F1, nasce “Project Pitlane”: sette team fanno respiratori

“The Pitlane Project” produce ventilatori. Fonte: F1.com

F1- Sette team uniti contro la pandemia del Coronavirus: nasce il “Project Pitlane“. Sappiamo bene che le fabbriche automobilistiche delle squadre di Formula 1 sono attualmente in “pausa estiva” a causa del Covid-19. La speranza di FIA e Liberty Media, infatti, è quella di poter creare un calendario di gare ex-novo che possa sfruttare il mese di agosto. Le scuderie, però, non sono rimaste con le mani in mano ed hanno, anzi, creato un progetto che possa aiutare la sanità mondiale, al collasso a causa del numero di casi in costante aumento su scala mondiale.

“Project Pitlane”: un aiuto dalla F1 inglese

Le scuderie che prendono parte al Campionato di Formula 1 hanno dimostrato di non essere solo abili a creare delle monoposto miliardarie che sfruttano l’alta tecnologia per l’innovazione del mondo automotive. Oltre ai soldi, c’è dell’altro.

Il Coronavirus – noi italiani lo sappiamo fin troppo bene – ha indotto al collasso il sistema sanitario mondiale. Purtroppo, il numero di contagi è decisamente alto e quel che è peggio è continuo. Una pandemia, dal greco “pan-demos”, “tutto il popolo” per essere sconfitta ha bisogno del sostegno di tutti.

I sette team con sede nel Regno Unito hanno, quindi, messo insieme questo progetto, “Project Pitlane” per poter dare il proprio contributo ad un mondo sofferente. Questo progetto comporta che le fabbriche automobilistiche, come già accadde in tempi di guerra, smettono di produrre automobili e parti di esse per produrre altri beni di prima necessità. Nel caso specifico, i sette team, ovvero Aston Martin Red Bull Racing, BWT Racing Point F1 Team, Haas F1 Team, McLaren F1 Team, Mercedes-AMG Petronas F1 Team, Renault DP World F1 Team, ROKiT Williams Racing, produrranno dei respiratori. L’obiettivo dei team è produrne rapidamente ed in gran numero con le migliori tecnologie e supportate dai migliori ingegneri, naturalmente con supporto dei medici, per poter fare fronte ad una ancora impellente necessità.

Il focus del progetto è quindi essere veloci, efficienti e produrre in gran numero e le scuderie hanno già dichiarato che sono disponibili a dividersi le parti e a supportarsi per fornire un servizio più coeso ed efficace.

Ferrari: l’ottavo team

Anche in Italia la solidarietà scende in pole-position. Nonostante non faccia parte di questo progetto, anche la Ferrari ha lasciato perdere le auto per iniziare a produrre mascherine e sussidi sanitari per i medici. Inoltre, la famiglia Agnelli tramite le proprie associazioni ha devoluto una importante somma per la sanità pubblica. Anche nel campo della solidarietà molte scuderie sono scese in pista.