F1, paddock al sicuro: ecco come si farà

Fonte: Pinterest

La Formula 1 è pronta per iniziare, ovviamente mettendo al sicuro il proprio paddock. Il Coronavirus, infatti, nonostante lo stato di emergenza sembra che si stia abbassando, non è ancora scomparso purtroppo. Come dicono i Queen, però, “The show must go on”. In tutta sicurezza, però. A questo proposito, gli organizzatori del nostro sport e quelli del Circuito di Spielberg si sono affidati agli esperti. Vediamo cosa hanno pensato di attuare.

Paddock al sicuro

Sarà Spielberg ad aprire le danze della stagione 2020 di Formula 1. Attorno al primo Gran Premio, però, gravita una strana atmosfera, di attesa e timore, come quando hai appena scampato un pericolo e devi tornare nello stesso luogo. La decisione presa da commissari ed esperti, tuttavia, è stata univoca: ripartiamo, certo, ma in maniera accorta.

Come si fa a tenere al sicuro un paddock? Innanzitutto, eliminando il pubblico, certo, ma rimangono fra le mille e le duemila persone che fanno parte dello staff a girare all’interno del circuito. Gerard Saillan, il capo dei medici della commissione FIA ha studiato la situazione. Il piano è salvaguardare tutti tramite la più potente delle medicine: la prevenzione.

Nella “bolla”

Il primo punto da chiarire è chi può entrare. Sì a tecnici, ingegneri, commissari e allenatori dei piloti. Per quanto riguarda i giornalisti, invece, sembra che non sia possibile garantire l’accesso.

L’altro strumento che si userà sarà mantenere il distanziamento sociale: ogni posto sarà segnato da una specie di “bolla” a terra, un cerchio che contrassegna il punto in cui ogni individuo può rimanere. In questo modo, anche se si trovasse un positivo si limiterebbe di molto il rischio di contagio.

L’altra premura invece che è necessaria è applicare controlli sanitari costanti. Magari ogni due giorni. Il problema, però, è che si presentasse un positivo fra i meccanici, come è già accaduto a Melbourne per la McLaren, bisognerebbe controllare tutti i meccanici che hanno avuto contatti con lui e naturalmente sarà fatto tutto il possibile per evitare una situazione di quarantena come quella sofferta dal team di Woking.

L’ultima misura di cui ha parlato il Professore è la rotazione del personale. Cambiando spesso gente, infatti, si evita di esporre troppe persone al rischio di contagio, applicando il famoso scaglionamento. Per attuare questa misura c’è però bisogno di molto personale e molti fondi.

Bisogna cambiare il modo di pensare– ha detto Saillon- ma per fortuna le persone sono molto flessibili e si abituano in fretta a nuove situazioni, adattandosi. é necessario adattarsi ad un nuovo modo di fare le cose”.

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