Lazio-Roma, Fonseca: “Mancini e Zappacosta possono giocare. Lazio favorita? Vale il campo”

Si è da poco conclusa la conferenza stampa di Paulo Fonseca in vista della stracittadina che si giocherà allo Stadio Olimpico domani alle ore 18.

La prima domanda a cui il mister portoghese ha risposto ai giornalisti presenti in sala stampa è stata quella relativa alle sensazioni che precedono il suo primo derby della Capitale: “So che è una partita molto speciale per la gente e molto sentita dai tifosi e anche dalla città, lo si percepisce anche passeggiando per strada. Sappiamo che vale tre punti, ma c’è un coinvolgimento maggiore. Sarà il primo di tanti derby, sono molto motivato e non vedo l’ora di giocarlo“.

Sulla probabile formazione che scenderà in campo domani pomeriggio: “Florenzi può giocare da esterno alto, è un’ipotesi che sto considerando. Ci abbiamo lavorato e vedremo se opterò per questa possibilità. Mancini e Zappacosta sono due giocatori pronti. Potrebbero giocare ma non lo dirò oggi, lo scoprirete domani. Smalling è convocato e anche Veretout è pronto e potrebbe giocare. Ma lo scoprirete domani. Gli unici indisponibili sono Spinazzola e Perotti“.

Domanda rivelatrice quella sulle sue idee di gioco, già messe in luce contro il Genoa, ma che l’allenatore giallorosso è pronto a rivedere e a modellare in base agli avversari che si troverà di fronte, senza però snaturare la sua filosofia di gioco: “Io sono flessibile, non sono un dogmatico e l’ho dimostrato in passato. In ogni caso credo in una identità di gioco e voglio perseguirla. Ma se sarà necessario mettere un difensore al posto di un attaccante per portare a casa il risultato non esiterò a farlo“.

Un derby nel quale la sua squadra parte sfavorita secondo i pronostici, al netto del pareggio casalingo col Genoa e della roboante vittoria in trasferta dei biancocelesti contro la Samp nella prima giornata di Campionato: “Sono solo parole, conta solo il campo. La Lazio è fortissima, ha grandi giocatori e un allenatore che guida la squadra da tempo, quindi ha meccanismi ben rodati. Ma i favoritismi non contano. Conta il campo e come si affronta la partita. Chi è favorito lo deve dimostrare in campo“.

Prima di terminare la conferenza un pensiero spontaneo rivolto a Luis Enrique dopo la tragedia personale che ha colpito l’allenatore spagnolo in settimana: “Vorrei rivolgere un pensiero a Luis Enrique che sta passando un momento difficile. Ci tenevo a mandargli un forte abbraccio da parte mia, del club e di tutto il gruppo di lavoro“.