F1 GP Germania 2019 – Anteprima ed Orari Diretta TV

Il Circus della Formula 1 si appresta a tornare in pista questo weekend, e lo farà con uno degli eventi classici del calendario iridato, ovvero il Gran Premio di Germania, prima parte del back-to-back che, insieme con il prossimo Gran Premio d’Ungheria, ci porterà alla pausa estiva. Il circuito di Hockenheim, lontano parente di quello ammirato fino al 2001, ospiterà la 64.esima edizione del GP teutonico valevole per il Mondiale. Una gara nella quale le Mercedes, e Lewis Hamilton in particolare, si candidano a fare per l’ennesima volta la parte del leone, con Valtteri Bottas al momento come unico vero rivale. Gara dai mille risvolti in casa Ferrari, e in particolare per Sebastian Vettel, che torna sul ‘luogo del delitto’, dove lo scorso anno commise un errore ferale, punto di partenza di una fase di grossa difficoltà dalla quale, a parte alcuni spunti, fatica ancora ad uscirne. Riflettori ovviamente anche su Charles Leclerc e Max Verstappen, pronti ad infiammare anche i tedeschi con i loro duelli in pista, che tanto hanno divertito in quel di Silverstone.

Vista dall’alto del circuito di Hockenheim, sede del Gran Premio di Germania (foto da: diablomotor.com)

F1 GP GERMANIA 2019: IL CIRCUITO DI HOCKENHEIM

Posto nelle vicinanze della cittadina di Hockenheim, nel Land del Baden-Württemberg, il circuito vede la luce nel 1932, utilizzando dei sentieri che si dipanavano nei boschi vicini, ai margini della Foresta Nera. La prima configurazione del tracciato aveva una forma vagamente triangolare, della lunghezza di 12.045 metri, mentre i primi lavori di rifacimento iniziarono nel 1938, portandolo ad avvicinarsi alla forma ovale più conosciuta. Il circuito moderno era velocissimo, composto prettamente da rettilinei e con poche curve lente di raccordo, della lunghezza di 7.725 metri. Il Motordrom, invece, venne realizzato a partire dal 1964, quando la neonata autostrada Mannheim-Walldorf andò ad attraversare il vecchio layout subito fuori l’abitato di Hockenheim. La nuova versione, inaugurata nel 1966 con il Gran Premio valevole per il Motomondiale, aveva una lunghezza di 6.768 metri; salvo qualche leggera modifica, questo layout verrà mantenuto fino ad inizio nuovo millennio.

Vista della tribuna principale di Hockenheim dal rettilineo di partenza (foto da: twitter.com)

Dopo l’incidente mortale che, nel 1968, si portò via Jim Clark, in vista della prima volta della Formula 1 nel 1970, vennero introdotte due varianti per rallentare la marcia delle monoposto. La prima, a metà tra la Nordkurve e la Ostkurve, venne piazzata proprio nel punto in cui si verificò l’incidente di Clark e a lui intitolata; l’altra, invece, a metà tra la Ostkurve e la curva che immette nel Motordrom, prima denominata Bremms Chikane poi Ayrton Senna Kurve. Nel 1980, in seguito all’incidente che risultò fatale a Patrick Depailler, nel corso di alcuni test privati Alfa Romeo, venne modificata anche la Ostkurve, la cui velocità d’ingresso venne rallentata con una variante fatta con pile di pneumatici; dal 1992, questa curva divenne a tutti gli effetti una variante (destra-sinistra-destra). Un circuito comunque iconico (6.825 metri di lunghezza), un vero Tempio della Velocità, che ha da subito catturato la fantasia di piloti ed appassionati.

