F1, Rosberg:”A un 2020 incredibile servono almeno 16 GP”

Il campione del mondo 2016 ha ora un suo blog. Fonte: Twitter ufficiale Nico Rosberg

Anche Nico Rosberg è preoccupato per il Mondiale di F1 2020. Il Campione del Mondo 2016, infatti, ha fatto qualche conto ed ha calcolato quello che secondo lui è il “numero perfetto” di Gran Premi in una situazione così delicata.

L’emergenza Coronavirus, infatti, continua a fare impazzire Liberty Media, F1 ed organizzatori dei singoli eventi sportivi. Il Covid-19, infatti, sarebbe già dovuto essere sparito a questo punto ma al contrario sembra impossibile, o quantomeno complicato, fissare una data in cui la vita possa riprendere a fluire normalmente. Questo comporta un’ombra di incertezza che è calata anche sulla Formula 1. Un disastro che sta portando con sè ingenti conseguenze economiche e gare spostate di continuo, quasi fosse un gioco di pessimo gusto.

Rosberg: “Per un Mondiale di F1 interessante ci vogliono 16 gare”

Rosberg ha pensato che il giusto numero di gare che possa garantire un Campionato Mondiale equo ed interessante è 16.

“Secondo me è giusto organizzarsi per garantire un mondiale equo– ha detto Nico Rosberg, esprimendo il proprio parere in merito a come debba essere strutturato il Mondiale del 2010 – La maniera migliore sarebbe garantire una doppia gara per almeno 8 weekend di fila. Così si raggiungerebbero 16 gare, un numero giusto di competizioni che non danneggino nessuno.”

Hamilton danneggiato?

La distanza del tempo a volte fa vedere le cose sotto una prospettiva diversa. Il pilota di origini finlandesi, infatti, ha di recente ammesso che il suo compagno di squadra Lewis Hamilton, nonchè avversario più agguerrito, possedeva più talento di lui. Inoltre, Rosberg è convinto che meno gare ci sono nel 2020 e più Hamilton sarebbe danneggiato.

Una stagione con poche gare andrebbe a danneggiare Lewis- ha affermato l’ex pilota – perchè basta che il favorito abbia una serie di brutte gare ed ecco che il mondiale prenderebbe una brutta piega. Non è un bene per il campionato. Bisogna cercare di creare una stagione più normale possibile. Prendiamo i ciclisti, ad esempio. Loro possono allenarsi al coperto mentre i piloti questo non lo possono fare. é necessario creare le stesse condizioni per tutti, eliminando la sfortuna.”