È morto Max Mosley, il capo della FIA

Max Mosley, 81 anni compiuti lo scorso 13 aprile, è morto oggi a Londra. Ne ha dato l’annuncio per prima la stampa inglese. Una figura di spicco dell’universo automobilistico, controversa e ricca di ambiguità nella sua vita privata.

Di lui si dice abbia costruito un’immagine della Formula 1 patinata e ricca di glamour. Autore assieme a Bernie Ecclestone della fortuna del mondo degli sport a motori.

Figlio di un fascita come Oswald Mosley, il quale fondò e successivamente guidò l’Unione britannica dei fascisti agli inizi degli anni quaranta. Fu così fedele alla causa del nazismo che lo stesso Hitler partecipò al matrimonio organizzato dai suoi genitori.

Si può ben comprendere come la carriera del giovane Max sia da sempre stata oscurata da una figura così ingombrante da un punto di vista politico. Non senza qualche fatica riuscì a costruirsi una strada tutta sua dopo la laurea.

Iniziò a lavorare per un’azienda britannica che costruiva vetture da competizione. Il suo nome era la March Engineering. Un primo e vero contratto che riusciì a farlo evadere dalla figura mastodontica e pressante del padre.

Max Mosley inventò insieme ad Ecclestone, Frank Williams e Ken Tyrrell la FOCA

Il suo vero colpo da maestro, però, rimase la creazione di una associazione all’interno della FIA (Federazione internazionale dell’Automobile). Lo scopo di questo ente era quello di aumentare la visibilità e di conseguenza i ricavi del mondo delle corse automobilistiche.

Di conseguenza, nel 1981, creò il cosiddetto Patto della Concordia, nel quale stabilì l’entità dell’impatto economico e commerciale dello sport. In pratica fu uno dei pionieri della strutturazione aziendale di oggi, come è avvenuto nel calcio.

Nel 1991, dieci anni dopo, comincia ad entrare a piccoli passi nel mondo della Formula 1 non da pilota ma da amministratore. Riuscì a diventare Presidente della FIA nel 1997 e ne rimase alla guida per ben dodici anni, fino al 2009.

Max Mosley coinvolto in uno scandalo sessuale nel 2009

Quest’ultima data è molto importante per la sua carriera. Infatti si è da poco scoperto lati nascosti e pericolosi della sua personalità. Immagini pubblicate dal giornale News of the World lo ritraggono in un’orgia in cui si esibiva e veniva preso a frustate da un gruppo di prostitute in uniforme nazista.

Questa novità non perturbò più di tanto la sua sicurezza. Continuò a rimanere in carica fino a quando cedette il posto all’ex amministratore delegato e team principal della Ferrari Jean Todt.

Mosley non nascose questi episodi, ma rilanciò il tema della segretezza della vita privata, proprio in un comunicato stampa emanato in quei giorni:

“Molte persone nel segreto delle proprie stanze coltivano abitudini che altri possono considerare riprovevoli. Ma se ciò si limita all’ambito privato non dovrebbe suscitare l’interesse di nessuno”

Nello stesso anno, il 2009, fu sconvolto dalla notizia della morte del figlio per un’overdose, trovato esanime nella sua abitazione di Londra.

Di lui sono ricordate le grandi abilità commerciali, ma non solo. Riuscì anche ad assicurarsi che le vetture costruite fossero al massimo grado di sicurezza.

Una figura controversa, che ha lasciato un segno importante per la Formula 1. Mosley ha cercato di esprimere il meglio delle sue capacità per favorire l’emersione del mondo automobilistico. Lui si preoccupava di costruirne un’immagine vincente e di fascino per tutti gli sportivi del globo.

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Lorenzo Carrega

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Giornalista Pubblicista. Esperienze in ambito giornalistico locale, non solo di sport, ma anche di cultura e tempo libero. La scrittura è la mia passione
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