Il layout attuale del circuito di Hockenheim, utilizzato a partire dal 2002 (foto da: statsf1.com)

Tutto ciò, purtroppo, s’interrompe ad inizio anni 2000. Quella del 2001 è infatti l’ultima a disputarsi sulla configurazione lunga; dal 2002, con l’intervento di Tilke, avviene uno stupro che ha pochi eguali nel mondo del Motorsport, creando un circuito asettico e senz’anima, della lunghezza di 4.574 metri, per 17 curve (11 a destra e 6 a sinistra). Al termine del rettilineo dei box i piloti affrontano la Nordkurve, piega a destra di medio-alta velocità, seguita da un ulteriore rettilineo che conduce alla decisa staccata della Einfahrt, formata da una doppia a destra e un cambio di direzione veloce a sinistra. In piena accelerazione ecco la Parabolika, velocissimo curvone a sinistra che conduce allo speed trap e alla violenta staccata dello Spitzkehre, lento e stretto tornantino destrorso. Un allungo conduce alla veloce curva 7 (a destra), la quale porta nella Mercedes Arena, composta dalla curva 8 (lento rampino a sinistra) e dal cambio di direzione delle curve 9-10-11, che riporta sul vecchio circuito. La Mobil 1, piega di media velocità a destra, immette nel Motordrom; dopo un allungo ecco la Sachs Kurve (tornante a sinistra), seguito dal cambio di direzione (sinistra-destra) delle curve 14-15, per poi arrivare alle ultime due curve a destra, da raccordare, la ElfKurve e la Sudkurve, dopo le quali si torna sul traguardo.

F1 GP GERMANIA 2019: IL PRONOSTICO

In Germania, nel weekend di casa dove ricorreranno sia la gara #200 della storia che il 125.esimo anno di attività, festeggiati con una livrea speciale sulla W10, la Mercedes e Lewis Hamilton si preparano a compiere un altro passo verso l’ennesima accoppiata Piloti-Costruttori dell’era ibrida, con il britannico che, toccata quota 80 vittorie a casa sua, in quel di Silverstone, intende proseguire nella sua marcia di avvicinamento alle 91 vittorie di Michael Schumacher. Lewis sbarca nelle vicinanze della Foresta Nera forte del record di punti dopo 10 gare da quando esistono i 25 punti a vittoria (223), con un solido +39 sul compagno di box Valtteri Bottas, sconfitto anche grazie alla Safety Car una decina di giorni fa. Sulla pista dove un anno fa fu protagonista di una rocambolesca quanto fondamentale vittoria, partendo 14°, il nativo di Stevenage va a caccia della 5° vittoria nel Gran Premio di Germania, che lo renderebbe primatista solitario anche da queste parti; allargando la visuale, Lewis vanta anche due pole, tre giri record e cinque podi complessivi. Bottas, dal canto suo, vanta due secondi posti in gara (2014 e 2018) ed in qualifica (sempre 2014 e 2018) come migliori risultati.

In occasione del Gran Premio di Germania 2019, la Mercedes omaggerà i traguardi del 200.esimo GP in Formula 1 e del 125.esimo anno di attività del settore motorsport con un logo ed una livrea commemorativi (foto da: twitter.com/MercedesAMGF1)

Ci si aspettano scintille, quindi, da quelle che dovrebbero essere le due sfidanti della Mercedes, Ferrari e Red Bull, ma che è più probabile che si limitino a duellare tra di loro, stante la superiorità del team di Brackley. Hockenheim rappresenta una tappa simbolica (in negativo, purtroppo) soprattutto per Sebastian Vettel. Il tedesco (una sola vittoria in casa, al Nurburgring nel 2013, con due pole, un giro record e tre podi), reduce tra l’altro dal tamponamento di Silverstone ai danni di Max Verstappen, torna sul posto dove, un anno fa, l’uscita di pista alla Sachs mentre era al comando della gara avviò una spirale negativa dalla quale, come sottolineato in apertura, a distanza di un anno ancora non se ne vede la fine. Pressato da un compagno di box velocissimo e da una stampa sempre pronta a criticarlo ferocemente ad ogni pié sospinto, con una SF90 a lui poco adatta, nessuno più di Seb avrebbe bisogno di un bel risultato a Hockenheim, anche e soprattutto per chiudere un cerchio ed aprirne un altro, obbligatoriamente positivo. Anche perché c’è la necessità di ricucire su un Verstappen adesso a +13 in classifica (136 a 123).

