F1, Magnussen sull’Halo: “Una Formula 1 non deve avere protezioni sull’abitacolo”

La modifica principale della stagione 2018 sulle monoposto, o quantomeno quella più chiacchierata, è sicuramente l’introduzione dell’Halo. Il dispositivo per la protezione della testa dei piloti, fortemente voluto dalla Federazione Internazionale, guidata da Jean Todt, non ha mai incontrato il favore dell’ambiente, soprattutto degli appassionati, fortemente critici su questa innovazione, voluta in nome della ‘sicurezza’.

Kevin Magnussen, durante i test di Barcellona. Il danese ha ancora una volta criticato l’Halo (foto da: autosport.pt)

Anche tra i piloti, a parte alcuni (Ricciardo, Alonso e l’ormai ex Massa su tutti), la maggior parte non ha visto di buon occhio l’Halo. Tra questi, Kevin Magnussen è stato certamente uno di quelli ad avere sempre una cattiva opinione di questo dispositivo e, in un’intervista a Motorsport.com, non ha fatto altro che confermare il suo punto di vista, sottolineando anche alcune delle problematiche che l’Halo causa o potrebbe causare.

Esteticamente è molto brutto, oltre che scomodo e molto fastidioso. E’ difficile entrare nell’abitacolo, così come uscirne, ed è diventato complicato anche inserire e rimuovere il volante“, sottolinea il pilota della Haas che però, in generale, sottolinea come l’Halo non crei grossi problemi in curva: “Una volta che entri in piega non da fastidio. Questo perché guardi alla destra o alla sinistra del pilone. Quindi non ci sono problemi per quel che riguarda la visibilità“.

Discorso diverso per i cambi di direzione e le variazioni altimetriche in determinate curve, nel qual caso, secondo Magnussen, i problemi potrebbero esserci eccome: “A mio parere, l’Halo può disturbare la visuale in caso di cambi di traiettoria, come nelle chicane. Questo perché devi spostare la visuale e ti ritrovi davanti il pilone. Inoltre, se ad esempio stai seguendo qualcuno all’Eau Rouge, non si potrà vedere se commetterà un errore nella parte più alta della curva. Questo perché ti trovi a metà altezza e, se malauguratamente dovesse andare in testacoda in quel punto, non riesci ad accorgerti se è andato a muro o meno. Lo stesso problema si potrà verificare anche alla prima curva ad Austin, visto che c’è anche lì una notevole elevazione del tracciato“.

Magnussen, infine, ribadisce la sua contrarietà a qualsiasi cosa che venga montata sull’abitacolo: “Per me, una vettura di Formula 1 è una monoposto con abitacolo aperto, senza alcuna protezione. Rispetto all’Halo, l’Aeroscreen è una soluzione più gradevole esteticamente, ma resto convinto del fatto che non ci debbano essere protezioni. Per me, la Formula 1 non ha fatto la scelta giusta“.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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