F1, Stewart: “I piloti odierni rischiano perchè sono sicuri”

Sir jackie Stewart negli anni ’70

Capita sovente di sentire paragoni fra i piloti di oggi e quelli di “una volta” ma capita molto più di rado che a farne sia Sir Jackie Stewart.

La leggenda scozzese si è distinta da sempre per la profonda influenza che riusciva ad avere sia in pista che fuori. Vincente in pista e carismatico nel paddock, lo scozzese si è costantemente preoccupato proprio per la sicurezza dei circuiti. Fu proprio lui a puntare il dito contro il Nordschleife del Nurburgring, considerandolo troppo rischioso.

Stewart ammonisce i piloti

Di recente Sir Stewart ha detto che i piloti di oggi sembrano troppo sconsiderati del rischio, in quanto sanno, innanzitutto di essere al sicuro. Una consapevolezza del genere ha completamente capovolto lo stile di guida rispetto al suo passato, quando i piloti rischiavano la vita ogni volta che salivano in macchina e di conseguenza erano ben più restii a prendere dei rischi ulteriori, soprattutto inutili.

Se qualcuno si comportava male l’associazione dei piloti alla gara successiva lo faceva andare davanti a tutti e gli faceva un cazziatone tale che non avrebbe mai più provato a fare nulla di simile. Era una penalità molto più severa per tutti– ha ricordato lo scozzese.

Stewart poi afferma con sicurezza anche che in effetti, ad oggi accadono molti più incidenti di quelli che c’erano una volta, proprio in virtù del fatto che i piloti si sentono protetti e quindi si tuffano in duelli improbabili e pericolosi. Uno dei peggiori, per esempio, è datato 2016, quando gli allora compagni di squadra Nico Rosberg e Lewis Hamilton erano entrambi in lizza per il titolo e si davano una lotta spietata. Una volta, infatti, ricordiamo che si scontrarono perchè entrambi non volevano cedere il passo all’altro e si buttarono a vicenda fuori pista.

La gente oggi si prende certe libertà che noi invece non avremmo mai potuto permetterci e che infatti non abbiamo mai fatto. Sapete perchè si prendono quei rischi ? Perché sanno che c’è maggiore sicurezza. Quelle libertà che loro si prendono noi prima non le avremmo mai viste. Le monoposto, inoltre, erano più fragili e i cockpit non erano così robusti”.

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Silvia Giorgi

Informazioni sull'autore
Classe 1990, mi sono laureata in Lingue a Bari (ne parlo 4) e appassionata di sport da sempre (ho fatto equitazione per un bel po'). Sin da bambina ho sempre avuto il sogno di diventare una giornalista sportiva. Gli sport che amo di più sono equitazione, pattinaggio su ghiaccio e il motorsport a 360 gradi. Il mio preferito? La Formula 1, ovviamente.
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