Altro passo di Lewis Hamilton verso il record di vittorie di Michael Schumacher. Quella di Silverstone è stata la #80 della sua carriera (foto da: twitter.com/MercedesAMGF1)

A proposito dell’olandese, tutti si sfregano le mani nella speranza di assistere nuovamente ad un duello con Charles Leclerc. I due 21enni in Inghilterra hanno dato spettacolo, con una battaglia gestita magnificamente soprattutto dal ferrarista, autore di una difesa davvero da antologia sul fortissimo rivale, oltre che di un sorpasso da urlo sull’altra RB15 di Pierre Gasly. Lo stato di forma del monegasco, reduce da quattro podi di fila (15° un anno fa in Germania, partendo 9°) sarà molto importante per la Ferrari (oltre al recupero di Seb, ovviamente) per respingere il ritorno di una Red Bull che, nelle ultime settimane, ha mostrato costanti segnali di crescita, soprattutto in gara, dove spesso e volentieri Max ha fatto la differenza. Il #33 a Hockenheim vanta un podio (3° nel 2016) e due 4° posti in griglia in qualifica come personal best.

Sebastian Vettel, mesto dopo il clamoroso ritiro nel corso del Gran Premio di Germania dello scorso anno (foto da: twitter.com)

Ci si attendono altri segnali incoraggianti da Pierre Gasly che, a Silverstone, per la prima volta ha fatto vedere di essere capace di poter stare vicino al compagno di box, chiudendo con un solido 4° posto. Per il tentativo di rimonta sulla Ferrari degli anglo-austriaci è fondamentale correre con due piloti, e non con uno solo (o uno e mezzo), come successo fino al Red Bull Ring. Passando agli altri, McLaren favorita nel ruolo di quarta forza della griglia, con la Renault come rivale più accreditata. Seguono nell’ordine Alfa Romeo, Racing Point e Toro Rosso, mentre in Haas Kevin Magnussen e Romain Grosjean dovranno riscattare gli ultimi, deludenti risultati. Chance pressoché nulle per il duo Williams, as usual.

F1 GP GERMANIA 2019: ORARI TV

Anche il Gran Premio di Germania 2018 sarà visibile in esclusiva sul satellite (Sky Sport F1 HD) e in differita su TV8.

F1 GP GERMANIA 2019 SKY (Diretta esclusiva)

Venerdì 26 Luglio 2019

Prove Libere 1: 11:00 – 12:30
Prove Libere 2: 15:00 – 16:30

Sabato 27 Luglio 2019

Prove Libere 3: 12:00 – 13:00
Qualifiche: 15:00

Domenica 28 Luglio 2019

Gara: 15:10

F1 GP GERMANIA 2019 TV8 (Differita)

Sabato 27 Luglio 2019

Qualifiche: 18:00

Domenica 28 Luglio 2019

Gara: 18:00

F1 GP GERMANIA 2019: PNEUMATICI E METEO

A Hockenheim i piloti avranno a disposizione la C2 (dura), C3 (media) e C4 (morbida). La coppia della Ferrari, Vettel e Leclerc, avrà nove treni di soft, con Seb che vi aggiunge tre set di medium ed uno di hard (come lui Magnussen (Haas), Raikkonen (Alfa Romeo) e Kubica (Williams)); Charles, invece, due set sia di medium che di hard (così anche Grosjean (Haas), Norris (McLaren), Giovinazzi (Alfa Romeo) e Russell (Williams)). Un treno di soft in meno, ovvero otto, con quattro di medium ed uno di hard, per Hamilton (Mercedes) e per il duo Red Bull, Verstappen e Gasly. Otto treni di ‘rosse’, ma con tre di ‘gialle’ e due di ‘bianche’, anche per Bottas (Mercedes), seguito da Sainz (McLaren) e dalla coppia della Racing Point, Perez e Stroll. Con dieci treni di soft, infine, abbiamo i piloti di Renault e Toro Rosso: Ricciardo ed Albon con due treni di medium ed uno di hard; Hulkeberg e Kvyat, potranno scegliere un treno di medium e due di hard.

