Milan, calciomercato estate 2019: tabellone trasferimenti con acquisti, cessioni, rosa aggiornata e undici titolare: mercato sufficiente, ma quant’è lunga la strada verso il ritorno!

E’ stata una sessione di mercato lunga, difficoltosa e piena di insidie per il Milan, che ha cercato di colmare le lacune tattiche e numeriche per consegnare al nuovo mister una rosa adeguata ai suoi schemi. L’impresa non è stata colmata del tutto a causa delle difficoltà nelle cessioni. Suso e Castillejo sono rimasti in rosa anche e soprattutto per gli ingaggi pesantissimi e poco in linea con lo scarso rendimento avuto, ma nel caso del numero 8 c’è stato anche il veto di Marco Giampaolo in persona; un veto tra virgolette perché potrebbe essere anche stata una strategia societaria, quella di elogiarlo, per far alzare il prezzo. Ma quasi nessuno si è fatto avanti, Roma a parte, e comunque senza portare quanto richiesto e proponendo contropartite altrettanto inadeguate.

Su Castillejo stendiamo un velo pietoso: era stata la mazzetta necessaria a sbloccare la cessione di Bacca e si è rivelato un peso anche per l’assenza di sostituti adatti a centrocampo. Apparentemente dolorosa la cessione di Cutrone, volato al Wolverhampton per una ventina di milioni circa e rimpianto solo da una parte della tifoseria. Cutrone ci metteva grinta, è vero, ma ora non basta più solo quella. E di gente alla Inzaghi non ce ne sarà per molto tempo ancora.

Via, infine, Montolivo, Bertolacci, Abate e José Mauri, simboli negativi di un Milan in crisi da troppo tempo. Nessuno di loro ha trovato un’altra sistemazione, per fortuna. Anche Zapata ha lasciato, ma del colombiano resterà per sempre il ricordo del gol del 2-2 nel derby pasquale del 2017, ma la sua discontinuità era visibile e sono stati più i disastri che i recuperi difensivi.

Gli arrivi sono stati pochi, ma funzionali: Bennacer e Krunic sono retrocessi con l’Empoli, ma hanno mostrato grande qualità in termini di dinamismo e concretezza e potranno rivelarsi utili alla causa. Theo Hernandez, terzino sinistro francese proveniente dal Real Madrid e fratello minore dell’omologo del Bayern Monaco Lucas, è stato preso in previsione delle cessioni di Laxalt e Strinic (il primo è andato al Torino e il secondo ha rescisso) così da dare al tecnico un giocatore maggiormente dinamico di Rodriguez.

In difesa, dopo l’addio di Zapata, è arrivato Duarte dal Flamengo; come sostenuto da alcuni esperti di calcio brasiliano, si tratta di un normale difensore centrale. Si tratta, dunque, di un acquisto tutt’altro che oneroso, 11 milioni, per completare numericamente il reparto.

Successivamente si è passati a due ruoli cruciali quali il trequartista e la seconda punta, ma ogni trattativa è stata frenata, come accennato, dalla decisione di usare Suso dietro le punte, sia per il presunto “innamoramento” di Giampaolo sia per l’effettiva impossibilità di cederlo viste le offerte insoddisfacenti, o meglio l’offerta insoddisfacente della Roma che proponeva in cambio Nzonzi. Alla fine Suso è rimasto confermando di non essere tagliato per quel ruolo.

La ricerca della seconda punta è stata ancor di più un tormento: individuato il profilo giusto, Angel Correa, che poteva essere anche un buon trequartista, si è cercato in ogni modo di portarlo via dall’Atletico Madrid offrendo non più di 30-35 milioni più bonus a fronte dei 50 richiesti dagli spagnoli. Un mese di travaglio non è servito a nulla, anche per via dell’assurdo teatrino relativo alla cessione di André Silva, proposto a mezza Europa e scartato per tirchieria (se non peggio) dal Monaco durante le visite mediche per presunti problemi fisici mai avuti.

Alla fine si è dovuto imbastire un veloce scambio con i tedeschi dell’Eintracht Francoforte che ha portato a Milano il croato Ante Rebic; clamorosa la fake news relativa a nuovi problemi fisici che avrebbero bloccato il tutto, un’idiozia smentita anche dal fatto che il portoghese aveva regolarmente giocato il giorno prima in campionato.

Infine, la stampa: un autentico massacro di notizie false e nomi mai trattati, circa 160, si è abbattuto sulla società rossonera, da anni massacrata ingiustamente da una pletora di imbecilli chissà perché così rancorosi. Il sogno è di mettergliela in quel posto senza vaselina una volta ricominciati i trionfi.

Portieri: Antonio Donnarumma (ITA), Gianluigi Donnarumma (ITA), Andreas Kristoffer Jungdal (FIN), José Manuel Reina (SPA)

Difensori: Davide Calabria (ITA), Mattia Caldara (ITA), Andrea Conti (ITA), Leó Duarte (BRA), Matteo Gabbia (ITA), Theo Hernandez (SPA), Matteo Musacchio (ARG), Ricardo Rodríguez (SVI), Alessio Romagnoli (ITA)

Centrocampisti: Ismael Bennacer (ALG), Lucas Biglia (ARG), Giacomo Bonaventura (ITA), Marco Brescianini (ITA), Hakan Calhanoglu (TUR), Andrea Capone (ITA), Franck Kessié (CDA), Rade Krunic (BOS), Antonio Mionic (CRO), Lucas Paquetá (BRA), Alessandro Sala (ITA)

Attaccanti: Fabio Borini (ITA), Samuel Castillejo (SPA), Rafael Leão (POR), Daniel Maldini (ITA), Krzysztof Piatek (POL), Ante Rebic (CRO), Fernández Suso (SPA)

Acquisti: Krunic e Bennacer (Empoli), Theo Hernandez (Real Madrid), Duarte (Flamengo), Leao (Lille), Rebic (Eintracht Francoforte)

Cessioni: Cutrone (Wolverhampton), Laxalt (Torino), Simic (Hajduk Spalato), Djalò (Lille), Plizzari (Livorno), André Silva (Eintracht Francoforte)

MILAN (4-2-3-1): Donnarumma; Calabria, Musacchio, Romagnoli, THEO HERNANDEZ; Kessié, BENNACER; REBIC, Paquetà, Calhanoglu; Piatek. Allenatore: Giampaolo (nuovo)

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Ludovico Maiorana

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Sono Ludovico Maiorana, ho 28 anni e sono di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono laureando in Scienze Storiche e scrivo per Stadiosport.it.
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