F1, Hamilton ammette: “Ho rallentato per evitare guai alla power unit”

Il weekend di Melbourne non ha riservato a Lewis Hamilton le soddisfazioni che si aspettava. In particolare, dopo la pole mostruosa del sabato, la sua 73.esima in carriera, tutti (o quasi) si aspettavano un britannico capace di fare un sol boccone degli avversari, Ferrari in primis, che lo seguivano in griglia, anche se a debita distanza.

Lewis Hamilton, secondo al termine del Gran Premio d’Australia di domenica (foto da: arabianbusiness.com)

In gara, come ben sappiamo, dopo un avvio tranquillo, con una gestione delle Ultrasoft tesa a tenere a bada, nei limiti del possibile, un comunque veloce Kimi Raikkonen, la Virtual Safety Car provocata dai problemi di fissaggio di una ruota della Haas di Romain Grosjean ha scompaginato le carte in tavola. All’improvviso, Hamilton si è visto sbucare la Rossa di Sebastian Vettel davanti, non capendo il come ed il perché.

A quel punto, furente, Hamilton è andato per una ventina di giri all’assalto del rivale, utilizzando per un bel pò di tornate anche le mappature più aggressive della power unit di Stoccarda. In particolare dopo il lungo alla Clark ai -10, dopo il quale Lewis ha recuperato 1.5 secondi in quattro giri. Ma non c’è stato nulla da fare. Hamilton non è riuscito ad azzardare nemmeno una manovra di disturbo, dovendo infine rallentare, a causa di vari warning sul surriscaldamento del suo propulsore.

A qualche giorno di distanza, raggiunto da Motorsport.com, Hamilton ha spiegato la sua versione: “Il motore si stava surriscaldando, e deve fare sette gare quest’anno. Io vorrei che ne facesse più che può” – ha detto Lewis – “Ero al limite, stavo spingendo forte. Allo stesso tempo ero nervoso, dato che speravo di non danneggiare il motore. Dopo l’errore fatto, ho spinto al massimo per provare a riprendere Vettel, ma non ci sono riuscito. Ho dato il 110% per provare a prendere quei 7 punti in più“.

Alla fine ho dovuto pensare a salvare il motore. E questo va contro il mio spirito e quello delle corse, perché io voglio correre sino all’ultimo centimetro della gara” – continua il nativo di Stevenage – “Il modo in cui è impostato questo sport non mi piace. Parlo ovviamente del risparmio di carburante e cose simili riguardo ai motori. Tutto questo non è bello per i tifosi che hanno visto la gara, perché probabilmente avrebbero voluto vedere una sfida vera sino al termine. Ma per quanto mi riguarda, la mia volontà è di finire la stagione con i tre motori che ho a disposizione. Non voglio assolutamente doverne utilizzare un quarto“.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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