Maverick Vinales (foto da: twitter.com/MotoGP)

Contrariamente a quanto temuto alla vigilia, la M1 è competitiva anche sulla distanza, reggendo abbastanza bene anche dal punto di vista della gestione degli pneumatici. Ciò consente a Rossi di spingere, riducendo il gap da Marquez fino al mezzo secondo. Purtroppo, quando sembra potersi concretizzare l’aggancio, lo spagnolo cambia ritmo, distanziando definitivamente il rivale, che deve accontentarsi della piazza d’onore. Gara potremmo dire ‘solita’ per Maverick Vinales (Medium-Soft la sua scelta). Nonostante una partenza meno tragica del solito, i primi giri sono comunque di sofferenza, vedendo lo spagnolo retrocedere fino alla 7° posizione, arrancando nei giri successivi, ingaggiato in battaglia anche da Bautista.

Come spesso gli succede, una volta scollinata metà gara la situazione cambia. Vinales prende a girar forte, quasi quanto Marquez, recuperando man mano terreno. Con la caduta di Crutchlow, Maverick ha gioco abbastanza facile nel disfarsi di Bautista prima, del Dovi e di Lorenzo poi, andando all’assalto del gradino più basso del podio, occupato da Petrucci. L’assalto si concretizza a favore dello spagnolo a metà penultimo giro, garantendogli il 3° posto. Il Sachsenring, pista notoriamente alquanto ostica per la Casa di Iwata, ha invece mostrato stavolta che in Yamaha qualche passo in avanti è stato compiuto. Certo, per essere davvero competitivi e giocarsela alla pari con Marquez ce ne vuole ancora. Il compito per i giapponesi è quello di sfruttare la sosta e migliorare l’elettronica della M1, in modo da consegnare nelle mani di Vale e Maverick, da Brno in poi, una moto che consenta loro di fare quel che sanno.

DELUSIONE DUCATI: IL PETRUX SFIORA IL PODIO. JORGE E IL DOVI ALZANO BANDIERA BIANCA IN OTTICA IRIDATA

E’ vero che mancano ancora 10 gare su 19 e che, così come alla Yamaha, anche alla Ducati la sosta non potrà che far bene. Ma l’esito del Gran Premio di Germania sa tanto di resa (molto) anticipata dei ducatisti riguardo a qualsiasi velleità di titolo mondiale. Al Sachsenring, delle tre GP18 ufficiali la migliore è stata la Pramac #9 di Danilo Petrucci che, dopo una gran qualifica (pole sfuggitagli per soli 25 millesimi), si è ben comportato anche in gara, pur con il rammarico di un podio solo sfiorato, fregato negli ultimi chilometri da un Vinales in condizioni migliori con le gomme. Un Petrux che non le ha mandate a dire nei riguardi di Jorge Lorenzo, autore di una chiusura ‘un pò così’, dopo uno dei tanti lunghi fatti in curva 1, soprattutto nella seconda metà di gara.

Danilo Petrucci, durante la gara di ieri in Germania. Il pilota ternano è stato il miglior ducatista, chiudendo 4° (foto da: motogp.com)

A proposito di Lorenzo. La domenica del maiorchino lo ha visto provare il suo copione abituale, fatto di partenza a fionda e prima parte di gara al comando a fare ritmo, nella speranza di creare un gap apprezzabile sugli inseguitori (Marquez in primis ovviamente) e che le prestazioni delle Michelin non degradino troppo. Il giochetto, purtroppo per lui, non ha funzionato, visto che Marquez lo ha freddato quasi a metà gara, seguito poi da Rossi. Con il posteriore sempre più in difficoltà, poco ha potuto Jorge negli ultimi giri, passato prima da Petrucci, poi da Vinales ed infine da Bautista, per un 6° posto che non può soddisfare. Ancora peggio, se possibile, è andata ad Andrea Dovizioso (7°). Pur titolare di un passo veloce e consistente, stando a quanto visto nelle libere, il forlivese non è mai stato tra i protagonisti al Sachsenring. Sempre ai margini del gruppetto di inseguitori, nella fase conclusiva Andrea ha visto i tempi crollare, finendo a 7.9 secondi da Marquez, sempre più lontano in classifica, pagando l’italiano 77 punti di svantaggio (-80 per Jorge). Decisamente troppi…

GLI ALTRI: APPLAUSI PER BAUTISTA. ZARCO SOFFRE ANCORA, IANNONE SFORTUNATO

La sorpresa del Gran Premio di Germania è stata senza dubbio Alvaro Bautista (5°). In sella alla Ducati del team Angel Nieto, il 33enne spagnolo ha condotto una gara attenta e propositiva allo stesso tempo, reggendo benissimo il ritmo di piloti in sella a moto ben più titolate ed aggiornate della sua, riuscendo poi a togliersi la soddisfazione di infilare le due Ducati ufficiali, cogliendo il suo miglior piazzamento stagionale. Continua a faticare, invece, Johann Zarco. Anche se il 9° posto gli permette di restare nelle zone alte della classifica, a pari merito con Dovizioso a quota 88, è indubbia l’involuzione che ha subito il pilota francese, dopo un brillante avvio di stagione. Zarco ha preceduto di circa 7 secondi Bradley Smith, bravo a cogliere il miglior piazzamento stagionale per sé e per la KTM, per la prima volta nel 2018 in top-10.