Le mescole scelte dai piloti per il Gran Premio di Germania 2019 (foto da: twitter.com/pirellisport)

Queste le parole della vigilia di Mario Isola, Responsabile F1 e Car Racing Pirelli: “Hockenheim è un circuito non troppo familiare per team e piloti, visto che per diversi anni si è alternato con il Nurburgring per ospitare il Gran Premio di Germania, prima di sparire dal calendario e ritornare solo nel 2018. Tuttavia si tratta di un tracciato senza troppe sorprese, con carichi piuttosto bilanciati sui pneumatici. Unica eccezione è il settore del Motodrom, di natura più stop-and-go. Un altro aspetto da considerare è la diversa inclinazione di curva 12 e curva 13. I livelli di usura e degrado sono generalmente bassi, e in passato ci sono stati anche stint piuttosto lunghi sulle diverse mescole. Come abbiamo visto lo scorso anno, il meteo qui è piuttosto variabile e può essere quindi un elemento chiave che può determinare la strategia“.

L’anteprima Pirelli del Gran Premio di Germania 2019 (foto da: twitter.com/pirellisport)

Hockenheim è un tracciato dal carico medio-alto, che alterna rettilinei a curve lente, in particolare la 2 e la 5, oltre alla classica sezione del Motordrom. Ciò rende non trascurabili i carichi longitudinali sugli pneumatici, in particolare quelli posteriori. Restando sulle gomme, Hockenheim non è un circuito particolarmente severo, presentando un asfalto abbastanza liscio, che dovrebbe comportare un degrado non molto significativo, come del resto spiegato anche da Isola. Per quel che riguarda i freni, il circuito tedesco presenta tre staccate impegnative, soprattutto curva 5, ma anche curva 2 e 7. Passiamo infine alle previsioni del meteo, che sarà alquanto ballerino, come lo scorso anno. Buona parte del weekend sarà caratterizzata dal gran caldo: venerdì cielo poco nuvoloso e temperature che, dai 29 C° del mattino, al pomeriggio schizzeranno addirittura a 38 C°; situazione molto simile sabato, anche se con temperature un pochino più basse (34 C° per le qualifiche). Attenzione a domenica dove, al momento, si prevedono pioggia e rovesci per gran parte della giornata, con temperature massime sui 23-24 C°.

F1 GP GERMANIA: ALBO D’ORO

Il Gran Premio di Germania giunge alla 64.esima edizione (78 in totale, contando le 14 non valevoli per il Mondiale, disputatesi dal 1926 al 1950). Le 63 precedenti sono state ospitate da tre circuiti, vale a dire Hockenheim (36), Nurburgring (26), delle quali 22 sulla mitica Nordschleife e 4 sul Gp-Strecke, ed infine una all’AVUS di Berlino. Michael Schumacher e Lewis Hamilton sono i piloti più vincenti, con 4 trionfi; la Ferrari guida come team, a quota 21. Per quel che riguarda le pole, tra i piloti in vetta troviamo Jim Clark e Jacky Ickx (4), mentre tra i team davanti c’è ancora la Ferrari (20). Schumi e la Rossa, infine, guardano tutti dall’alto anche riguardo i giri record (5 e 17) e i podi complessivi (7 e 52).

La Mercedes festeggia la doppietta di Hockenheim 2018 mandando sul podio con i piloti Hamilton e Bottas l’ex patron Dieter Zetsche (foto da: twitter.com/F1)

(1951) – Nurburgring Nordschleife – Alberto Ascari (ITA, Ferrari)

(1952) – ” ” – Alberto Ascari (ITA, Ferrari)

(1953) – ” ” – Nino Farina (ITA, Ferrari)

(1954) – ” ” – Juan Manuel Fangio (ARG, Mercedes-Benz)

(1956) – ” ” – Juan Manuel Fangio (ARG, Ferrari)

(1957) – ” ” – Juan Manuel Fangio (ARG, Maserati)

(1958) – ” ” – Tony Brooks (GBR, Vanwall)

(1959) – AVUS – Tony Brooks (GBR, Ferrari)

(1961) – Nurburgring Nordschleife – Stirling Moss (GBR, Lotus-Climax)

(1962) – ” ” – Graham Hill (GBR, BRM)

