Esclusiva Stadiosport- Ricordando Denis, parla Luigi Simoni : “Martedì al San Vito-Marulla sarà una gran festa per ricordare un grande amico”

Nella giornata di martedì 24 aprile, ore 17 allo stadio San Vito-Marulla di Cosenza andrà in scena un importante evento sportivo per ricordare il grande Donato “Denis” Bergamini, un’occasione per coinvolgere  tutta la città, sempre presente e partecipe a queste iniziative di beneficenza. Sarà una giornata di festa per unire sport e cultura, ma soprattutto in memoria di un ragazzo che ci ha lasciato troppo presto e che attende giustizia da ben trenta anni, sembra però che su quest’ultimo punto la verità sia molto vicina. La Scuola Calcio Denis Bergamini, ha dunque voluto organizzare nel ricordo del compianto giocatore rossoblu una partita benefica, che vedrà di fronte le vecchie glorie del Cosenza calcio(Urban, De Rosa, Marino, Savoldi, Mendil, Napolitano, Giovannelli, Nicolucci, Giansanti e mister Di Marzio, tanto per fare alcuni nomi), contro una rappresentanza di sindaci calabresi. Ai nostri microfoni ha parlato Luigi Simoni, ex portiere di quel leggendario Cosenza oltre che grande amico fraterno di Denis, il quale si è detto felicissimo di prendere parte a questo evento che lo coinvolge in prima persona, considerando la sua forte amicizia con Bergamini e l’attaccamento ai colori rossoblu. In questa intervista, Simoni invita tutti a partecipare numerosi per questa festa del 24 aprile, raccontandoci anche qualche aneddoto del passato di quando difendeva i pali della formazione silana.

 

Fonte/immagine-www.denisbergamini.com

Ciao Luigi, ci potresti anticipare qualcosa su questo bellissimo evento sportivo all’insegna del ricordo di Denis Bergamini, ma soprattutto cosa dovranno attendersi i tifosi rossoblù ?

“Intanto sarà una grande festa per ricordare Donato Bergamini in primis, ma anche Massimiliano Catena e Gigi Marulla, giocatori scomparsi che hanno lasciato il segno nella Cosenza sportiva. La cosa principale è ritrovarsi tutti insieme, rivedere qualche ex compagno invecchiato o qualche chilo in più, mi vien da pensare a Nicolucci e Giansanti, poi magari verrò smentito dai fatti (sorride), quello che  conta però è rivedersi dopo tanti anni  con compagni di squadra con cui hai vissuto momenti belli altri meno, ma sempre nell’amicizia e nel rispetto reciproco, poi in campo daremo sicuramente battaglia. Ricordo quando venimmo giù nel 98 per disputare una partita celebrativa per la promozione in Serie B di quel Cosenza, tutti noi eravamo già in età avanzata e io insieme a Padovano e Galeazzi eravamo gli unici ad essere ancora in attività, ad un certo punto dalla panchina, Sonzogni all’epoca allenatore di quella squadra, forse per invidia o per dissapori verso qualcuno urlava al suo bomber che era Margiotta, di farci tre goal, ma noi non volevamo perdere e riuscimmo a chiudere la gara sull’1-1, terminando imbattuti, vedrai che daremo battaglia anche questa volta contro i sindaci, i quali secondo me ci riserveranno qualche sorpresa all’interno della loro formazione, ma il vero piacere è quello di riabbracciare la città e la tifoseria”.

Questo evento è organizzato dalla Scuola Calcio Denis Bergamini, che per altro dà la possibilità a molti bambini di poter praticare calcio e divertirsi, non pensi che sia una realtà importante nella città di Cosenza?

“Si, ma oltre alla scuola calcio c’è la Prima squadra che ha vinto il campionato di terza categoria e a cui faccio i complimenti insieme ai miei ex compagni e a Donata, la sorella di Denis”.

A proposito di Donata, davvero una donna forte che non ha mai mollato in tutti questi anni e sembra che oggi si stia arrivando vicini alla verità, pensi che finalmente verrà fatta giustizia per Denis?

“Donata è una spartana come me, non molla mai. Io in questi trenta anni ho sempre sperato che venisse fatta giustizia, ma la cosa che mi premeva di più è quella di mantenere pulita l’immagine di Denis Bergamini, che è stata fatta passare per quella che non è. Finalmente sembra che siamo vicini alla verità, in modo anche da poter rendere giustizia ad una città e ad una terra che non merita di essere macchiata per colpa di questi vigliacchi”.

Che ricordi hai di quegli anni vissuti a Cosenza ?

“Ricordi stupendi, eravamo un gruppo unito, ci facevamo tanti scherzi,  ad esempio quando abbiamo rubato la macchina a Giovannelli, il quale sapeva che eravamo stati noi  oppure quando abbiamo nascosto le chiavi di casa al tecnico in seconda Ferroni (sorride), noi eravamo così e la gente per questo ci ama. Oggi sento dire che alcuni giocatori vanno continuamente nelle discoteche o nei locali, noi invece no, solo una volta ci capitò di andare un sabato sera in una nota discoteca della città e considera che il giorno dopo c’era la sosta di campionato  eppure fummo richiamati da mister Di Marzio, che non sapeva nulla della nostra uscita e all’indomani si infuriò molto negli spogliatoi, perché giustamente voleva essere informato su quello che facevamo fuori dal campo, tenendo conto che non ti diceva mai no se gli chiedevi qualcosa, però doveva sapere tutto e a distanza di anni mi sono accorto che aveva ragione, uno come Di Marzio servirebbe ad ogni epoca”.