Gran gara al Sachsenring per Alvaro Bautista, migliore dei non ufficiali con un ottimo 5° posto (foto da: motogp.com)

Prova discreta per il malese del Tech 3, Hafizh Syahrin (11°), che batte in volata un Andrea Iannone (12°) sfortunato come la Suzuki. Il pilota di Vasto ha pagato caro l’entrataccia di Pol Espargaro in curva 3, finendo larghissimo nella ghiaia e perdendo svariate posizioni; stessa sorte è toccata a Jack Miller (poi 14°), mentre peggio è andata ad Alex Rins, finito a terra con il connazionale della KTM. La zona punti è stata completata da Tito Rabat (13°) e da Scott Redding (15°), in sella all’unica Aprilia scesa in pista. Aleix Espargaro, dopo la brutta caduta nel warm-up, è ancora in osservazione presso l’ospedale di Chemnitz. Gli sono stati diagnosticati un trauma toracico e un brutto colpo alla milza.

MOTO2: FINALMENTE BINDER! PRIMO PODIO PER MARINI. PASINI SBAGLIA, BAGNAIA PAGA, OLIVEIRA RINGRAZIA

Gara molto particolare, quella vissuta dalla Middle Class in Germania. La vittoria, prima di categoria, è andata al sudafricano Brad Binder, in sella alla KTM. Il Campione Moto3 del 2016 la spunta d’autorità, dopo aver passato nel corso dello stesso giro, il 9°, Joan Mir e Luca Marini, rispettivamente secondo e terzo. Per lo spagnolo si tratta del miglior risultato in Moto2, così come per il fratellastro di Valentino è il primo podio in assoluto nel Motomondiale. Il risultato di Marini salva parzialmente una domenica per il resto da buttare per i colori azzurri. Partiamo da Francesco Bagnaia e Mattia Pasini. In uscita dall’ultima curva, mentre lottavano per la 2° posizione alle spalle di Marini, il Paso scivola e porta nella via di fuga Bagnaia, che riesce miracolosamente a restare in piedi, pur ripartendo 27° e risalendo a fatica fino alla 12° posizione. Ringrazia Miguel Oliveira, 4° al traguardo e adesso a -7 dal rivale (141 a 148). L’ecatombe di italiani è proseguita con le cadute di Andrea Locatelli nello stesso giro di Pasini e di Lorenzo Baldassarri una tornata dopo; ko anche Stefano Manzi, a 7 giri dalla fine. Tornando all’ordine d’arrivo, Sam Lowes è giunto 5°, davanti al pilota di casa Marcel Schrotter, a Xavi Vierge, Simone Corsi (8°), Fabio Quartararo e Jorge Navarro, che completa i primi 10. Gara negativa anche per Alex Marquez, appena 13°. Niente punti per Romano Fenati (16°) e Federico Fuligni (23°).

Prima vittoria in Moto2 per Brad Binder, Campione della classe Moto3 nel 2016 (foto da: motogp.com)

 

MOTO3: MARTIN DETTA LEGGE, BEZZECCHI TIENE BOTTA. MALE DI GIANNANTONIO E BASTIANINI

Se si esclude l’Argentina, quando Jorge Martin vede la bandiera scacchi la vittoria è pressoché assicurata. Per la quinta volta su sei arrivi, infatti, il pilota spagnolo batte tutti gli avversari ed ottiene un successo importante, che gli permette di consolidare la sua leadership in classifica. Al Sachsenring, il pilota del team Del Conca Gresini ha comandato per gran parte della gara, provando varie volte ad allungare, riuscendoci nell’ultima part. Unico brivido, la toccata al posteriore da parte di Fabio Di Giannantonio ai -12, che cadendo per poco non spingeva in terra anche il compagno di box. Si rialza Marco Bezzecchi, che la spunta nella volata per il 2° posto con lo scozzese John McPhee (primo podio del 2018) e gli spagnoli Marcos Ramirez ed Aron Canet, rispettivamente 4° e 5°. A seguire, ecco Jaume Masià, Jakub Kornfeil, Phillip Oettl, Raul Fernandez e Ayumu Sasaki, 10°. Punti per Andrea Migno, Lorenzo Dalla Porta e Nicolò Bulega, classificati dalla 12° alla 14° posizione. Niente da fare per i vari Niccolò Antonelli (16°), Tony Arbolino (17°), Dennis Foggia (19°) e Stefano Nepa (21°). Oltre a Di Giannantonio, è caduto anche Enea Bastianini. In classifica, Martin allunga sul +7 ai danni di Bezzecchi (130 a 123); più staccati Canet (-38), Di Giannantonio (-39) e Bastianini (-46).

La felicità di Jorge Martin sul podio del Sachsenring. Lo spagnolo ha centrato la quinta vittoria stagionale (foto da: twitter.com/MotoGP)

Il Motomondiale comincia la sua pausa estiva, che si protrarrà fino al weekend del 3-5 agosto, quando il circuito di Brno ospiterà il Gran Premio di Repubblica Ceca, decima prova e giro di boa della stagione.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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