(1963) – ” ” – John Surtees (GBR, Ferrari)

(1964) – ” ” – John Surtees (GBR, Ferrari)

(1965) – ” ” – Jim Clark (GBR, Lotus-Climax)

(1966) – ” ” – Jack Brabham (AUS, Brabham-Repco)

(1967) – ” ” – Denny Hulme (NZL, Brabham-Repco)

(1968) – ” ” – Jacky Stewart (GRB, Matra-Ford)

(1969) – ” ” – Jacky Ickx (BEL, Brabham-Ford)

(1970) – Hockenheim – Jochen Rindt (AUT, Lotus-Ford)

(1971) – Nurburgring Nordschleife – Jacky Stewart (GRB, Tyrrell-Ford)

(1972) – ” ” – Jacky Ickx (BEL, Ferrari)

(1973) – ” ” – Jacky Stewart (GRB, Tyrrell-Ford)

(1974) – ” ” – Clay Regazzoni (SUI, Ferrari)

(1975) – ” ” – Carlos Reutemann (ARG, Brabham-Ford)

(1976) – ” ” – James Hunt (GBR, McLaren-Ford)

(1977) – Hockenheim – Niki Lauda (AUT, Ferrari)

(1978) – ” ” – Mario Andretti (USA, Lotus-Ford)

(1979) – ” ” – Alan Jones (AUS, Williams-Ford)

(1980) – ” ” – Jacques Laffite (FRA, Ligier-Ford)

(1981) – ” ” – Nelson Piquet (BRA, Brabham-Ford)

(1982) – ” ” – Patrick Tambay (FRA, Ferrari)

(1983) – ” ” – René Arnoux (FRA, Ferrari)

(1984) – ” ” – Alain Prost (FRA, McLaren-TAG Porsche)

(1985) – Nurburgring Gp-Strecke – Michele Alboreto (ITA, Ferrari)

(1986) – Hockenheim – Nelson Piquet (BRA, Williams-Honda)

(1987) – ” ” – Nelson Piquet (BRA,Williams-Honda)

(1988) – ” ” – Ayrton Senna (BRA, McLaren-Honda)

(1989) – ” ” – Ayrton Senna (BRA, McLaren-Honda)

(1990) – ” ” – Ayrton Senna (BRA, McLaren-Honda)

(1991) – ” ” – Nigel Mansell (GBR, Williams-Renault)

(1992) – ” ” – Nigel Mansell (GBR, Williams-Renault)

(1993) – ” ” – Alain Prost (FRA, Williams-Renault)

(1994) – ” ” – Gerhard Berger (AUT, Ferrari)

(1995) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Benetton-Renault)

(1996) – ” ” – Damon Hill (GBR, Williams-Renault)

(1997) – ” ” – Gerhard Berger (AUT, Benetton-Renault)

(1998) – ” ” – Mika Hakkinen (FIN, McLaren-Mercedes)

(1999) – ” ” – Eddie Irvine (GBR, Ferrari)

(2000) – ” ” – Rubens Barrichello (BRA, Ferrari)

(2001) – ” ” – Ralf Schumacher (GER, Williams-BMW)

(2002) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(2003) – ” ” – Juan Pablo Montoya (COL, Williams-BMW)

(2004) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(2005) – ” ” – Fernando Alonso (SPA, Renault)

(2006) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(2008) – ” ” – Lewis Hamilton (GBR, McLaren-Mercedes)

(2009) – Nurburgring Gp-Strecke – Mark Webber (AUT, Red Bull-Renault)

(2010) – Hockenheim – Fernando Alonso (SPA, Ferrari)

(2011) – Nurburgring Gp-Strecke – Lewis Hamilton (GBR, McLaren-Mercedes)

(2012) – Hockenheim – Fernando Alonso (SPA, Ferrari)

(2013) – Nurburgring Gp-Strecke – Sebastian Vettel (GER, Red Bull-Renault)

(2014) – Hockenheim – Nico Rosberg (GER, Mercedes)

(2016) – ” ” – Lewis Hamilton (GBR, Mercedes)

(2018) – ” ” – Lewis Hamilton (GBR, Mercedes)

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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