Mondiale F1 2020: Ipotesi 15-18 GP da giugno a dicembre

Un’immagine del GP di Melbourne, quello che avrebbe dovuto aprire la stagione. Fonte:Twitter ufficiale FIA

Il Mondiale di F1 2020 , per dirla alla Don Abbondio, s’ha da fare o non s’ha da fare? Purtroppo la pandemia del Coronavirus che ha colpito il mondo intero ha portato con sè innumerevoli contrattempi anche al mondo dello sport. Infatti, attualmente è tutto fermo, in attesa che la situazione di emergenza finalmente diventi solo un ricordo ed il mondo ricominci a vivere. La F1, comunque, non molla e Chase Carey propone una nuova ipotesi di Campionato. Vediamo quale.

Mondiale F1 2020: da giugno a dicembre

Chase Carey cerca di fugare ogni dubbio sulla possibile cancellazione definitiva del Campionato di Formula 1. Il boss di FIA e Liberty Media, infatti, fa fronte ai continui spostamenti e cancellazioni dei Gran Premi con una nuova idea.

La nuova ipotesi di Mondiale è semplice e azzardata al contempo. Non tutti i Gran Premi, ma il maggior numero possibile, ovvero fra i 15 ed i 18 appuntamenti da tenere fra giugno e dicembre. Questo comporterebbe ovviamente l’eliminazione del mese “sabbatico” di agosto, poichè la pausa estiva è già stata anticipata ad ora e un allungamento del periodo di gare fino ad oltre il 29 novembre, la data originaria di chiusura campionato.

“Non possiamo fare altrimenti, se vogliamo disputare questo Mondiale. Con il congelamento delle norme tecniche del 2021 e la pausa estiva anticipata, sfrutteremo lo spazio “libero” per aggiungere qualche gara“- ha annunciato Carey, il quale da uno sguardo anche alle nuove tecnologie.

“Ci si presenta , inoltre, l’occasione per sfruttare le nuove tecnologie. Vorremmo dare uno sguardo più da vicino a Netflix con “Drive To Survive” e l’e-racing. Sperimentiamo.”– ha detto il leader di Liberty Media.

Uno spostamento del Mondiale permetterebbe certamente di avere finalmente l’infausta stagione 2020- Coronavirus permettendo- ma lascerebbe anche meno spazio fra questa e la stagione 2021. Come si suol dire, un problema alla volta.